Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection Recensione, il grandioso ritorno dello spin off JRPG

Ecco la nostra recensione di Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection, la sorprendente terza iterazione dello spin-off, che lo fa ufficialmente "diventare grande"

Nicolò Fratangeli
Di
Nicolò Fratangeli
Nato col videogioco nel sangue, riceve a sei anni la sua prima console: l'indimenticabile SNES; distruggendo joystick a furia di Donkey Kong Country e Super Mario,...
RecensioniMonster Hunter Stories 3: Twisted Reflection
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Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection

Cacciatori e mostri, mostri e cacciatori, un binomio indissolubile che segue da quell’11 marzo 2004, data in cui Capcom ha rilasciato sulla storica Playstation 2 il titolo d’esordio di una delle sue più grandi saghe videoludiche: Monster Hunter. Il titolo, dapprima molto di nicchia a causa delle sue meccaniche e del suo core gameplay, è riuscito nel corso degli anni, fra capitoli portatili per PSP e Nintendo 3DS fino al ritorno su home console nel 2018, a crearsi un suo ampio mercato, risultando uno dei più fenomeni videoludici pop odierni con milioni di giocatori in tutto il mondo e una delle saghe di maggior successo di casa Capcom.

Oggi siamo qui non a parlarvi di un nuovo capitolo principale, bensì di un suo spin-off giunto alla sua terza iterazione: Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection è infatti il terzo capitolo della saga di JRPG monster collector dedicata a Monster Hunter, una serie di titoli che plasma e trasforma l’idea principale della proprietà intellettuale basandosi su “un’idea ossimorica”: e se invece di cacciatori fossimo allevatori di mostri?

Once upon a time in Azuria…

Un verdeggiante regno, un erede al trono curioso, un misterioso uovo “maledetto” e una regina presunta traditrice: il lungo flashback iniziale di Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection ci introduce sin da subito in quello che sembrerebbe un soggetto piuttosto tradizionale in un titolo del genere. Il regno di Azuria, da anni in pace ed economicamente florido, viene sconvolto dal ritrovamento di questo misterioso uovo, dal quale fuoriescono due Rathalos gemelli. Visto come segno di nefasta sventura, nonostante il tentativo del piccolo principe di scongiurare la vicenda, il Re è costretto, dalla cabala e tradizione, a uccidere uno dei due. Interrotto da una misteriosa traditrice, che si rivelerà poi essere la Regina di Azuria, il gemello riesce a fuggire, chiudendo cosi l’incipit della vicenda. Tornati nel presente, qualche anno dopo, prendiamo subito il controllo del nostro protagonista, l’erede diventato grande, e facciamo conoscenza del suo amico Simon: sono entrambi Rider, cavalca mostri che vivono in simbiosi con le creature tentando di scoprire la verità dietro di essi.

Il principe (o principessa, il personaggio è liberamente creabile tramite un editor) è un giovane con scarso interesse per le vicende di corte, maggiormente attratto dalla natura e dai mostri: dovrà però, in qualità di erede al trono, iniziare a darsi un tono e ad interessarsi a tutto quello che riguarda la politica e il regno che un giorno governerà. Infatti, dopo solo qualche minuto, sarà costretto a presenziare a un trattato col confinante regno di Vermeil, in rovina a causa di un morbo chiamato “cristallizzazione”.

Da qui la conoscenza con la giovane Eleanor, sorella della Regina del regno confinante e determinata a trovare una soluzione per il suo regno e la pace per il mondo; la loro visione del mondo e gli eventi politici susseguiti da questo incontro porteranno i due giovani, assieme agli altri fedeli Rider della corte di Azuria, a un lungo viaggio in cerca di risposte alla cristallizzazione e a cosa è davvero successo nel mondo.

Se il soggetto di Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection può sembrare già visto, tutt’altro si può dire della messa in scena e della scrittura; il titolo infatti porta nel suo canovaccio una serie di colpi di scena davvero ben scritti, una sceneggiatura solida e una profondità tutt’altro che banale. C’è un po’ di tutto nella trama di Stories 3: dal politico al dramma, dall’amicizia al tradimento, il tutto sapientemente coagulato in una narrativa che, nel corso delle circa 35-40 ore necessarie al completamento, riesce nell’intento di coinvolgere ed emozionare il giocatore per tutta la sua durata.

Menzione d’onore a cutscene e regia: animate e girate alla perfezione, le numerose scene di intermezzo permettono un’immedesimazione senza precedenti nella serie, degne di rivaleggiare coi più grandi titoli di questo esponente. Questo terzo capitolo segna dunque uno stacco netto e diretto nella qualità della scrittura rispetto ai due predecessori, segnando un punto di non ritorno: Monster Hunter Stories 3 è finalmente diventato “grande” e non fatichiamo a dire che la qualità generale di questo capitolo è decisamente pari ai capitoli mainline tradizionali. Una grande vittoria per Capcom, che ad oggi può anche contare su uno dei migliori monster collector in circolazione.

