The 9th Charnel Recensione, un viaggio verso la follia

The 9th Charnel è un survival horror in prima persona con una profonda componente psicologica basata su una storia di incubi, sensi di colpa ed esoterismo, ecco la recensione!

Gloria Annis
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Gloria Annis
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Amante di videogiochi, serie tv, film, fumetti e libri, in particolare del genere horror, sin dalla tenera età.
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Recensionithe 9th charnel
Lettura da 7 minuti
The 9th Charnel
5 Mediocre
The 9th Charnel

Cosa hanno in comune Amnesia: The Descent, Resident Evil 7 e Outlast 2? Sono tutte produzioni videoludiche estremamente apprezzate dagli estimatori del genere horror, e in più sono caratterizzate da ambientazioni angoscianti, inseguimenti, enigmi da risolvere e un pizzico di sana follia a condire il tutto, il tanto giusto per farci sentire un bambino spaesato in un mondo di mostri terrificanti. Questi sono proprio gli elementi che il team Saikat Deb, al suo debutto, hanno preso come ispirazione da questi tre capisaldi dell’horror per dare vita alla loro prima creatura, ossia The 9th Charnel: un survival horror in prima persona, caratterizzato da una forte componente narrativa e psicologica.

Il gioco, disponibile sia su PC (Steam) che console (Playstation 5 e Xbox Series X/S) narra le vicende di Michael alla ricerca dei suoi due colleghi scienziati scomparsi in seguito ad un incidente stradale, che si imbatte in una misteriosa setta religiosa che ha il pieno controllo sull’area boschiva in cui i tre malcapitati sono finiti. Noi lo abbiamo provato per voi su Playstation 5, e questa è la nostra recensione!

Un inizio già visto

The 9th Charnel inizia in un modo non propriamente originale, visto e rivisto in tantissimi giochi e film: il protagonista, Michael J. Jones, con gli amici/colleghi Nadia Whitlock e Daniel J. Hart, genetisti all’Epsilon Research Institute, si recano per una ricerca scientifica presso una riserva naturale, e vengono divisi da un incidente stradale che catapulta il protagonista, solo, in una valle desolata pullulante di fanatici religiosi che praticano oscuri rituali sacrileghi.

Nel gioco, un survival horror in prima persona proprio come i giochi a cui gli sviluppatori hanno palesemente attinto a piene mani, l’incubo ad occhi aperti di Michael inizia proprio in quel parco, e la sua storia si intreccia con quella di altri 6 personaggi che però, pur venendo presentati man mano che si avanza nella trama, mancano di una personalità incisiva e non ci si immerge adeguatamente nella loro storia, in quanto mal caratterizzati: tutta la parte narrativa viene esplicata tramite documenti e informazioni da trovare nell’ambiente, oppure tramite cutscene.

The 9th Charnel è un gioco che si divide quasi in due comparti, con un incipit iniziale quasi accettabile, pregno di enigmi ed esplorazioni ambientali che trasmettono inquietudine, seppur con limitazioni importanti dal punto di vista della realizzazione, ed una seconda sezione più action che fa letteralmente acqua da tutte le parti: tutto il gioco è intervallato da cutscene narrative con un doppiaggio scadente e un comparto grafico inadeguato rispetto alle uscite indie attuali.

the 9th charnel

Il problema principale delle animazioni è la scarsa qualità, sia nelle texture che nei movimenti facciali dei personaggi, che rendono il gioco decisamente anacronistico e deludente, con effetti di luce molto deboli e/o assenti che smorzano la tensione, a differenza del comparto audio che invece è abbastanza performante e con gli effetti ambientali tridimensionali si ha un’immersione perlomeno accettabile in game che alimenta la tensione.

Tutta la prima parte del gioco si articola in una complessa componente stealth, anche abbastanza ben strutturata e ampiamente esplorativa in ambientazioni buie e claustrofobiche in cui non si ha la possibilità di difendersi, ma si possono raccogliere risorse utili all’esplorazione come kit medici e le batterie per la torcia.

Il cambiamento che non giova

Come detto precedentemente, ad un tratto il gioco cambia e precipita vertiginosamente in un turbinio di scelte sbagliate e mal realizzate. Se nella prima parte si poteva godere della narrazione in maniera abbastanza continua e piacevole, chiudendo un occhio o due sui difetti di realizzazione, nella seconda parte si cambia totalmente musica e da gioco prevalentemente stealth muta in un shooter con evidenti problemi sotto ogni punto di vista. L’utilizzo della pistola è mal gestito, con una mira squilibrata, movimenti legnosi e luci mal realizzate che smorzano gli ambienti, venendo a mancare il senso di tensione e angoscia che dovrebbe caratterizzare un horror psicologico di questo tipo.

The 9th Charnel

Le creature che dovremmo affrontare non reagiscono agli scontri come ci aspetteremmo, l’IA dei nemici è incostante e in combo con i movimenti legnosi e poco reattivi del protagonista rende il tutto estremamente frustrante e poco piacevole, con il rischio concreto di far perdere l’interesse del giocatore.

Analogamente al gameplay, anche la narrazione diventa spaesante, creando una confusione non da poco, tale da non riuscire a seguire il filo “logico” degli eventi: il finale conclude allo stesso modo, caotico e fin troppo contorto, rendendo The 9th Charnel un gioco complessivamente insoddisfacente e fragile nella costruzione della trama, infrangendo in mille pezzi anche quel poco di buono che il gioco aveva.

Una fine liberatoria…

Saikat Deb, seppur alla prima produzione, ha fatto quindi il passo più lungo della gamba: The 9th Charnel è debole sotto ogni punto di vista, iniziando in maniera intrigante ma proseguendo in maniera sempre più confusionaria e mediocre, rendendo il gameplay tediante e poco soddisfacente anche nelle meccaniche action. L’ incipit allettante della prima parte, più survival e coerente, viene soffocato dall’infinità di difetti frutto di una realizzazione sommaria e forse troppo acerba per un progetto simile, soprattutto considerando la svolta improvvisa verso l’action, che non è stato saputo gestire e ha solo finito con l’affondare ancora di più il gioco.

The 9th Charnel

Una nota positiva, se la vogliamo trovare, è comunque l’idea di fondo, che probabilmente con più esperienza, che è figlia anche del rischio e della voglia di sperimentare, sarebbe stata probabilmente più gradevole e anche un buon titolo che omaggiava grandi titoli più blasonati. Purtroppo l’eccessiva somiglianza con altri giochi, unita a tutto ciò che di spiacevole abbiamo detto precedentemente, ha fatto sì che la nostra esperienza fosse tutt’altro che soddisfacente.

Consci però del fatto che la creatività non manchi, speriamo e auguriamo al giovanissimo team di sviluppo indiano di far tesoro di questa esperienza per rinascere dalle proprie ceneri e creare un prodotto che ottenga le giuste lodi e stima da parte del pubblico videoludico.

The 9th Charnel
The 9th Charnel
Mediocre 5
Voto 5
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Amante di videogiochi, serie tv, film, fumetti e libri, in particolare del genere horror, sin dalla tenera età.