A chi lo giocò tempo fa sembrerà quasi ieri, come al sottoscritto, ma realizzare che siano passati ben 20 anni dal rilascio di Ghost Master ci ha fatto venire quel brividino sulla schiena. Proprio di brividini torniamo a parlare con questo nuovo capitolo, che di fatto “resuscita” il caro vecchio titolo portandocelo in una versione sia più moderna, sia più ricca di contenuti. Ghost Master Resurrection è finalmente pronto, e ha fatto il suo ingresso nel mondo dei mortali dopo un periodo in early access su Steam.
Abbiamo completato di nuovo la campagna principale, testando sia le nuove qualità tecniche, sia gustandoci le varie novità che hanno modificato e migliorato la quality of life, ma anche sfruttando le diverse strategie per ottenere i risultati di missione. Certo, ci sono state anche note negative, che purtroppo dovremo citare. Andiamo però con ordine e iniziamo la recensione di Ghost Master Resurrection.
Born to Spook
Il nostro compito sarà quello di terrorizzare Gravenville, una ridente cittadina americana, tra studenti, polizia, storie raccapriccianti e molto altro. Proprio degli studenti di Gravenville faranno il terribile errore di risvegliare noi, il Ghost Master, con una seduta spiritica, ed è dopo di ciò che la cittadina diventerà il nostro regno di terrore.
Il gioco si suddivide in atti, in ognuno dei quali dovremo infestare delle zone (11 ambientazioni diverse), ma non sempre col semplice scopo di spaventare gli abitanti. Il filo conduttore tra le varie missioni che il gioco ci propone, è quello di fare in modo che il terribile Darkling venga evocato dai mortali, ma la strada verso il nostro successo è disseminata di ostacoli. Alcuni mortali dovranno essere manipolati, mentre altri avranno dei loschi scopi che vanno in netto contrasto con i nostri.
A disposizione avremo una squadra di spettri, che si dividono in categorie in base alle loro caratteristiche: spaventatori, elementali, vapori, gremlin, banshee, o magari qualcuno più curioso che si lega a uno specchio o a chi dorme… ce ne sono di tutti i tipi, e che possono essere sfruttati in modo strategico. La cosa fondamentale è che tutti loro non saranno disponibili da subito, ma potremo sbloccarli durante le varie missioni, ognuno in un modo diverso: ascoltate sempre cos’hanno da dire! I modi per liberarli non sono sempre unici, quindi cercate anche di sfruttare la fantasia.
Le zone da infestare varieranno da missione a missione, con alcune che a volte verranno “modificate” perché le nostre vittime si stanno pian piano attrezzando per difendersi da noi. Sensitive, un prete, e dei GhostBreakers potranno neutralizzare i nostri spettri, quindi dovremo fare attenzione quando saranno presenti!
Scacchiera di plasma
Il gameplay del gioco è fondamentalmente da gestionale: le location sono suddivise in stanze o zone, e al loro interno ci saranno degli oggetti o tipi di stanza dove potremo legare i nostri fantasmi. Vi ho detto che i fantasmi possono essere usati anche in modo strategico, ma in realtà sarò praticamente indispensabile per portare a termine il gioco, soprattutto nelle battute finali. Dopotutto abbiamo degli scopi fondamentali, che vanno oltre il semplice terrorizzare gli umani.
Per utilizzare i poteri dei fantasmi avremo bisogno di una risorsa chiamata Plasma, che si accumulerà man mano che spaventeremo o accresceremo le paure dei mortali. Più lo faremo, è più aumenterà il massimo dei poteri che potremo utilizzare contemporaneamente (o magari pochi, ma molto potenti), dato che ogni potere, dal più semplice al più devastante, hanno un costo diverso (possono variare da pochissimo, come 20 plasma, fino a centinaia). La gestione delle risorse è quindi importante tanto quanto la scelta della squadra di fantasmi da portare con noi prima della missione.
Anche per questo, nel quartier generale potremo far imparare nuovi poteri (che sono divisi per livello e costo) a determinati spettri che possono impararli, effettivamente potenziandoli e renderli più “poliedrici”. Una delle novità arrivate con la Resurrection, oltre alla presenza di un paio di fantasmi in più, è la possibilità di utilizzare le zucche ottenute con gli alti punteggi di missione per ottenere dei perk da sfruttare in missione, come percentuali maggiori di paura o di follia, riduzione del cooldown delle abilità, o cose del genere.
Resurrezione a metà
Quello che più volevamo è che il classico Ghost Master ritornasse dalle profondità degli inferi, ed effettivamente così è stato. Nonostante ciò, la sua gloriosa rinascita di terrore e intrighi si è rivelata tale solo in parte. In questo caso, il fatto di rimanere estremamente fedele (nonostante molti aggiustamenti nella Quality of Life) è stato forse un piccolo freno.
La prima cosa che doveva saltare all’occhio è effettivamente l’impianto grafico: ebbene, nonostante non ci troviamo di fronte a un lavoro al passo con questa generazione, è effettivamente gradevole il rework grafico, con nuovi scenari, texture più dettagliate, e un’interfaccia ben gestita e ripulita (anche il menù principale stesso). Mettiamoci poi che l’unico video presente in gioco, quello di apertura, non è stato praticamente toccato: ancora vecchia risoluzione, e immagini a quadrettoni che avrebbero meritato una messa a posto totale.
Diciamo quindi che da un certo punto di vista siamo contenti a metà, ma dall’altro siamo abbastanza soddisfatti, dato che stavolta l’IA fa compiere agli umani delle scelte più coerenti con l’indole dei personaggi, o con le loro paure.
Abbiamo poi molto gradito, parlando della citata modernizzazione di menù e gestione, la possibilità di esplorare per un paio di minuti la location che stiamo andando ad infestare, prima che essa cominci: in questo modo potremo farci un’idea degli elementi presenti, e scegliere i fantasmi da mettere in squadra con più criterio (cosa che in passato ci costringeva a fare “entra ed esci” continuamente dalla missione per ricominciarla da capo).
Insomma, nonostante non siano giganti, tra perk e altro abbiamo un paio di nuove meccaniche di gioco e contenuti inediti che abbiamo davvero molto apprezzato, e nonostante non siano compresi subito, citiamo anche un paio di DLC gratuiti da scaricare e aggiungere all’esperienza (va fatto manualmente). Sono presenti altri DLC, ed è disponibile anche un season pass che comprenderà anche quelli in arrivo più avanti. Questo è molto incoraggiante, soprattutto per non “far morire” il gioco una volta terminato, e continuare a sfruttare i nostri fantasmi e a divertirci nel tempo (cosa non affatto scontata).
Una nota dolente purtroppo, concludendo il comparto tecnico, è la presenza di diversi bug, che a volte minano in modo irreversibile l’infestazione in corso: non parlo solo di bug grafici, ma anche di personaggi che si incastrano in determinati punti, non potendo fuggire e rendendo la missione non completabile. Insomma, mi è capitato di dover ricominciare da capo la missione per ottenere la vittoria.



