ROMEO IS A DEAD MAN Recensione, un viaggio psichedelico nella mente di SUDA51

ROMEO IS A DEAD MAN è l’ennesima, folle dimostrazione di come Grasshopper Manufacture sappia ancora sorprendere, ecco la nostra recensione!

Tiziano Sbrozzi
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Tiziano Sbrozzi
Senior Editor
Lusso, stile e visione: gli elementi che servono per creare una versione esterna di se. Tiziano crede fortemente che l'abito faccia il monaco, che la persona...
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RecensioniROMEO IS A DEAD MAN
Lettura da 10 minuti
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ROMEO IS A DEAD MAN

Ci sono giochi che si capiscono in pochi secondi, non perché siano semplici, quanto piuttosto perché hanno un’identità talmente forte da travolgere lo spettatore fin dal primo fotogramma. ROMEO IS A DEAD MAN è uno di questi. Bastano poche inquadrature del trailer iniziale per rendersi conto di trovarsi davanti a un’opera firmata Suda51: colori violenti, cambi di tono improvvisi, narrazione sopra le righe e una messa in scena che non chiede il permesso a nessuno.

Dopo la collaborazione di SUDA51 con SWERY per lo psichedelico Hotel Barcelona, Grasshopper Manufacture torna finalmente con una nuova IP e lo fa nel modo più coerente possibile con la propria storia creativa che ci ha fatto innamorare fin dai primi vagiti videoludici. Romeo Is a Dead Man non cerca compromessi: non si piega alle mode e non vuole piacere a tutti. Vuole essere ricordato. E dopo averci messo le mani sopra, è difficile non pensare che ci riuscirà.

Follia nello spaziotempo!

La struttura narrativa di ROMEO IS A DEAD MAN è volutamente disorientante, ma mai casuale. Il gioco si apre con una sequenza che sembra quasi prendere in giro il giocatore: un’America qualunque, una voce narrante rassicurante, una quotidianità apparentemente normale. Poi, nel giro di pochi minuti, tutto esplode: zombie, sangue, fantascienza estrema, cambi di stile visivo e di prospettiva che si susseguono senza soluzione di continuità (insomma, ci ha ricordato quasi la follia di Rick & Morty, ma in modo ancora più improvviso). Il mondo di gioco è stato frammentato da un evento catastrofico che ha letteralmente spezzato spazio e tempo, creando una miriade di realtà isolate, sospese nell’universo. Romeo Stargazer è uno dei tanti sopravvissuti a questo collasso, almeno finché non viene brutalmente ferito da una creatura mostruosa. A salvarlo è suo nonno, proveniente dal futuro, che gli innesta il Dead Gear Life Support System, trasformandolo in qualcosa di nuovo: un Dead Man, una macchina da guerra cibernetica sospesa tra la vita e la morte.

Il cuore emotivo della storia ruota attorno a Juliet, l’amore perduto di Romeo, sebbene – come da tradizione “sudaiana” –  nulla siaè semplice. Nello spazio-tempo esistono molteplici versioni di Juliet sparse nei frammenti di un universo immenso e irto di pericoli. La maggior parte di esse si è trasformata in qualcosa di profondamente disturbante.

Arruolato dalla divisione Spazio-Tempo dell’FBI, Romeo dovrà eliminare queste anomalie mentre cerca disperatamente la “sua” Juliet, scoprendo che la sua scomparsa potrebbe essere direttamente collegata alla distruzione dell’universo. Dietro l’apparente follia narrativa, ROMEO IS A DEAD MAN affronta temi sorprendentemente delicati: l’amore come forza distruttiva e salvifica, la violenza come linguaggio quotidiano, la confusione emotiva come riflesso di un mondo frammentato. È volutamente eccessivo, ma incredibilmente lucido nel suo caos.

Un viaggio visivo senza freni

Dal punto di vista artistico, ROMEO IS A DEAD MAN è una continua esplosione di idee: il gioco cambia pelle di continuo e si passa da sequenze che ricordano animazioni in stop-motion a momenti horror in prima persona, fino a splendidi intermezzi in stile fumetto animato. Neon, voxel, effetti particellari esagerati e un uso del colore quasi aggressivo convivono con modelli più realistici, creando un contrasto visivo che diventa parte integrante della narrazione.

Ma non basta, SUDA51 e il suo team vanno avanti, portandoci di volta in volta anche in mondi altrove: banalmente aprendo il menu per salvare, troverete una schermata anni ’70 con uno stile peculiare, poi salendo sull’astronave dell’FBI spazio-temporale il gioco cambia faccia, muta portandoci in un titolo isometrico anni ’80 o primi anni ’90, con pixel in evidenza ed elementi a comparsa, mentre Romeo si muove sulla nave stessa. La violenza, marchio di fabbrica di Suda51, è talmente stilizzata da diventare quasi grottesca. Esattamente come in No More Heroes, il sangue non è mai realistico, ma un elemento scenico, una dichiarazione estetica che trasforma ogni combattimento in uno spettacolo.

