Tales of Berseria Remastered è il porting del penultimo titolo principale della serie Tales of, in ordine cronologico, e per giunta quello che è per larghissimo distacco il migliore (perlomeno a livello di storia). Un JRPG narrativamente fantastico che ebbe la grossa sfortuna di venire annebbiato mediaticamente quando uscì, dato che l’originale è del 2017 e definire quell’annata come gigantesca dal punto di vista delle release sarebbe un eufemismo (fu infatti il primo anno di Switch con Zelda Breath of the Wild, Mario Odyssey e Xenoblade Chronicles 2 su tutti, ma anche l’anno di Horizon Zero Dawn, Persona 5, Nier Automata e chi più ne ha più ne metta).
Dunque è molto probabile che ve lo siate perso ai tempi per questo motivo, o che banalmente non foste abbastanza grandi da seguire il mondo videoludico al di là dei titoli più famosi (dato che sono passati 9 anni). La domanda alla quale rispondiamo oggi con questa recensione quindi è: vale la pena spendere qualcosa in più per la Remastered, piuttosto che acquistare il gioco base del 2017 per recuperarlo? Vediamolo insieme!

Tales of Berseria Remastered: un compendio di contenuti, senza troppi troppi sforzi
La serie di Tales of ha iniziato già da qualche anno a riproporsi sul mercato attraverso una serie di rimasterizzazioni di svariati capitoli con molti anni sulle spalle, come ad esempio Vesperia e Xillia. A dirla tutta quasi tutti avrebbero beneficiato più che altro di un remake effettivo piuttosto che di una remastered, dato che non sono invecchiati benissimo a livello di gameplay, ma è sicuramente un modo valido di recuperarli – soprattutto se magari li si trova in sconto. Ma quando venne annunciato Tales of Berseria Remaastered le reazioni più comuni venute fuori, nei commenti e nella community in generale, spaziavano dall’entusiasmo dei fan del gioco al più pragmatico “perché Berseria?”. Di tutti i Tales of era forse l’ultimo, dopo ovviamente Arise, a necessitare di una Remastered, e infatti crediamo vada più inteso come un porting che fa da compendio del gioco base + i contenuti DLC cosmetici usciti al tempo + delle aggiunte di quality of life gradite ma non fondamentali. Tutto questo con anche un upscale della risoluzione di base, anche se su PC già ai tempi era possibile giocarlo in 4k, ad esempio.
La nostra prova l’abbiamo fatta su PS5 e per i giocatori Sony la differenza sarà principalmente nei caricamenti, sensibilmente più rapidi, e nella risoluzione, dato che la versione PS4 di Berseria andava già a 60 fps. Il salto più significativo sarà semmai percepito dai giocatori nipponici che ai tempi acquistarono la versione PS3, ma da noi il gioco vide la luce solo su PS4 e PC. E intendiamoci, già in 1080p Berseria era molto gradevole da guardare, merito di una direzione artistica nel world building davvero notevole per il genere. Ennesima riprova di come questo leggero upgrade grafico non sia abbastanza da giustificare un secondo acquisto del titolo, oppure l’acquistarlo per la prima volta in questa versione piuttosto che in quella base — che su PS4 rientra nel catalogo PlayStation Hits, quindi è al prezzo intero di 19.99.

D’altro canto, le migliorie di quality of life e i cosmetici DLC ora inclusi nel gioco ne valgono la pena? Sui secondi non ci pronunciamo perché le componenti estetiche sono sempre fortemente soggettive, e a tanti nemmeno piace snaturare il character design dei personaggi vestendoli in modi illogici per la loro personalità (nel caso della protagonista, Velvet, vestita da idol o da maid sarebbe quasi un affronto alla sua scrittura). Però appunto, su questo aspetto vi lasciamo trarre le vostre personali conclusioni. Per quanto riguarda invece la quality of life sì, effettivamente è un’aggiunta che potrebbe far fortemente preferire la Remastered al gioco base.
Qua sopra potete vedere tutte le aggiunte e i modificatori del caso per la progressione nel gioco, ma ce ne sono alcuni che vorremmo approfondire. In un mondo videoludico molto “consumista”, dove si vuole giocare a molte cose e spesso non si ha il tempo di farlo, poter manipolare la curva di progressione in termini di Punti Esperienza e Drop dei nemici è un plus decisamente non da poco (tra l’altro i modificatori ai PE possono essere attivati contemporaneamente, accumulandoli).
Abbiamo personalmente gradito anche un modificatore che addirittura dimezza i Punti Esperienza ottenuti. Perché? Immaginate di aver scelto di aumentarli per gran parte della run, dopodiché ritenete di aver over livellato ma vorreste comunque farmare i drop dei nemici. Attivare quel modificatore e disattivare gli altri vi permette di continuare macinare nemici, senza ripercussioni ulteriormente negative sulla progressione, ed eventualmente riattivare i moltiplicatori positivi una volta ottenuto il drop che cercavate. In Tales of Berseria è possibile scomporre gli equipaggiamenti per ottenere materiali da usare per potenziarne altri, quindi potreste passare diverso tempo a farmare più per gli oggetti che per i Punti Esperienza. Non era scontato che ci pensassero, e quindi va sottolineato positivamente. Non utilissimo invece l’indicatore a schermo degli obiettivi, perché tanto non appare fino a che non ci si ritrova nella parte di mappa che li ospita (e la minimappa è abbastanza chiara in tal senso). Sarebbe stato più utile semmai averlo sempre a schermo a guidarci verso la parte di mappa corretta, anche in modo opzionale, però così lascia un po’ il tempo che trova.
Conclusioni
Alla fine della fiera, le aggiunte rilevanti di Tales of Berseria Remastered sono più che altro i modificatori per l’esperienza di gioco, il resto è o di soggettiva o di relativa rilevanza. Il lato positivo? A prezzo intero Tales of Berseria Remastered non costa poi molto di più del base, e nel settore attuale fare le pulci sull’Euro in più o l’euro in meno è un po’ una perdita di tempo. Parliamo di uno dei migliori JRPG della scorsa generazione, forse a livello narrativo il migliore in assoluto – soprattutto per quanto riguarda la profondità dei personaggi.
Può sicuramente valerne la pena fare uno sforzo in più e giocare alla versione migliore possibile del titolo. Questo poi se si parla per i giocatori PC e PlayStation, mentre per quelli ad esempio Nintendo Switch è semplicemente un must buy, in quanto potrebbero non avere in casa una piattaforma compatibile con l’originale, e anzi le due Nintendo Switch potrebbero essere le piattaforme ideali per godersi Berseria per la prima volta – o una scusa valida per rigiocarlo dopo anni in un modo diverso, grazie alla portabilità.
Non badate quindi molto al voto, quella è una valutazione sul valore aggiunto apportato dalla Remastered e non del gioco in sé. Qualsiasi sia la versione o la piattaforma che vi va più a genio però, se non lo avete mai giocato fatevi un favore e date una chance a Tales of Berseria, perché capirete come mai chi lo ha giocato lo ha amato così tanto. Se mi è concessa poi una nota personale in chiusura, è il titolo che mi fece definitivamente innamorare dei JRPG ai tempi quindi, fossi in voi, gli darei una chance pure se il genere non vi ha mai attirato più di tanto. Sperando che stavolta, senza un’annata zeppa di colossi di mezzo, abbia modo di risaltare come merita. Se volete leggere una recensione classica di Berseria, ne facemmo una ai tempi dell’uscita della versione originale. La trovate cliccando qui!
