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Evil West – Recensione, quando il male non muore, ma sanguina

Western: un genere dapprima letterario, poi cinematografico ed infine videoludico. L’epoca del far west e della caccia all’oro americano ha ispirato la qualunque, perfino la fortunata serie Tex dell’italianissima Bonelli. Ora, immaginate un western steampunk, aggiungete demoni, vampiri ed ogni sorta di progenie infernale che possa stuzzicare la vostra mente, e anche così vedrete solo la minima parte di quello che sta succedendo in Evil West, titolo che analizziamo oggi in recensione.

Cacciatori di Vampiri per Lincoln

Siamo alla fine del diciassettesimo secolo, Lincoln è presidente degli Stati Uniti già da un po’, e in tutta l’America libera (o che sogna d’esser tale) imperversano demoni, vampiri e mostri. Nascosti alla vista ma non troppo, questa progenie dell’inferno medita di tornare alla ribalta soggiogando ancora una volta il genere umano.

Un’organizzazione dei servizi segreti, mossa dalla convinzione che il male vada estirpato dal paese, recluta giovani con capacità peculiari: baluardi del loro secolo, capaci di usare a dovere armi da fuoco, ma anche coltelli e armi bianche. Questi giovani vengono addestrati dalla Rentier, l’istituzione che si occupa della lotta contro il male da generazioni, fin da quando i Padri Pellegrini scesero dalla Mayflower: siamo oggi al cambio generazionale, e Jesse Rentier si ritrova a alla soglia dei quarant’anni, combattuto dal voler essere un uomo d’azione sul campo e la responsabilità che il padre prova a mettergli sulle spalle, spingendolo a prendere il suo posto nella gestione dell’attività di famiglia.

Senza rovinarvi nulla circa il comparto narrativo, possiamo dirvi che tutto avviene abbastanza rapidamente in Evil West, e che la base della storia – pur affondando le sue radici nella vera “storia” che tutti conosciamo – ha solide basi e che nonostante si tratti di una nuova IP vi verrà voglia di saperne molto di più man mano che progredirete. Non c’è il doppiaggio in italiano, ma tutti i testi sono ben tradotti, e se siete anglofoni abbastanza esperti, sappiate che ogni documento raccolto verrà letto con la voce di chi lo ha scritto, per cui di fatto ogni elemento verrà raccontato e scanserà il pensiero della lettura.

Evil West

Kratos o Jesse?

Evil West ha un gameplay molto (ma molto) simile a quello di God of War: La telecamera è posta a tre quarti sul protagonista, con relativi zoom quando si imbraccia un’arma e con un mirino che compare a schermo. Alcune cose sono al limite del plagio, come i movimenti di Jesse quando trova un forziere: l’uomo colpirà con il braccio destro forte di un guanto speciale (di cui parleremo tra poco) spaccando a metà il coperchio e ricavandone il contenuto; questo è di fatto lo stesso modus operandi di Kratos, idem quando si tratta di forzieri più grandi, dove entrambi gli uomini aprono il coperchio a due mani ribaltandolo.

Orde di nemici di ogni genere vi circonderanno, e anche questa è un’analogia col titolo di Santa Monica: intendiamoci, tutto questo déjà-vu ci è piaciuto parecchio, e il perché ve lo spiegheremo a breve.

Finite le analogie, si passa alle armi a disposizione, che sono:

  • Guanto Rentier: un guanto meccanico steampunk con artigli, generatore elettrico e un tirapugni con tanto di scritta RENTIER a caratteri cubitali. Si tratta dell’arma per eccellenza di Jesse, che viene usata per scatenare violenti colpi corpo a corpo.
  • Pistola Rentier: un’arma che si modifica nel corso della storia capace di sparare proiettili regolari uno alla volta per tenere lontani i nemici, sventagliate di colpi in sequenza e proiettili elettrificati quando si sblocca l’abilità di riferimento.
  • Fucile Rentier: una delle poche armi a disporre di un mirino vero e proprio, capace di infliggere ingenti danni ma anche molto più lenta delle altre.
  • Doppietta: un canne mozze rapido da usare corpo a corpo o a distanza abbastanza ravvicinata, utile per frantumare gli scudi nemici o infliggere ingenti danni al nemico che s’avvicina troppo.
  • Croce Elettrica: una sorta di parafulmine capace di elettrificare (stordire) i nemici in una discreta area attorno a Jesse.
  • Mitragliatrice Rentier: classica gatling a ripetizione capace di infliggere ingenti danni ad area e, come tutte le armi del gioco, se potenziata elettricamente può emettere un mortale raggio di corrente capace di friggere i nemici.
  • Lanciafiamme Rentier: fa ciò per cui è stato creato, brucia i nemici e gli infligge una bruciatura per danni nel tempo oltre che rendere i nemici stessi delle “bombe” esplosive se lanciati contro altri avversari mentre bruciano.
  • Lancia Granate Rentier: spara candelotti di dinamite capaci di una immane potenza di distruzione, oppure crea aree di elettricità che danneggiano e stordiscono i nemici.
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Ad eccezione del Guanto Rentier, ogni arma ha un suo cooldown che si rigenererà con il tempo, permettendovi di ricaricare proiettili che di fatto saranno appunto illimitati. Jesse può inoltre sbloccare nuovi talenti utilizzando i punti esperienza accumulati per salire di livello e, successivamente, comprare in dollari (o “verdoni” così come vengono chiamati) gli upgrade per ogni arma, che possono variare dalla capienza dei caricatori, alla cadenza di fuoco oppure al potenziamento delle loro capacità intrinseche, come ad esempio la possibilità di colpire più bersagli con un unico colpo.

