Pirate Borg Recensione, vi diamo il benvenuto nei Caraibi Oscuri!

Pirate Borg fonde il Borg a un'ambientazione mortale e crudele tra pirati, oscurità e orrori indicibili. La sconfitta è sempre dietro l'angolo, pronti a salpare? Ecco la nostra recensione!

Nicolò Rovai
Lettura da 15 minuti

Tra maree nere e promesse di libertà ormai marcite, Pirate Borg approda finalmente in Italia grazie a Need Games, che ne cura la localizzazione portando sui nostri tavoli uno dei titoli più cupi e radicali della scena old school contemporanea. Nato dalla mente di Luke Stratton e pubblicato originariamente da Limithron, il gioco rielabora l’ossatura brutale di MÖRK BORG traslandola in un immaginario piratesco intriso di horror, superstizione e nichilismo. Il risultato è un manuale che non narra avventure eroiche, ma la disperata sopravvivenza in un mondo in rovina, dove il mare è una tomba aperta e ogni rotta conduce più vicino alla dannazione che alla gloria.

I Caraibi Oscuri

Pirate Borg è ambientato nei Caraibi Oscuri, un tempo paradiso di isole deserte e tesori inesauribili, sono oggi un arcipelago maledetto, segnato dall’apparizione del Flagello: orde di non-morti emerse dal mare che hanno travolto colonie e sogni imperiali. In questo scenario di decadenza e terrore nasce la CENERE, residuo dei morti distrutti, una sostanza preziosa e devastante che alimenta dipendenze, traffici illeciti e guerre silenziose. Imperi allo sbando, compagnie spietate, inquisizioni sanguinarie e repubbliche pirata in rovina si contendono ciò che resta del potere, mentre culti segreti come i Dannati invocano la Fine dei Tempi dagli abissi. Pirate Borg trasforma il mito piratesco in un incubo oscuro e nichilista, dove libertà, superstizione e disperazione si mescolano in un mondo che sta letteralmente marcendo, pronto a inghiottire chiunque osi solcare ancora queste acque.

Pirati, non eroi

La creazione del personaggio in Pirate Borg è semplice, e definirà quali tipi di delinquenti sarete, dei furfanti e pirati sopravvissuti a un mondo che li vuole morti. Il sistema abbraccia una filosofia old school brutale e immediata, basata su tiri casuali, tabelle evocative e scelte rapide che definiscono identità, equipaggiamento e destino del personaggio in pochi minuti. Le caratteristiche non descrivono eccellenze eroiche ma capacità sporche e concrete (dalla forza necessaria a stritolare un nemico al vigore per reggere il grog e trattenere il fiato), mentre il combattimento è letale, asimmetrico e senza appello: i nemici non tirano mai per colpire (al massimo proverete voi a schivare), i colpi fanno male e ogni errore può portare alla morte o a menomazioni permanenti. Fortuna, armature che si deteriorano, critici devastanti e disastri imprevedibili rendono ogni scontro una scommessa disperata. Anche la progressione riflette questo tono nichilista: si cresce saccheggiando, sopravvivendo e strappando potere ai morti, ma sopravvivendo. Pirate Borg costruisce così un’esperienza ruvida, veloce e spietata, perfettamente coerente con i Caraibi Oscuri e con l’idea di un gioco di ruolo in stile Borg dove vivere a lungo è già una vittoria.

Uno degli aspetti più affascinanti di Pirate Borg è la varietà delirante e profondamente tematica dei personaggi giocanti, che spazza via qualsiasi idea di “classe bilanciata” in favore di identità forti, estreme e spesso grottesche. Si può vestire i panni di un Bruto dominato dall’ira e armato di relitti impropriamente letali, di un Filibustiere infido e opportunista che vive di colpi alle spalle e fortuna maledetta, o di un Bucaniere cacciatore e tiratore capace di sopravvivere dove altri marciscono. C’è spazio anche per lo Spaccone, combattente teatrale e spavaldo, per lo Zelota, fanatico che piega miracoli e maledizioni a una fede ambigua, e per lo Stregone, fragile ma pericoloso tramite di spiriti, fantasmi e necromanzia. A tutto questo si aggiungono le classi opzionali, che spingono l’ambientazione nell’orrore e nell’assurdo: Anime Tormentate, vampiri, zombi, scheletri senzienti, mutanti acquatici, tritoni o persino animali parlanti e maledetti.

