Con Resident Evil Requiem, Capcom si propone di creare il Resident Evil perfetto che i fan stavano aspettando da tempo, unendo le diverse anime che hanno caratterizzato la serie nel corso degli anni. Dai primi capitoli, che hanno fatto della paura e della sopravvivenza la loro bandiera, alle sperimentazioni più action-oriented, fino al ritorno alle origini con il settimo capitolo, la saga ha subito una continua evoluzione. Ora, con Requiem, sembra voler tirare le fila di tutte queste esperienze, offrendo un titolo che ambisce ad essere la summa definitiva della serie.
Il titolo stesso, Requiem, evoca un senso di chiusura e di lutto. Derivante dalla frase latina “Requiem aeternam dona eis, Domine”, il termine si ricollega al concetto di eterno riposo e di elaborazione del lutto, un tema che, a quanto pare, sarà fondamentale all’interno della trama di questo nuovo capitolo. Ma cosa significa tutto questo in termini di gameplay e di narrativa? Scopriamolo insieme in questa recensione.

Due anime, un solo gioco: l’esperienza di Resident Evil Requiem
Una delle caratteristiche più interessanti di Requiem è la presenza di due protagonisti giocabili, ognuno con il proprio stile di gameplay e la propria prospettiva sulla storia: due anime, un solo grande incubo. Da un lato, troviamo Grace Ashcroft, figlia di Alyssa Ashcroft (già vista in Resident Evil Outbreak), agente dell’FBI che si muove in un contesto più horror e survival, con un gameplay che ricorda i primi capitoli della serie. Con Grace, dovrete fare i conti con risorse limitate, piccoli enigmi, e un’atmosfera opprimente, che vi spingerà a ponderare ogni vostra mossa.
Dall’altro lato, c’è Leon Scott Kennedy, volto noto della serie, protagonista di Resident Evil 2, 4 e 6. Con Leon, l’azione si fa più frenetica e spettacolare, con combattimenti più diretti e un arsenale di armi a sua disposizione. Il suo gameplay è più simile a quello visto in Resident Evil 4 e 6, con calci volanti, mosse speciali e un’abbondanza di munizioni. Questa dicotomia tra i due personaggi ha un impatto significativo sulla narrazione e sul modo in cui vivrete l’esperienza di gioco, e prova che Resident Evil Requiem riesce nell’impresa di unire survival horror e azione pura in un unico e coerente pacchetto.
A prima vista, questa divisione potrebbe sembrare un modo per accontentare tutti i tipi di giocatori, ma in realtà si rivela una scelta narrativa ben precisa. Le due “campagne” si intrecciano e si completano a vicenda, offrendo una visione più completa degli eventi e permettendovi di scoprire nuovi dettagli sulla trama. Come in ogni Resident Evil che si rispetti, la storia e il gameplay si muovono all’unisono, creando un’esperienza peculiare, che in molti hanno provato ad imitare, ma che solo Capcom ha saputo creare in questo modo.

Gameplay e meccaniche: tra survival horror e azione adrenalinica
Come accennato in precedenza, il gameplay di Resident Evil Requiem si differenzia a seconda del personaggio che state controllando. Con Grace Ashcroft, l’esperienza è più focalizzata sull’esplorazione, sulla risoluzione di enigmi e sulla gestione delle risorse. Il gioco vi incoraggia a esplorare attentamente ogni ambiente, alla ricerca di oggetti utili e indizi per proseguire nella storia. Il backtracking è una componente fondamentale del gameplay di Grace, costringendovi a tornare spesso sui vostri passi per recuperare oggetti o sbloccare nuove aree.
Inoltre, Grace può sfruttare un sistema di crafting avanzato, che le permette di creare oggetti sempre più complessi combinando diverse risorse. Questo vi spingerà a sperimentare le varie combinazioni disponibili, dato che anche l’oggetto all’apparenza più inutile potrebbe rivelarsi fondamentale: un pizzico di profondità aggiuntiva al gameplay che non guasta mai. La difficoltà Standard Classica, con la sua gestione dei nastri per il salvataggio, aggiunge un ulteriore elemento di sfida, costringendovi pensare e scegliere attentamente quando e dove salvare i vostri progressi.
Con Leon invece l’azione è al centro dell’esperienza. I combattimenti sono più frequenti e diretti, con un’ampia varietà di armi a vostra disposizione. Leon può contare su un arsenale di tutto rispetto, che comprende pistole, fucili, mitra e persino armi speciali. Inoltre, può acquistare potenziamenti per le sue armi utilizzando i punti ottenuti uccidendo i nemici. Questo vi incoraggia a combattere e a sperimentare con diverse combinazioni di armi e potenziamenti, per trovare lo stile di gioco che più si adatta alle vostre preferenze.
Nonostante le differenze, entrambi i personaggi dovranno affrontare momenti di paura e tensione. Il gioco è abile nel mescolare le carte, alternando fasi di esplorazione e di combattimento, per mantenere sempre alta la tensione e sorprendere il giocatore. Non aspettatevi che Grace si limiti a nascondersi e che Leon si trasformi in un Rambo: entrambi i personaggi dovranno affrontare sfide diverse, che metteranno alla prova le loro abilità e la loro capacità di sopravvivenza.
Il risultato è un’esperienza viscerale che ti tiene incollato allo schermo fino alla fine, alternando fasi di tensione psicologica a momenti di puro combattimento senza mai risultare ripetitivo.

