Ys Memoire: Revelations in Celceta Recensione, un classico che fatica a trovare casa

Analizziamo Ys Memoire: Revelations in Celceta su Nintendo Switch per scoprire se il ritorno di Adol Christin giustifica ancora l'investimento dopo tutti questi anni

Simone Lelli
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Simone Lelli
Editor in Chief
Amante dei videogiochi, non si fa però sfuggire cinema e serie tv, fumetti e tutto ciò che riguarda la cultura pop e nerd. Collezionista con seri...
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RecensioniYs Memoire: Revelations in Celceta
Lettura da 8 minuti
7.5 Buono
Ys Memoire: Revelations in Celceta

Entrare nel mondo della serie Ys può risultare un compito scoraggiante per chiunque si avvicini alla saga per la prima volta, soprattutto se confrontato con titani del genere come Final Fantasy o le serie Tales. Mentre molti altri franchise di giochi di ruolo permettono di scegliere un capitolo casuale e tuffarsi in un universo autoconclusivo, Ys Memoire: Revelations in Celceta ci mette di fronte alla complessità di seguire un singolo protagonista, Adol Christin, attraverso l’intero arco della sua vita avventurosa. Questa struttura narrativa, che ha saputo resistere per quasi quarant’anni, solleva legittimi dubbi su quale sia l’ordine corretto di approccio: cronologico rispetto all’uscita o basato sull’età del protagonista?

La confusione potrebbe raggiungere il suo apice proprio con questa uscita su Nintendo Switch, che funge da operazione di rimasterizzazione di un titolo nato originariamente nel 2012. La storia editoriale di questo capitolo è un vero rompicapo: rappresenta tecnicamente la terza diversa iterazione di Ys IV, una situazione causata da decisioni aziendali negli anni ’90 che hanno portato a versioni non ufficiali. Solo con l’edizione del 2012, su cui si basa questo remaster, Nihon Falcom ha finalmente sancito la versione canonica del viaggio di Adol in queste terre inesplorate. È un pezzo di storia che porta con sé tutto il peso delle aspettative dei fan di lungo corso.

Storia e narrativa: il viaggio mnemonico di Adol

La narrazione di Ys Memoire: Revelations in Celceta parte da un presupposto classico ma sempre efficace: il nostro eroe, Adol, si risveglia nella città di frontiera di Casnan senza alcun ricordo della propria identità, tranne il suo nome. L’incontro con l’informatore Duren innesca una serie di eventi che spingono i due verso la Grande Foresta di Celceta, un luogo letale che nessuno ha mai esplorato completamente. La scrittura non brilla per originalità, attingendo a piene mani dai tropi tipici degli anime, ma la sua esecuzione è solida e ben cadenzata, rendendola un’esperienza piacevole se non pretendete di essere sconvolti da colpi di scena imprevedibili.

Uno degli aspetti più riusciti della narrazione risiede nell’integrazione del recupero della memoria direttamente nel gameplay. Attraverso l’esplorazione, troverete sfere di luce che attivano brevi flashback, offrendo squarci sul passato di Adol senza interrompere il ritmo di gioco con lunghi dialoghi forzati. Queste parentesi di lore sono discrete e ben studiate, perfette per immergere il giocatore nel mistero dell’antica civiltà che un tempo dominava la regione. È proprio questa fusione tra scoperta ambientale e progresso narrativo che rende la trama di Ys Memoire: Revelations in Celceta degna di essere vissuta, nonostante la prevedibilità di certi archi narrativi.

Gameplay e meccaniche in tempo reale

Come gli altri capitoli della serie, possiamo dire che anche Ys Memoire: Revelations in Celceta vede il suo sistema di combattimento come fulcro centrale, un’esperienza dinamica basata su party di tre personaggi. La possibilità di scambiare i membri del gruppo in tempo reale è fondamentale, specialmente a causa del sistema di debolezza basato sulla tipologia di danno: Slash, Strike o Pierce. Gestire strategicamente il tipo di arma contro le resistenze nemiche, mandando in stato di Break gli avversari per massimizzare i danni, risulta ancora oggi estremamente appagante.