Uno straordinario gameplay loop

Ludicamente parlando, Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection è un JRPG nel senso più tradizionale del termine. Il titolo prevede un combattimento a turni con 4 giocatori, due umani e due monstie, dei quali controlleremo solo il nostro protagonista e il suo mostro, intercambiabile in qualsiasi momento da una squadra da sei. In questo il titolo ricalca le sue due precedenti iterazioni, prevedendo un sistema simil carta forbice sasso a la Fire Emblem, dove Attacco batte Tecnica, Tecnica batte Velocità e Velocità batte Attacco.

Occorre quindi uno studio della fauna locale per capire quali tipologie di attacchi specifici usare contro determinati mostri, ed è proprio questo uno dei più grandi pregi di Stories 3. Il gioco riesce infatti a riportare alla perfezione in salsa JRPG quella che è l’anima di Monster Hunter: ricerca, tentativi, studio e risorse. Come già detto occorre studiare i mostri, le loro diverse fasi nelle quali variano tipologie di attacco e soprattutto usare tutto ciò che ci circonda: raccogliere oggetti e combinarli in strumenti utili alla causa è vitale in Stories tanto quanto in Monster Hunter, anche perchè la difficoltà media del gioco è leggermente più alta della norma e farsi trovare impreparati contro determinati tipologie di nemici può voler dire game over.

Il titolo è diviso in macro aree liberalmente esplorabili in sella ai mostri e perfettamente paragonabili a quelle dei capitoli principali per quanto riguarda level design, vastità e complessità. Si passa da verdeggianti praterie a foreste rigogliose, a deserti, acquitrini e caverne: Monster Hunter Stories 3 è molto vario e valido anche in questo, riuscendo a invogliare il giocatore ad esplorare ogni anfratto della mappa alla ricerca di tesori, strumenti e mostri rari. Anche la cattura dei mostri è in perfetta continuità coi precedenti capitoli: ogni mappa prevede diverse tane dove è possibile raccogliere uova da far schiudere nelle scuderie. Ma badate bene, non è tutto cosi semplice: attendere troppo tempo in tana alla ricerca dell’uovo perfetto allerterà il padrone del luogo e dovrete fuggire a gambe levate per mantenere l’uovo ben saldo in vostro possesso.

La vera novità, in perfetta sintonia con la natura da “biologi” e non cacciatori, è la possibilità di ripopolare le aree di gioco: schiudendo numerose uova e possedendo diversi tipi (e numeri) di mostri, sarà possibile a nostra scelta decidere di rimpolpare le aree di gioco con i mostri di nostra scelta. Liberando quindi ad esempio numerose Rathian nelle pianure iniziali sarà possibile trovare uova migliori di tale mostro e, rispettando alcune richieste, ripopolare la zona di varianti e mostri particolari estinti da tempo, magari a causa di un predatore. Capite bene che questo porta a tutta una serie di sperimentazioni e tentativi di creare il nostro habitat ideale per determinati tipi di mostri, coadiuvato dal fatto che, oltre alle varianti, tali mostri possono anche subire mutamenti elementali e nascere con nature elementali diverse dal solito, come acqua e tuono. Questa meccanica, che abbiamo trovato decisamente geniale, porta con sé tutta una varianza e un campione di possibilità senza precedenti, esponenzialmente aumentato dalla grande varietà di mostri a disposizione del giocatore.

Gotta ride ‘em all!

A proposito di questi ultimi, Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection non è di certo avaro in quanto a numero: si superano il centinaio di creature, andando a pescare soprattutto dalle ultime iterazioni quali World/Iceborne, Rise/Sunbreak e Wilds, senza però tralasciare qualche chicca da passati più remoti (vero Monster Hunter 2?). Ognuna di esse ha il suo moveset, le sue abilità e soprattutto la sua mossa speciale: caricando la barra legame in combat sarà infatti possibile cavalcare il mostro ed effettuale un devastante attacco verso il nemico. La cosa sconvolgente e che dimostra ancor di più la cura messa dagli sviluppatori è che ogni mostro ha la sua tipologia di attacco speciale: parliamo di cutscene di 15-20 secondi, a volte anche 30, incredibilmente ben animate e variegate: capite bene dunque che i valori produttivi del titolo sono su una scala decisamente elevata, anche per i competitor.

Torna anche la meccanica del rituale sciamanico: sarà infatti possibile trasportare i geni da un mostro all’altro, al fine di creare le nostre build e i nostri team ideali, anche e soprattutto contestualizzati nel combattere un determinato forte mostro specifico come un Drago Anziano; l’intuitività del rituale e la possibilità di passarsi i geni semplicemente con un click favorisce la sperimentazione di team e combinazioni, aumetando ancor di più la profondità di Stories 3 come JRPG e monster collector.

