Chi ci legge, ormai avrà capito che i giochi strategici ci piacciono molto, e Dewan è uno di quelli che effettivamente ci ha colpiti in positivo nell’ultimo periodo. Come detto si tratta di un gioco da tavolo strategico ed elegante, distribuito in Italia da Asmodee attraverso l’etichetta Space Cowboys, ed è pensato per chi ama le sfide tattiche con decisioni ponderate e una buona dose di interazione indiretta. Il gioco è concepito per gruppi da 2 a 4 persone, e lo riteniamo adatto sia per chi ama giocare in famiglia, sia per chi vuole cimentarsi in sfide in cerchie più esperte.
Insomma, Dewan si presenta come un’esperienza di peso medio che ha una fetta d’utenza discreta, e unisce gestione delle risorse, piazzamento e esplorazione territoriale, il tutto con un ritmo che resta dinamico senza diventare mai caotico. Ma analizziamolo meglio nella nostra recensione.
Tribù, territori e narrativa emergente
Il concetto di Dewan è quello di guidare una tribù in un mondo dove le risorse sono limitate, conquistare nuovi territori significa sì avere più spazio, ma anche una prospettiva di sopravvivenza e punti vittoria maggiore. Le partite iniziano costruendo una mappa modulare con tessere esagonali che rappresentano diversi tipi di terreno, dalle foreste ai corsi d’acqua, fino alle montagne e alle zone selvagge più impervie. Ogni giocatore seleziona carte Terreno da un display condiviso e le usa per posizionare i propri Accampamenti, conquistare terra e soddisfare i requisiti delle Tessere Storia che fanno da obiettivo finale.
La gestione delle carte e il piazzamento degli accampamenti costituiscono il nucleo della strategia: pescare carte significa valutare attentamente quali e quante ne servono per muoversi sulla mappa e quali posizioni privilegiare per raggiungere gli obiettivi prefissati. Per piazzare un accampamento bisogna “pagare” il terreno necessario tracciando un percorso con le carte, e attraversare aree già occupate dagli avversari può influenzare dinamiche di scambio di risorse, creando momenti di confronto con gli altri giocatori.
La presenza delle tessere Storia aggiunge una dimensione di obiettivi variabili: piuttosto che punire chi si concentra troppo su una strategia, il gioco invita i partecipanti ad adattarsi e plasmare i propri piani in base alla composizione della mappa e alle opportunità offerte dal terreno.
Materiali e atmosfera
Uno degli elementi che più colpiscono, già aprendo la scatola, è la qualità dei materiali. Le tessere Territorio sono spesse e ben illustrate, le carte Terreno hanno illustrazioni colorate e belle da vedere (anche se le artistiche non sono peculiari al massimo), e gli accampamenti in legno sono solidi e piacevoli al tatto. Anche le plance tribù personali sono ben disegnate e aiutano a mantenere ordine e chiarezza durante la partita. La componentistica contribuisce quindi a creare un’atmosfera coerente con il tema tribale ed esplorativo, senza però “appesantire” troppo il tavolo.
La mappa modulare, combinata con gli obiettivi delle Tessere Storia e gli scenari variabili, fa sì che ogni partita sia diversa, cosa che nel caso vi stiate divertendo, spinge alla rigiocabilità anche diretta, magari dopo aver compreso meglio le strategie e sfruttandone di nuove.
Ritmo di gioco e destinazione
Dal punto di vista del ritmo, Dewan ci offre un equilibrio interessante, con la meccanica di scelta delle carte e il piazzamento degli accampamenti creano un alternarsi di decisioni che costruiscono la partita mano a mano e – cosa fondamentale – limitando al minimo i tempi morti. Equilibrio è inteso anche all’opposto, perché non si è neanche travolti da troppe regole, eccezioni da ricordare, o meccaniche complicate nell’alternanza delle fasi. Le partite durano circa quaranta minuti, una durata che risulta adeguata per quello che il gioco vuole offrire: sufficiente per sviluppare una strategia coerente senza trascinarsi troppo a lungo.
In termini di tattica, come già detto non si tratta di un titolo pesante, ma non va neanche confuso o trattato come un gioco superficiale: la gestione della propria mano di carte, unita alle scelte sul piazzamento territoriale e al completamento degli obiettivi, richiede sempre un minimo di pianificazione e adattamento. L’interazione tra giocatori, pur indiretta, può risultare significativa soprattutto quando si contende l’accesso a particolari zone della mappa o si sfruttano le carte in modo da ostacolare le mosse altrui.
Insomma ci sentiamo di consigliarlo a chi cerca un gioco accessibile senza che risulti troppo banale (quindi che sia un gradino sopra alla semplicità dei party game), e con un equilibrio tra tattica e immediatezza. La sua natura lo rende godibile per giocatori che vogliono qualcosa di più di un semplice filler, ma senza gli impegni di un titolo complesso e cervellotico.