Fortuna del diavolo e Rituali Arcani

La Fortuna del Diavolo è uno degli elementi più caratteristici e tematici di Pirate Borg, una risorsa narrativa e meccanica che incarna il favore instabile e capriccioso delle forze ignote che governano i Caraibi Oscuri. Ogni personaggio inizia con una riserva limitata di Fortuna, diversa in base alla classe, e può spenderla per piegare il destino nei momenti cruciali: infliggere danni massimi con un attacco, ridurre quelli subiti, annullare un Critico o un Disastro, abbassare drasticamente la difficoltà di una prova o persino ritirare qualsiasi dado. È un potere potente ma effimero, che incoraggia decisioni disperate e scelte rischiose. Una volta esaurita, la Fortuna può essere recuperata solo dopo un lungo riposo, affidandosi nuovamente al dado della propria classe, sottolineando quanto sia instabile e inaffidabile. Più che eroismo, potremmo definirlo puro azzardo: non si vince perché si è forti o preparati, ma perché (almeno per un attimo), il Diavolo ha deciso di sorriderti.

I Rituali Arcani  di Pirate Borg incarnano una magia antica, pericolosa e profondamente instabile, lontana da qualsiasi idea di incantesimo “sicuro” o ripetibile. Ogni giorno il numero di rituali utilizzabili dipende dallo Spirito del personaggio, e ogni lancio è una scommessa contro il destino: richiede tempo, concentrazione e una prova che può fallire in modo catastrofico. La magia assume forme diverse (vudù, preghiere, scienza empia o cerimonie arcaiche), attingendo a poteri precedenti all’era dell’uomo, gelosi e imprevedibili. È possibile barattare sangue, tempo e collaborazione per piegare queste forze, ma il prezzo del fallimento è sempre alto: la tabella degli Incidenti Magici è un concentrato di orrore cosmico, assurdo e tragedia, capace di scatenare tempeste, possessioni, follia, salti temporali o conseguenze che maturano giorni dopo. Immaginate la magia una porta socchiusa sull’Abisso: chi la attraversa può ottenere potere, illuminazione… o essere trascinato via per sempre.

Un mare vivo pieno di regole

Le meccaniche di navigazione ed eventi marittimi di Pirate Borg trasformano il mare in un vero personaggio della campagna: imprevedibile, ostile e vivo. Ogni viaggio è carico di tensione, perché non si tratta solo di spostarsi da un’isola all’altra, ma di sopravvivere a venti capricciosi, tempeste improvvise, equipaggi sull’orlo dell’ammutinamento e incontri che oscillano costantemente tra il grottesco e l’epico. Relitti alla deriva, navi fantasma, mostri abissali, tesori maledetti e presagi funesti irrompono nella routine di bordo, spezzando qualsiasi senso di sicurezza. Il morale della ciurma, la scarsità di provviste e le superstizioni marinare diventano elementi narrativi centrali, capaci di innescare drammi interni quanto scontri spettacolari. In Pirate Borg il mare non è mai uno sfondo neutro: è una minaccia costante, una promessa di ricchezza e rovina, e il motore narrativo che spinge ogni storia verso il caos, la gloria o un relitto dimenticato tra le onde.

What do we do with a drunken sailor?

Tra le meccaniche più originali e tematiche di Pirate Borg spiccano i Canti Marinareschi, un’idea che trasforma il folklore piratesco in una risorsa di gioco concreta. Appresi nelle taverne da vecchi lupi di mare o tramandati tra le ciurme, questi canti possono essere semplici passatempi… oppure veri e propri strumenti per piegare il destino. Ogni giorno l’equipaggio può intonarne un numero limitato, legato allo Spirito del capitano, affidandosi a una prova di abilità della ciurma. Un canto ben eseguito può curare la nave, influenzare il vento, ostacolare i nemici o persino ottenere Fortuna del Diavolo, mentre un fallimento porta solo stonature e tempo perso. Ancora una volta, il regolamento premia l’atmosfera e il rischio: cantare non è colore narrativo, ma una scelta tattica che può fare la differenza tra una traversata fortunata e un disastro in mare aperto.

Campagne rapide ma intense

La creazione delle campagne in Pirate Borg è pensata per essere rapida, modulare e profondamente emergente, in perfetta coerenza con la filosofia “alla MÖRK BORG da cui il gioco deriva. Il manuale non propone una “campagna ufficiale” rigida, ma fornisce una cassetta degli attrezzi brutale ed evocativa con cui il GM può costruire (o lasciare che si costruisca da sola) una saga di pirateria, orrore e decadenza. Il cuore della struttura è il sandbox: i Caraibi Oscuri non vengono presentati come una mappa da esplorare in ordine, ma come un arcipelago instabile fatto di isole maledette, porti in rovina, relitti infestati e rotte marittime cariche di presagi. Tabelle casuali permettono di generare rapidamente isole, insediamenti, fazioni, minacce, tesori corrotti e voci di taverna, creando un mondo che prende forma sessione dopo sessione, spesso in modo imprevedibile anche per il GM. Eventi marittimi, cambi di vento, incontri in mare, mutamenti della nave e disastri improvvisi mantengono alta la tensione e impediscono qualsiasi pianificazione a lungo termine. Le missioni sono lavori sporchi, come saccheggi, recuperi disperati, trasporti illegali di CENERE, cacce a mostri o fughe da porti ostili. Spesso sono generate al tavolo, combinando tabelle e intuizione narrativa. Pirate Borg incoraggia campagne brevi ma intense, fatte di archi narrativi instabili e finali improvvisi. La mortalità elevata, la corruzione costante e il degrado del mondo rendono ogni sopravvivenza temporanea.