Pad alla mano, ROMEO IS A DEAD MAN è una celebrazione dell’action più sfacciato. Il sistema di combattimento unisce hack and slash frenetico e shooting in terza persona, ricordando da vicino titoli come Killer Is Dead e Lollipop Chainsaw, ma con una fluidità e una precisione decisamente moderne. Impossibile non citare Shadows of the Damned (di cui abbiamo da poco recensito la remastered) in quanto il gioco sembra essere una rivisitazione in chiave moderna e più allungata di quel titolo storico per il game designer giapponese.

Romeo alterna armi da taglio e armi da fuoco con grande naturalezza, dando vita a scontri rapidi, violenti e incredibilmente appaganti. L’idea di avere sulle spalle il nonno di Romeo (il poveretto è diventato una toppa da schiena, cucita sulla giacca del protagonista) che ci guida con la voce è un tocco di classe e ricorda tantissimo la torcia/spirito vivente di Shadows of the Damned ma con uno stile proprio, un deja-vu interessante e moderno, autocelbrativo potrermmo dire, ma dannatamente azzeccato!

Il feeling arcade è fortissimo: ogni colpo ha peso, ogni combo restituisce soddisfazione immediata. Le boss-fight sono uno dei punti più alti dell’esperienza, enormi, surreali e memorabili. Il primo grande nemico affrontato, Everyday Is Like Monday, è un colosso informe e grottesco che incarna alla perfezione la poetica del gioco. Pur non essendo un soulslike puro, il titolo introduce alcuni elementi del genere, come il respawn dei nemici dopo il salvataggio nei punti di cura. Sistema quest’ultimo molto apprezzato dai farmer che troveranno diversi spot per raccogliere risorse utili in futuro nel corso del gioco. A sorprendere è anche la varietà strutturale: nel gioco non sai mai cosa aspettarti, se una sequenza in 3D o in pixel art o un mix di elementi provenienti dai decenni passati.

Non mancano minigiochi arcade, attività secondarie e sfide opzionali pensate per potenziare Romeo, sbloccare nuove armi e rompere il ritmo dell’azione principale. Tutto contribuisce a rendere il gioco dinamico, imprevedibile e costantemente stimolante. Una delle meccaniche più interessanti è legata all’assorbimento del sangue dei nemici, risorsa fondamentale per attivare l’attacco speciale Estate Sanguinaria, una mossa devastante capace di ribaltare le sorti di uno scontro. Le armi possono essere potenziate e modificate man mano che la storia procede, accompagnando la crescita del protagonista e aumentando il senso di progressione. Il Dead Gear non è solo un espediente narrativo, ma il fulcro del gameplay, una perfetta fusione tra storia e meccaniche che rafforza l’identità del titolo.

Così si fanno i giochi: con passione!

ROMEO IS A DEAD MAN è esattamente il gioco che Suda51 speravamo di giocare. Creativo, violento, emotivo, sfrontato e profondamente personale. Non è un’esperienza per tutti, e non vuole esserlo. È un titolo che abbraccia il caos e lo trasforma in linguaggio espressivo, alternando momenti di puro divertimento arcade a riflessioni sorprendentemente intime. Grasshopper Manufacture dimostra di avere ancora molto da dire e di saperlo fare con uno stile unico nel panorama videoludico. Romeo Is a Dead Man non segue le regole: le prende, le smonta e le riscrive a modo suo. In parole molto spicce, è così che l’industria dovrebbe guardare al videogioco: senza troppi sbattimenti, con passione e creatività.

Suda51 e il suo team ci portano in un mondo tanto assurdo quanto dannatamente indimenticabile, fatto di tutto quello che un bellissimo film anni ’80 avrebbe portato a schermo: dettagli minuziosamente ricercati, elementi peculiari che ti costringono, una volta lasciato il controller a riflettere, pensare durante il giorno a cosa hai veramente visto e il dramma del protagonista è davvero unico: un uomo morto, costretto a vivere per uccidere di volta in volta l’amore della sua vita, vagando come arma di distruzione in un multiverso infinito. Caos imbottigliato, potenza della narrazione assoluta e controllo di quello che si, ha un anima seppur non vive. Fatevi un regalo e giocatelo.

ROMEO IS A DEAD MAN
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Voto 9
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Lusso, stile e visione: gli elementi che servono per creare una versione esterna di se. Tiziano crede fortemente che l'abito faccia il monaco, che la persona si definisca non solo dalle azioni ma dalle scelte che compie. Saper scegliere è un'arte fine che va coltivata.