Aspetto tecnico e grafico: un passo avanti per la serie
Dal punto di vista tecnico, il gioco è tecnicamente superbo: Resident Evil Requiem rappresenta un ulteriore passo avanti per la serie. La grafica è davvero eccezionale, con dettagli che mostrano come l’engine sia stato ottimizzato per sfruttare al meglio le potenzialità delle piattaforme di gioco. I modelli dei personaggi sono estremamente dettagliati, con animazioni fluide e realistiche. Gli ambienti sono ricchi di particolari e di atmosfera, con un’illuminazione dinamica che contribuisce a creare un senso di immersione ancora maggiore.
Inoltre, il gioco non soffre mai di rallentamenti, bug grafici o altre problematiche tecniche. L’audio è un altro punto di forza del gioco. Gli effetti sonori sono realistici e utilizzati a pennello, e la colonna sonora contribuisce a creare un’atmosfera di tensione e di paura. Potrete sfruttare ogni singolo rumore per capire dove sono i nemici e da cosa farvi spaventare dopo aver girato l’angolo. Il doppiaggio in italiano è di alta qualità, con voci espressive e ben recitate: si sentono nei vari momenti la tensione, la paura, lo sforzo, la fatica.
I comandi sono ben strutturati e facili da imparare. Il sistema di mira, pur essendo volutamente impreciso per rendere più difficile colpire i nemici, si impara dopo un paio d’ore. Nel complesso, l’aspetto tecnico di Resident Evil Requiem è di altissimo livello, contribuendo a creare un’esperienza di gioco coinvolgente come poche altre.

Longevità e contenuti: un’esperienza ricca e variegata
La longevità di Resident Evil Requiem è di circa 10 ore per la prima run, che possono diventare 14 se si considerano le morti, le fasi di esplorazione per trovare qualcosa e i momenti in cui ce la siamo presa comoda. Tuttavia, se volete ottenere il 100% del gioco, dovrete mettere in conto almeno 16-18 ore. Il gioco si divide tra fasi lineari, utili per portare avanti la trama grazie a cutscene doppiate in italiano, e fasi più esplorative che richiedono molti giri da fare per sbloccare le zone e recuperare gli oggetti necessari.
Inoltre, il gioco offre una buona rigiocabilità, grazie alla presenza di diversi livelli di difficoltà, tra cui la modalità “Follia”, che rende tutto ancora più arduo. Potrete anche giocarlo in Standard senza il limite dei salvataggi, o in Facile. Inoltre, il gioco offre diversi segreti da scoprire, tra cui i collezionabili dei Mr. Raccoon e le casseforti da aprire per ottenere risorse extra. La presenza di due personaggi giocabili fa anche in questo caso da perno, dato che ognuno ha il proprio stile di gameplay e la propria prospettiva sulla storia, ma anche per un altro paio di cose che vi lasceremo scoprire da soli.

Resident Evil Requiem: tirando le fila del passato, aprendo nuove strade
Resident Evil Requiem si pone come un punto di svolta per la serie, un titolo che cerca di unire le diverse anime che l’hanno caratterizzata nel corso degli anni. Il risultato è stata un’esperienza ricca e tesa, ma soprattutto variegata, che saprà accontentare sia i fan di vecchia data che i nuovi giocatori. Il gameplay è ben bilanciato, alternando fasi di esplorazione, risoluzione di enigmi e combattimento, per mantenere sempre alta la tensione e sorprendere il giocatore.
La grafica è eccezionale, con modelli dei personaggi dettagliati, ambienti ricchi di atmosfera e un’illuminazione dinamica che contribuisce a creare un senso di immersione ancora maggiore. L’audio è di alta qualità, con effetti sonori realistici e una colonna sonora che contribuisce a creare un’atmosfera di tensione e di paura. Nel complesso, Resident Evil Requiem è un titolo che merita di essere giocato, un’esperienza che vi terrà incollati allo schermo fino alla fine. Se siete fan della serie o semplicemente amate i giochi horror, non potete assolutamente perdervi questo titolo.

Resident Evil Requiem si prende la briga di tirare un po’ le fila di tutta la trama pre-Resident Evil 7/8, andando a chiudere delle porte aperte e ad aprirne di nuove. Il gioco riesce nell’intento di omaggiare il passato senza rinunciare a innovare, offrendo un’esperienza che saprà sorprendervi e appassionarvi, e che apre nuove, oscure strade per il futuro della serie.
Un titolo ambizioso che riesce a coniugare le diverse anime della serie in un’esperienza a dir poco appagante. La presenza di due protagonisti con stili di gioco differenti, una trama avvincente e un comparto tecnico di alto livello lo rendono un must-have per gli amanti del genere horror. Sebbene non manchino alcune piccole imperfezioni, il gioco riesce nel suo intento di omaggiare il passato senza rinunciare a innovare, aprendo nuove strade per il futuro della serie. Un titolo che, senza dubbio, farà parlare di sé (in bene).