Il gunplay del gioco è pratico e soddisfacente ma non dovete vedere Evil West come uno sparatutto: è di fatto un gioco d’azione, e come tale va trattato, sebbene il comparto tecnico delle armi sia ben gestito ed il feeling tattile non manca di certo.

Evil West

Vi capiterà di sentirvi potenti nei panni di Jesse che in corpo a corpo è una vera macchina da guerra, forte del Guanto Rentier che utilizza il destro per attaccare ed il sinistro per generare uno scudo elettrico capace di attrarre i nemici recapitandoceli storditi (e da qui potrete far partire una combo di colpi violenti e rapidi che culminerà con un colpo finale devastante), oppure se siete tipi più aggressivi potrete partire alla carica cavalcando il fulmine e piombando sul nemico stordendolo di conseguenza.

Schivate e salti rapidi daranno origine a combo corpo a corpo fatte non solo di pugni, ma anche di calci capaci di bloccare il nemico mentre tenta un’attacco: portare il nemico in fin di vita vi sbloccherà un colpo finale capace di farvi recuperare salute se eseguito. Il gioco premia l’aggressività, ma non mancherà spazio per la tattica. Per questo vi consigliamo di tenere sempre a mente la vostra posizione sul campo di battaglia perché molte missioni possono facilmente fallire se avrete le spalle scoperte. Le sessioni puzzle del gioco risultano semplici ed intuitive, in generale potrete restare bloccati in alcune boss fight che non sono per niente scontate e banali, tutt’altro, e questo è un bene, ma è improbabile che vi perdiate nel corso dei problemi ambientali da risolvere per Jesse.

Un Rum-Punch allo stomaco

Evil West è pura adrenalina: affronterete di tutto nel corso di quelle che possono essere dalle 10 alle 16 ore per arrivare alla fine del viaggio di Jesse, e sarà un crescendo di colpi sia di scena sia d’azione pura e cruda. Evil West è un Run-Punch in pieno stomaco alle 16 del pomeriggio in estate: è quel drink che non ti aspetti, quell’accostamento strano e bislacco proprio come quando il tuo amico versa del Rum invecchiato 7 anni un un bicchiere di Coca-Cola ghiacciata e la cosa ti colpisce ma non ti dispiace ma anzi, ne vuoi ancora.

Evil West non è per i deboli di cuore: il gameplay è semplice quanto complesso, forte di un personaggio principale ben scritto e di comprimari eccellenti, capaci di farci vivere i loro drammi senza i soliti cliché. Sarete costantemente messi alla prova ed ogni nuova arma, ogni nuovo capitolo, vi farà sentire forte all’inizio ed inerme man mano che si progredisce, per poi tornare di nuovo sulla cresta dell’onda.

Evil West è una sorpresa eccezionale, una di quelle avventure che vorresti diventassero una serie: certo non manca qualche sbavatura come ad esempio un frame rate non sempre stabilissimo, qualche texture che sparisce e riappare qua e là, e in generale quella sorta di déjà-vu in altre produzioni che a noi non ha guastato l’esperienza, ma anzi, probabilmente è la sua capacità di rendere “unico e personale” qualcosa che hai già visto. Il comparto multigiocatore offre uno spunto in più per giocarlo con un amico in modalità online, e se poi siete dei veri uomini dell’Old West, potrete azzardare una modalità Hardcore dove la morte di Jesse è permanente, e il gioco ricomincerà daccapo.

Evil West

8.5

Evil West è un Run-Punch in pieno stomaco alle 16 del pomeriggio in estate: ti colpisce ma non ti dispiace anzi, ne vuoi ancora! Un gioco adrenalinico che mischia il mondo steampunk al quello dell'Old West capace di far innamorare pressoché chiunque. Tante modalità di gioco tra Hardcore e co-op, oltre alla possibilità di rigiocare le missioni per completarle al meglio. Storia interessante che si evolve nel corso del tempo, bossfight memorabili e orde di nemici demoniaci a cui far fronte, fanno di Evil West una vera rarità per questi tempi. Sebbene il gioco prenda spunto (talvolta rubi letteralmente) da giochi del passato, rende unico ed originale quello che ci presenta a schermo. ;s

Tiziano Sbrozzi
Lusso, stile e visione: gli elementi che servono per creare una versione esterna di se. Tiziano crede fortemente che l'abito faccia il monaco, che la persona si definisca non solo dalle azioni ma dalle scelte che compie. Saper scegliere è un'arte fine che va coltivata.

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