Rue Valley Recensione, il loop introspettivo proposto da Emotion Sparks Studio

Un loop temporale, uno stile tagliente, una narrazione serrata: Rue Valley offre al giocatore un'esperienza da ricordare: ecco la nostra recensione.

Sara Pandolfi
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Sara Pandolfi
Nata e cresciuta videoludicamente sotto il segno della triforza, grande appassionata di videogiochi a 360°, ma con un nostalgico occhio di riguardo alle creazioni della grande...
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RecensioniRue Valley
Lettura da 7 minuti
Rue Valley
7.5
Rue Valley

Ci sono storie che riteniamo “degne” di essere raccontate: imprese eroiche, esseri magici e dai poteri sovrumani che salvano il mondo con potenza e performance inaudite, combattimenti al cardiopalma, scelte difficili da prendere. I videogiochi, molto spesso, sono questo: cronache di viaggi eccezionali, momenti epici e sovrumani, azioni ricche di sconvolgimento emotivo, ma non lo sono sempre. Cosa succede, però, se decidiamo di raccontare una storia “non degna”? Una storia fatta di debolezze, di indecisione, di patetica normalità che si flagella in sé stessa? Nascono esperimenti complessi, difficili da far arrivare al grande pubblico, ma comunque capaci di entrare nel cuore dei giocatori come vi entra una storia personale, vivida, per certi versi molto più vera. Pensiamo che quella appena chiusa sia una parentesi necessaria per descrivere al meglio cosa si prova nel momento in cui si prende in mano il controller e si avvia per la prima volta Rue Valley: il titolo di Emotion Sparks Studio, di cui vi parliamo in questa recensione della versione per PS5.

“Devo uscire dal loop?”

In Rue Valley impersoniamo Eugene Harrow, giovane affetto da disturbo depressivo che si presenta a noi mediante una seduta dallo psicologo: andamento lento e incerto, ridotta capacità decisionale e profonda svogliatezza sono le caratteristiche di Eugene che emergono fin dai primi minuti di gioco, nonostante la possibilità di personalizzare in maniera lieve il suo carattere prima di avviare la partita, il suo approccio al mondo che lo circonda rimarrà pressoché invariato nelle fondamenta.

Confinato contro la sua volontà nel motel di Rue Valley, inospitale cittadina desertica, Eugene si sta sottoponendo a delle speciali cure con un misterioso analista, il Dottor Finck, e, tra una seduta e l’altra, ammazza il tempo nella sua stanza. Un evento inaspettato colpirà direttamente Eugene e, a partire da quel momento, si innescherà una situazione paradossale: il nostro protagonista rimarrà infatti bloccato in un loop temporale, vedendo la sua giornata ripetersi all’infinito.

La narrazione, cuore pulsante del progetto, ci terrà occupati per circa 10 ore, incastonate in loop di 47 minuti. La volontà di trovare una spiegazione a quanto capitato al protagonista è il motore che muove lo stesso nelle ambientazioni del gioco, condizionandone volontà, decisioni, incontri e spostamenti.

rue valley

Il gioco non mette in secondo piano, nemmeno sul fronte narrativo, la condizione psicologica del protagonista e dei personaggi che lo circondano: il malessere è una chiave di volta che offre nuove spiegazioni agli eventi, e la ricerca di un momento di liberazione ha un potere trascinante anche più dell’obbiettivo che il gioco sembra consigliarci come primario.

Il risultato è un titolo con un comparto narrativo da leggere su più livelli, che si integrano bene tra di loro nonostante le differenze di natura psicologica e puramente strutturale, dando vita ad una narrazione completa, complessa ma mai complicata.

Un titolo non pensato per le console

Come detto precedentemente, il gioco ha carattere puramente narrativo: le azioni che compiamo riguardano il movimento del nostro personaggio in aree limitate con chiari punti di interazione da raggiungere al fine di prendere delle decisioni attraverso il classico menù a tema, influenzato dallo stato psicologico nel quale il personaggio si trova un momento per momento. Questo comporta che ci sia tantissimo testo da leggere, non che questo sia un problema essendo l’avventura di tipo narrativo, ma dobbiamo invece sottolineare come il posizionamento la struttura dei testi sia sostanzialmente inadeguato alla piattaforma sulla quale abbiamo trovato il gioco.

Testi troppo piccoli posizionati in modo poco ortodosso per essere letti agilmente su console si intervallano a enormi spazi vuoti nell’interfaccia di gioco che potevano essere decisamente sfruttati in maniera differente, soprattutto se teniamo conto del fatto che viene utilizzato, nel caso della versione PlayStation 5, un televisore per giocare.

Rue Valley

Gli eroi della quotidianità

È nostra intenzione ora soffermarci sullo stile artistico estremamente particolare dell’opera: per farlo, vogliamo divertirci con un paragone con uno dei titoli più amati dello scorso anno, che condivide l’impronta prettamente narrativa con Rue Valley, ossia Dispatch. Abbiamo già parlato del titolo simbolo della chiusura del 2025 in un articolo particolare, un gioco che parla di personaggi straordinari attraverso uno stile, una narrazione e un modo di porsi da parte degli sviluppatori che li avvicina quanto più possibile all’ordinarietà.

L’operazione compiuta invece dai creatori di Rue Valley, muove in direzione diametralmente opposta ma ugualmente interessante: il gioco racconta episodi di incredibile normalità, così come sono normali i personaggi (quasi “banalità” per certi versi) con uno stile artistico che sembra suggerire pathos, azione, movimento. Lo fa attraverso vignette che ricordano i fumetti dei supereroi, linee dritte, chiare, colori che si distinguono in maniera netta, luci che esaltano quelle chiare linee di definizione. Tutto si muove come un fumetto anche attraverso i dialoghi, attraverso la struttura grafica delle vignette e il font selezionato.

Se da una parte Dispatch, attraverso le sue scelte stilistiche e artistiche, è “normalizzazione dello straordinario”, dall’altra Rue Valley può per le stesse ragioni essere definito “straordinarizzazione della normalità”. Un esperimento interessante che tocca note ossimoriche diventando qualcosa di unico, di quale ci riteniamo profondamente soddisfatti.

Il sistema di controllo del gioco non è dei più brillanti, in più di un’occasione ci siamo infatti trovati a non capire come potevamo agire, soprattutto nelle fasi iniziali che inseriscono tutorial poco soddisfacenti alla vista, che non esortano ad una lettura completa e approfondita. Ci riteniamo quindi non soddisfatti del lavoro fatto per quanto riguarda il passaggio su console di un gioco che su PC funziona perfettamente. I trofei presentano una discreta varietà, ovviamente limitata dal tipo di prodotto offerto, ma permettono al giocatore di raggiungere tranquillamente le 20 ore di gioco per arrivare alla risoluzione completa.

Rue Valley
Rue Valley
7.5
Voto: 7.5
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Nata e cresciuta videoludicamente sotto il segno della triforza, grande appassionata di videogiochi a 360°, ma con un nostalgico occhio di riguardo alle creazioni della grande N.