Anima: Gate of Memories I&II Remastered Recensione, una riproposizione un po’ pigra

Quando la nostalgia non basta: Anima: Gate of Memories I&II Remastered non impressiona. Ecco la nostra recensione del gioco.

Tiziano Sbrozzi
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Tiziano Sbrozzi
Senior Editor
Lusso, stile e visione: gli elementi che servono per creare una versione esterna di se. Tiziano crede fortemente che l'abito faccia il monaco, che la persona...
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RecensioniAnima: Gate of Memories I&II Remastered
Lettura da 7 minuti
6.5
Anima: Gate of Memories I&II Remastered

Anima: Gate of Memories I&II Remastered riunisce due action RPG che, al momento della loro uscita originale, avevano saputo ritagliarsi una nicchia precisa grazie a un’identità forte, un immaginario affascinante e un sistema di combattimento ambizioso. Oggi, a distanza di quasi dieci anni, questa edizione rimasterizzata si propone come la versione definitiva dell’esperienza Anima, promettendo grafica e gameplay migliorati e un accesso privilegiato a un universo fantasy profondo e stratificato, ispirato alla celebre saga da tavolo Anima: Beyond Fantasy. La domanda, però, resta sempre la stessa: basta davvero ripulire la superficie per rendere un gioco attuale?

Un mondo affascinante, carico di lore e ambiguità

Come sempre l’universo narrativo di Anima è il punto forte. La remastered include i due titoli Anima: Gate of Memories e Anima: The Nameless Chronicles, due storie parallele che raccontano eventi diversi ma intimamente collegati. Da un lato seguiamo il destino di una misteriosa ragazza priva di memoria e del leggendario mostro legato alla sua esistenza; dall’altro vestiamo i panni di un’anima immortale, condannata a vagare per il mondo senza fine. Due prospettive opposte, due identità in conflitto, unite da una guerra segreta che si combatte nell’ombra e che trascina i protagonisti in un ruolo centrale, spesso contro la loro stessa volontà.

La Torre di Arcane è il fulcro narrativo dell’intera esperienza: un luogo simbolico e fisico, costruito sui ricordi, sulle colpe e sulle scelte di chi lo abita. È qui che Anima prova a distinguersi, offrendo una narrazione volutamente criptica, fatta di frammenti, allusioni e verità mai completamente esplicitate. Le decisioni del giocatore influenzano lo sviluppo degli eventi, sbloccando percorsi narrativi alternativi e finali differenti.

Il problema è che, se sulla carta tutto questo resta affascinante, nella pratica la narrazione mostra chiaramente il peso degli anni. Dialoghi rigidi, doppiaggio poco incisivo e un ritmo spesso spezzato rendono difficile immergersi davvero nella storia. La remastered non interviene su questi aspetti: non chiarisce, non alleggerisce, non modernizza. Si limita a riproporre l’impianto originale, lasciando intatte anche le sue rigidità.

Armi in mano

Dove Anima: Gate of Memories I&II Remastered continua a dire la sua è nel sistema di combattimento. Si tratta di un action RPG in terza persona che fonde elementi ruolistici con un’azione ad alta velocità, chiaramente ispirata a titoli come Devil May Cry e Bayonetta. Combo rapide, abilità speciali, schivate e proiettili si susseguono in scontri frenetici che richiedono attenzione, tempismo e una buona conoscenza del moveset del personaggio. Uno degli elementi più distintivi resta il Sistema Duale, che permette di passare da un personaggio all’altro con la pressione di un solo tasto. Questa meccanica consente di concatenare attacchi e abilità diverse, creando combo spettacolari e offrendo una profondità che, ancora oggi, funziona. È qui che il gioco dà il meglio di sé, premiando la sperimentazione e la padronanza del sistema.

Ogni personaggio dispone di un ampio albero delle abilità, con statistiche e skill da potenziare come in un classico RPG. Questo permette di modellare il proprio stile di gioco, puntando su velocità, potenza o abilità magiche. La progressione è solida, anche se non particolarmente innovativa, e resta uno dei motivi principali per continuare a esplorare la Torre di Arcane. Tuttavia, anche qui emergono limiti mai risolti. Il lock-on è impreciso e alcune animazioni risultano ancora rigide. Inoltre, certi attacchi nemici – soprattutto quelli a distanza – appaiono incoerenti e punitivi in modo artificiale. La remastered introduce qualche opzione di difficoltà in più, rendendo l’esperienza leggermente più accessibile, ma si tratta di interventi marginali.

Il mondo di Anima è concepito come un ambiente interconnesso, pieno di luoghi unici e carichi di significato. Esplorare la Torre di Arcane significa attraversare spazi che riflettono ricordi, traumi e frammenti di identità. L’idea è forte e, a livello artistico, funziona. Purtroppo, l’esplorazione soffre di problemi strutturali noti: indicazioni poco chiare, backtracking non sempre stimolante e un level design che alterna buoni momenti a sezioni confuse. Platforming e puzzle tornano a essere l’anello debole dell’esperienza: funzionali, ma poco ispirati e incapaci di lasciare il segno. Anche in questo caso, la remastered non interviene in modo significativo.

Memorie dimenticate

Dal punto di vista tecnico, Anima: Gate of Memories I&II Remastered mostra finalmente un vero lavoro di aggiornamento. La grafica è stata ripulita, le texture migliorate e lo stile cel-shaded risulta più definito e leggibile. Le ambientazioni sono più profonde e colorate, mentre i modelli dei personaggi appaiono più curati rispetto al passato. Il comparto sonoro resta invariato, ma fortunatamente la colonna sonora orchestrale mantiene un ottimo livello qualitativo. Le musiche accompagnano bene l’azione e contribuiscono a sostenere un’atmosfera che, nonostante tutto, resta un punto di forza.

L’universo narrativo è ricco, il combat system è divertente e il mondo di gioco conserva un fascino oscuro e peculiare. Allo stesso tempo, però, questa remastered si limita a migliorare l’aspetto estetico senza affrontare davvero i problemi di design, scrittura e qualità della vita che oggi pesano più che mai. Per chi non ha mai giocato Anima, questa è senza dubbio la versione migliore per avvicinarsi alla saga. Per i veterani, invece, il ritorno potrebbe lasciare un sapore agrodolce: bello da rivedere, ma incapace di fare quel passo in più che avrebbe potuto trasformarlo in qualcosa di davvero attuale.

Anima: Gate of Memories I&II Remastered
6.5
Voto 6.5
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Lusso, stile e visione: gli elementi che servono per creare una versione esterna di se. Tiziano crede fortemente che l'abito faccia il monaco, che la persona si definisca non solo dalle azioni ma dalle scelte che compie. Saper scegliere è un'arte fine che va coltivata.