Travolti da un Tetro Destino nell’Oscuro Mare Caraibico

Vuoi ancora più CENERE e salsedine? Travolti da un Tetro Destino nell’Oscuro Mare Caraibico è un espansione che incarna alla perfezione lo spirito di Pirate Borg: sporco, crudele, affascinante e profondamente intriso di orrore soprannaturale, pensato per chi ama il gusto OSR più spietato e l’estetica decadente della famiglia Borg. Need Games ha portato in Italia anche questo volume, che propone quattro avventure complete ambientate nei Caraibi Oscuri.

Come per il manuale base, l’ambientazione rimane uno dei punti di forza del supplemento, immergendoci in un mare corrotto e ostile, infestato da pirati spettrali, mostri abissali, reliquie blasfeme e porti dove la superstizione conta più dell’oro. Il tono è costantemente cupo, con un equilibrio riuscito tra horror, fantasy oscuro e immaginario piratesco tradizionale. Le quattro avventure di cui vi parliamo sono pronte all’uso, ognuna con una propria identità narrativa e meccanica: La Battaglia di Baia del Morto mette i personaggi di fronte a infiltrazioni, tradimenti e scontri violenti in un covo di pirati; Sepolti alle Bahamas richiama il fascino delle mappe del tesoro, conducendo l’equipaggio verso un’isola remota dove nulla è come sembra; La Caverna delle Lacrime Maledette spinge sull’esplorazione e sulla tensione ambientale, con una pericolosa discesa in un abisso subacqueo pieno di trappole; L’Affondamento di C’Thagn è infine l’avventura più ambiziosa, un crescendo di caos e orrore che culmina nello scontro con una nave fantasma e una città condannata.

Tutte queste avventure sono strutturate in modo aperto, con un approccio sandbox che valorizza l’iniziativa dei giocatori. Anche in questo caso il combat è presente, ma mai fine a sé stesso: enigmi, scelte rischiose ed esplorazione hanno un peso centrale e la mortalità resta alta coerentemente con la filosofia OSR, e ogni decisione può avere conseguenze fatali.

Più Oscurità, Più Scelte Dolorose

L’espansione arricchisce il gioco con nuovi spunti di avventura, minacce sovrannaturali, eventi di viaggio e situazioni disperate che mettono costantemente alla prova l’equipaggio. Le idee sono rapide, taglienti, pensate per essere lanciate al tavolo senza preparazione, ma capaci di generare storie sporche e violente che ricorderete. Ottimo anche il supporto alla gestione della nave e della ciurma, che rafforza la sensazione di comando precario: ogni perdita pesa, ogni fallimento ha conseguenze tangibili. Dal punto di vista grafico, Travolti da un Tetro Destino segue fedelmente lo stile visivo di Pirate Borg: layout aggressivo, illustrazioni evocative e mappe funzionali ma cariche di atmosfera. Il manuale risulta chiaro e ben organizzato, anche se alcuni font di dimensioni ridotte possono risultare faticosi per una lettura prolungata, soprattutto su carta. La disponibilità del PDF e delle schede personaggio in più versioni (colore e bianco e nero) compensa in parte questo limite.

In definitiva, Pirate Borg è un gioco di ruolo che rifiuta consapevolmente l’epica classica per abbracciare una visione più sporca, crudele e disperata della pirateria. Unisce l’estetica estrema e la filosofia letale di MÖRK BORG a un immaginario marinaresco carico di superstizione, orrore e decadenza, offrendo un’esperienza coerente e senza compromessi. Ogni elemento del manuale concorre a costruire un mondo che non premia la virtù, ma la sopravvivenza. È un gioco che chiede di essere affrontato con lo spirito giusto: accettare la perdita, il fallimento e l’assurdo come parti integranti del racconto, dato l’alto tasso di mortalità dei personaggi. Per i più temerari che vorranno affrontare anche Travolti da un Tetro Destino nell’Oscuro Mare Caraibico, l’identità sarà ancora più rafforzata, grazie ad un’espansione coerente, feroce e ispirata, che consigliamo soprattutto a chi vuole vivere un’avventura senza doverla scrivere da sé, e assaggiare un po’ di quella follia scritta direttamente dagli autori.

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