La profondità del combat system viene arricchita da meccaniche come il Flash Guard e il Flash Move, che premiano i riflessi pronti dei giocatori. Bloccare o schivare all’ultimo istante permette di congelare il tempo o ottenere critici garantiti, trasformando ogni scontro in una danza frenetica di abilità. E per chi preferisce un approccio più metodico, il sistema di crafting offre una profondità inaspettata. Il sistema di potenziamento dell’equipaggiamento trasforma ogni oggetto raccolto nella foresta in una risorsa preziosa per personalizzare le statistiche e infliggere status alterati ai nemici, rendendo il farming un’attività mai vana.

Aspetto tecnico: un’esperienza del 2012 nel 2026

Qui arrivano le dolenti note. Nonostante la rimasterizzazione, il gioco mostra in modo impietoso le cicatrici del tempo. I modelli dei personaggi sono rigidi, caratterizzati da un basso conteggio di poligoni che, nel 2026, risulta difficile da digerire. Gli ambienti, sebbene vasti, soffrono di una palette cromatica spenta e di un riutilizzo eccessivo di asset, che finisce per rendere ogni area della Grande Foresta visivamente monotona. Anche i problemi di pop-in degli oggetti sono evidenti e fastidiosi, minando l’immersione esplorativa. Fondamentalmente si tratta di un problema comune di tutti i giochi della serie, che storicamente – a parte un paio di eccezioni – sono usciti tecnicamente “già vecchi” per rispetto al periodo d’uscita.

Il level design non aiuta a risollevare le sorti dell’esperienza visiva. La necessità di tornare sui propri passi, spesso costretti da un sistema di viaggio rapido limitato, rende l’esplorazione un chore meccanico piuttosto che un piacere estetico. Spesso vi ritroverete a consultare ossessivamente la mappa per non perdervi, poiché le caverne e i sentieri si somigliano troppo tra loro. Il comparto sonoro, per fortuna, si salva grazie a nuove arrangiamenti musicali che donano nuova vita a una colonna sonora già eccellente, dimostrando come il lavoro di riarrangiamento possa parzialmente compensare l’obsolescenza grafica.

Longevità e valore del pacchetto

Con una campagna principale che si attesta tra le 20 e le 25 ore, Ys Memoire: Revelations in Celceta offre una durata onesta per il suo prezzo di vendita di 29,99 Euro. La sfida è ben bilanciata, con boss che presentano pattern di attacco interessanti e che richiedono una minima strategia, rendendo il completamento del gioco un obiettivo gratificante per chi ama i JRPG di vecchio stampo. Per i completisti, la ricerca di ogni segreto e il superamento delle missioni secondarie possono estendere notevolmente l’esperienza, offrendo un discreto ritorno economico.

Tuttavia, è necessario fare una distinzione chiara: il valore del gioco dipende interamente dal vostro pregresso. Se siete dei neofiti della serie che cercano un’avventura solida, questo capitolo può essere un punto d’ingresso accettabile, a patto di chiudere un occhio sulle sue limitazioni tecniche. Se invece avete già consumato le versioni per PS Vita, PC o PS4, non troverete motivi validi per tornare in questo mondo. Non ci sono nuovi segreti o contenuti narrativi aggiuntivi che giustifichino una nuova sessione di gioco.

Ys Memoire: Revelations in Celceta
Buono 7.5
Voto 7.5
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Amante dei videogiochi, non si fa però sfuggire cinema e serie tv, fumetti e tutto ciò che riguarda la cultura pop e nerd. Collezionista con seri problemi di spazio, videogioca da quando ha memoria, anche se ha capito di amarli su quell'isola di Shadow Moses.