Quello che però più di ogni altra cosa Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection è riuscito a trasportare dalla serie principale è il suo eccezionale gameplay loop, chiaramente contestualizzato al JRPG in questo caso. Tutto funziona a meraviglia nel game design di Stories 3 e ad ogni azione corrisponde un reward adeguato: trovare le tane permette di forgiare mostri più forti, averne a disposizione permette di poter affrontare nemici più coriacei che, una volta sconfitti, droppano materiale raro per potenziare il nostro cacciatore. Ma potenziare il nostro cacciatore permette a sua volta di renderci più forti e resistenti, dandoci la possibilità di esplorare nuove sezioni di mappa, catturare mostri più forti e ripristinare habitat complessi.

Tutto in Stories 3 è ben integrato e, aggiungendo il fatto che qualsiasi cosa voi facciate darà esperienza a voi e ai vostri mostri (anche raccogliere banalmente semi ed erbe per la mappa), capite bene che è difficile uscire dal tunnel ludico proposto da Capcom; non sarà rara infatti la sensazione di “mi faccio un altro paio di tane e smetto” e sentire il gallo annunciare l’alba fuori dalla finestra.

Al tempo stesso il gioco rispetta molto il tempo a disposizione del giocatore: tutto è molto veloce e i Quality of Life messi a disposizione da Capcom, quali le animazioni velocizzate in battaglia, la possibilità di teletrasportasi istantaneamente in punti specifici della mappa e quella di uccidere istantaneamente i nemici più deboli, aiutano a immergersi in questo gameplay cosi assuefante. Molto buone anche le quest secondarie: mai troppo numerose e lunghe permettono al giocatore di fare esperienza e denaro extra, oltre a reward quali strumenti e decorazioni per le armi. Menzione d’onore per quelle dedicate ai companion: decisamente più sfaccettate e durature, si distinguono per l’ottima messa in scena e varietà, riuscendo inoltre nell’intento di approfondire davvero bene le vicende dei nostri colleghi Rider, scoprendo le loro storie passate e legami davvero ben scritte e talvolta sorprendenti.

Meraviglia audiovisiva

Tecnicamente parlando, si vede che è passato quasi un lustro dal precedente capitolo: Twisted Reflection è una meraviglia per gli occhi, proponendo un impianto tecnico semplicemente magistrale. Non è difficile scambiare il titolo per un film dello Studio Ghibli in più di qualche frangente, specialmente nelle già precedentemente citate splendide cutscene. I ragazzi di Capcom hanno fatto un lavoro eccelso nella costruzione degli ambienti, con una menzione speciale per le città: artisticamente meravigliose, sono tutte molto vaste ma soprattutto vive.

Decine di popolani sono infatti presenti in ogni anfratto di queste, e non sarà raro vederli vivere la loro vita e svolgere azioni quotidiane, come magari ballare con amici, raccogliere ortaggi o semplicemente parlare con altre persone. Le aree sono anch’esse realizzate splendidamente, tutte con una loro identità e una notevole varietà; è vero, non tutte le texture ambientali sono encomiabili sempre, ma parliamo di piccolezze vista la bellezza macroscopica di tutto il resto. A un livello di dettaglio notevole si aggiunge un’ottima draw distance, impressionante mentre si volta sul proprio monstie, e un’illuminazione eccellente, specie al tramonto o all’uscita da aree buie.

Due paroline inoltre sul rendering di personaggi e mostri: come già detto parliamo di più di centro creature diverse e tanti modelli di personaggi umanoidi, eppure Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection garantisce una qualità davvero straordinaria nella resa dei mostri e nelle loro animazioni, specialmente in battaglia; senza contare il fatto che ad ognuno di essi è collegato un set di armatura e almeno un tipo di arma: immaginate dunque la quantità di modelli disponibili nel titolo completo, davvero con pochi precedenti.

Un plauso inoltre a colonna sonora, performance e doppiaggio: lo abbiamo giocato interamente doppiato in inglese ( i testi a schermo sono invece totalmente localizzati in italiano) trovandolo davvero a fuoco, mentre sulla colonna sonora poco da dire, dove ai temi classici della saga di  Monster Hunter, compresi quelli dedicati ai mostri, si uniscono i temi inediti di Stories 3 orecchiabili e ben scritti. Su Playstation 5, nostra piattaforma di riferimento, abbiamo completato il gioco senza il benché minimo problema, con 60 fotogrammi al secondo granitici per tutte le ore di giocato: altro inequivocabile segno del lavoro dei ragazzi di Capcom in questo sorprendente Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection.

Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection
Eccellente 9
Voto 9
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Nato col videogioco nel sangue, riceve a sei anni la sua prima console: l'indimenticabile SNES; distruggendo joystick a furia di Donkey Kong Country e Super Mario, riceve un paio di anno dopo l'amore della sua vita: Sony PlayStation. Console che l'accompagnerà per tutta la sua carriera videoludica, tantè che la ritroviamo attaccata e funzionante nella sua cameretta, appena sotto le sorelle maggiori. Da buon collezionista e amante di retrogaming passa parte del tempo su Ebay a cercare qualche chicca Retrò, ritrovandosi ogni volta in lacrime alla vista del prezzo di Suikoden II PAL.