La Mare, o Mara, secondo il folklore scandinavo, è una strega che risucchia l’essenza vitale e il respiro delle persone, nata dal rancore e dal dolore provato in vita: una donna che ha sofferto ed è morta tra atroci sofferenze genera quindi questa entità, che vive nascosta nell’oscurità, pronta ad avvicinarsi alle sue vittime appena abbassano la guardia, nascosta tra le ombre. Questa creatura è la “protagonista” indiscussa del nuovo indie horror Unsealed: The Mare, sviluppato e distribuito da Gamhalla, in cui impersoneremo Vera, una ragazza che deve sfuggire da questa temibile strega e nel contempo scoprire i segreti della sua famiglia superando degli enigmi e ricordando dei momenti importanti del suo passato.
Unsealed, un horror in prima persona diviso in tre capitoli, non ha delle dinamiche mai viste o completamente innovative, ma nel complesso ci catapulta in un incubo ad occhi aperti che diverte e mette alla prova, per scoprire cosa sia successo alla famiglia di Vera e portare a galla tutta la verità. Uscito per tutte le console e su PC (Steam), noi lo abbiamo provato per voi su Playstation 5, e questa è la nostra recensione!
Tra incubo e realtà
Vera, la protagonista, si ritrova inizialmente in una sorta di cantina labirintica, che muta e si ramifica in continuazione, come in un incubo che la imprigiona tra le sue spire e la trascina in un turbine di terrore e ricordi dimenticati. La visuale in prima persona dà l’immersione giusta, l’ambiente è claustrofobico e trasmette ansia già dai primi minuti, con un crescendo della tensione man mano che si avanza nei tre capitoli in cui è strutturato il gioco.
Gli enigmi ambientali che si pareranno di fronte a Vera sono piuttosto semplici, ma volutamente non immediatamente comprensibili, in modo che il giocatore si ritrovi a dover ragionare e comprendere il da farsi senza una guida diretta passo per passo: si dovranno collezionare degli inquietanti orsacchiotti di peluche che ridono e scappano (si, avete letto bene), si devono attraversare dei portali che rimandano a dei ricordi specifici che hanno segnato la vita di Vera e della sua famiglia, ma soprattutto, è fondamentale scappare dalla strega e non guardarla mai direttamente negli occhi.
Una dinamica importantissima del gioco è infatti quella dell’esplorazione meticolosa, per quanto possibile, seppur braccati dalla Mara, per leggere tutti i documenti e i messaggi lasciati dai membri della sua famiglia (di cui non sappiamo cosa abbia riservato loro il destino) e per riunire tutti i pezzi del puzzle e risolvere il mistero principale: perché Vera si trova li, e perché una donna inquietante la bracca senza sosta?
Un labirinto di ricordi
Unsealed: The Mare non ha nulla di diverso da tanti horror già visti, ma è fatto talmente bene, con i giusti momenti di tensione, con il mistero da scoprire piano piano osservando con attenzione ciò che troviamo nei foglietti sparsi per gli ambienti o le scritte sui muri, che nel complesso vince a mani basse.
Con un ottimo sistema di audio 3D, che permette di localizzare anche al buio gli orsetti da trovare, ma anche percepire la strega e capire se è in avvicinamento o meno, il gioco carica di ansia, ha i giusti momenti di terrore, senza mai eccedere o utilizzare jumpscares gratuiti.
L’inventario è minimal, in quanto si possono raccogliere le batterie per la torcia elettrica, ma anche l’olio per ricaricare l’accendino, in più è possibile trovare delle lampadine da utilizzare qualora la strega ne distruggesse una e si avesse la necessità di sostituirla per sfuggirle. Infatti la strega teme la luce, in più quando è nei paraggi le luci sfarfallano e si sente chiaramente il suo respiro rauco e più simile ad un rantolo, in avvicinamento.
Man mano che si va avanti nella storia, e di conseguenza nei capitoli, ci si addentra sempre di più nei segreti di famiglia della protagonista, delineando quelle che sono le parti lese, o vittime, della situazione, ma anche i carnefici; ma oltre a rivelare gli scheletri negli armadi dei genitori di Vera, man mano che si procede con la storia la strega diventerà sempre più aggressiva e opprimente, quasi a volerci ostacolare dal riportare alla luce memorie che non devono essere rievocate.
Tra simboli esoterici e orsetti ridacchianti
Unsealed: The Mare è un gioco, seppur con i suoi limiti grafici e di sviluppo (si riconoscono chiaramente dei preset visti e rivisti in mille altri giochi indie a basso budget) che comunque diverte e intrattiene, con il giusto ritmo, senza essere mai troppo scontato o noioso.
Le dinamiche e il gameplay, che possono essere anche considerati ripetitivi, nel complesso definiscono un quadro generale che funziona e colpisce per il modo ingegnoso di inserire una trama, neanche tanto scontata o prevedibile, all’interno di un gioco che poteva a primo impatto sembrare banale o poco intraprendente.
La storia si scopre lentamente man mano che si va avanti nei capitoli del gioco, in cui aumenta anche la difficoltà, costringendoci non solo a pensarci delle strategie per sfuggire alla strega, sempre più pericolosa e agguerrita, ma anche ad agire d’astuzia per esplorare approfonditamente gli ambienti e trovare quindi tutti i documenti che riassumono il mistero passato della famiglia di Vera.
Unsealed: The Mare è quindi qualcosa di già visto, ma con una rivisitazione e una attenzione ai dettagli e alla narrazione (spesso trascurata ormai) che lo rendono interessante, memorabile e trascinante, spingendo il giocatore a voler proseguire sino alla fine per svelare, finalmente, l’arcano della Mara.




