Nagoshi Studio, fine dell’avventura? Spariscono sito e canali ufficiali per la software house di Gang of Dragon

La software house fondata da Toshihiro Nagoshi sarebbe stata chiusa dopo lo stop ai finanziamenti di NetEase e la scomparsa della sua presenza online.

Nicolò Fratangeli
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Nicolò Fratangeli
Nato col videogioco nel sangue, riceve a sei anni la sua prima console: l'indimenticabile SNES; distruggendo joystick a furia di Donkey Kong Country e Super Mario,...
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Sembra essersi conclusa l’avventura di Nagoshi Studio, la software house fondata da Toshihiro Nagoshi dopo il suo addio a SEGA. Lo studio, nato sotto l’ala finanziaria di NetEase e guidato dal creatore della serie Yakuza, sarebbe infatti arrivato alla chiusura definitiva, anche se al momento manca ancora un annuncio ufficiale. A far emergere l’indiscrezione è stata la scheda Google associata agli uffici della compagnia nel quartiere Ebisu di Tokyo, dove l’attività risulta ora segnata come “chiusa definitivamente”. Un segnale che lascia poco spazio all’ottimismo sul futuro dello studio.

Dietro la possibile cessazione delle attività ci sarebbero problemi legati alla sostenibilità economica del progetto d’esordio della software house, noto con il nome provvisorio Gang of Dragon. Secondo alcune ricostruzioni, NetEase avrebbe deciso di interrompere il supporto finanziario dopo aver esaminato lo stato dello sviluppo del gioco. Per arrivare al completamento sarebbero serviti investimenti aggiuntivi pari a circa 7 miliardi di yen, equivalenti a oltre 40 milioni di dollari.

Con il venir meno del sostegno del publisher cinese, Nagoshi Studio non sarebbe riuscita a trovare nuovi partner o investitori in grado di garantire le risorse necessarie per proseguire lo sviluppo del titolo. A rafforzare i sospetti sulla chiusura contribuisce anche la sparizione quasi totale della presenza online della compagnia: il sito ufficiale risulta offline, mentre il canale YouTube dello studio è stato rimosso insieme ai trailer e ai materiali promozionali pubblicati negli ultimi anni.

Per ora, tuttavia, la situazione rimane avvolta nel silenzio. Né Nagoshi StudioToshihiro Nagoshi hanno diffuso dichiarazioni pubbliche in merito, lasciando aperti alcuni interrogativi sul destino del progetto e sul futuro professionale dello storico game director giapponese.

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Nato col videogioco nel sangue, riceve a sei anni la sua prima console: l'indimenticabile SNES; distruggendo joystick a furia di Donkey Kong Country e Super Mario, riceve un paio di anno dopo l'amore della sua vita: Sony PlayStation. Console che l'accompagnerà per tutta la sua carriera videoludica, tantè che la ritroviamo attaccata e funzionante nella sua cameretta, appena sotto le sorelle maggiori. Da buon collezionista e amante di retrogaming passa parte del tempo su Ebay a cercare qualche chicca Retrò, ritrovandosi ogni volta in lacrime alla vista del prezzo di Suikoden II PAL.