Echo Generation 2 Anteprima, tra carte e laboratori

Echo Generation 2 ha un combat system che convince nella demo, e di conseguenza alza le aspettative per il secondo capitolo. Ecco le nostre prime impressioni!

Angela Pignatiello
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Angela Pignatiello
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Classe '97. Nata e cresciuta con la Metal Gear Solid saga, amo giocare a quasi tutto ciò che mi capita sotto mano. Analizzo tutto ciò che...
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ImpressioniEcho Generation 2
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Echo Generation 2 è un titolo che ha attirato l’attenzione, questo perché si porta addosso il peso del primo capitolo, a cui la gente è molto affezionata. Il team di sviluppo è sempre lo stesso: Cococumber, che si occupa anche della pubblicazione del gioco. Lo studio canadese ha voluto mantenere il suo stile voxel, senza dimenticarsi del gameplay. Nella demo che abbiamo potuto provare durante questi giorni, ci siamo resi conto che ancora una volta, come nel primo capitolo, il cuore di Echo Generation 2 è nel combat system. Parliamone meglio di seguito!

Si combatte… con le carte!

La demo di Echo Generation 2 vi butterà subito nella parte narrativa. Vestirete i panni di Sister M, che è rimasta bloccata all’interno di un laboratorio di ricerca, dove osservavano sia lei, sia i suoi amici. E saranno proprio questi ultimi a spingerla verso la fuga, perché sono spariti da un po’ di tempo, e quindi lei deciderà di andare a cercarli. La demo vi lascerà molte domande, cosa che mette in chiaro che si tratta solo di un piccolo estratto, di un punto d’inizio e non di qualcosa che deve delle risposte. Quando il gioco entra nel vivo è impossibile non notare l’influenza ha avuto lo sci-fi anni ‘80 sugli sviluppatori, oppure Stranger Things.

Per quanto riguarda i combattimenti, questi saranno a turni, ma dovrete utilizzare le carte per poter creare delle strategie. Ogni personaggio può avere un massimo di 10 carte equipaggiate, che rappresentano azioni, buff e attacchi. Durante gli scontri, verranno pescate 5 carte in modo randomico, quindi sarà fondamentale conoscere il proprio deck e soprattutto sapersi adattare a quello che arriva.

Gli sviluppatori sono stati generosi con chi ha deciso di giocare la demo di Echo Generation 2, quindi è possibile fare due attacchi a turno. Questo dà anche più dinamismo al gioco, dato che potrete scegliere se curarvi o mettervi degli scudi oppure fare 2 attacchi diversi. La casualità delle carte riduce ai minimi termini la possibilità di sapere quali saranno le 5 carte pescate dopo, e incoraggia tantissimo la creazione di un deck che riesca a funzionare bene, a prescindere dagli avversari che si hanno di fronte. Quest’elemento si nota soprattutto quando i combattimenti si faranno leggermente più lunghi. Il sistema che Cococumber ha voluto implementare in Echo Generation 2 è semplice, ma vengono aggiunti livelli di complessità man mano che si sbloccano carte nuove.

echo generation 2 combattimenti

E la difesa come funziona? Potrete sfruttare delle carte per curarvi o per mettervi degli scudi, come già detto, ma una cosa meccanica fondamentale è il quick time event durante l’attacco dell’avversario. Basta premere il tasto che appare a schermo al momento giusto per subire meno danni. Questa novità vi terrà sicuramente attivi anche durante il turno dell’avversario, elemento che è stato ispirato – seppur in modo diverso – da altri giochi a turni, come Clair Obscur: Expedition 33 con il sistema di parata e schivata. Ma a differenza del titolo appena citato, i combattimento si svolgono a ondate. In fin dei conti possiamo dire che il combat system di Echo Generation 2 non è complicato, ma può diventare complesso. Ovviamente è ancora troppo presto per dare un giudizio che sia preciso, ma questa è l’impressione che ci ha lasciato durante la demo.

Per concludere la demo di Echo Generation 2 ci abbiamo messo circa 100 minuti, perché l’ultimo scontro ci ha messo un po’ in difficoltà, senza mai davvero stressare, dato che si è trattato di uno scontro pulito. La cosa interessante è che in pochissimo tempo, Cococumber è riuscito a mettere le carte in tavola su quello che è il loro nuovo progetto, in uscita per il 2026.

Messo da parte il sistema di combattimento, parliamo dell’esplorazione. La telecamera è simile a quella di Little Nightmares, dato che i movimenti sono perlopiù orizzontali, ma gli ambienti sono strutturati in 3 dimensioni, quindi andare anche in profondità a volte vi porta anche a scoprire nuove carte. Gli ambienti sono ben costruiti e con uno stile grafico 3D che si stacca completamente dal voxel sfruttato per i personaggi e per gli NPC. Uno stacco che a primo colpo può essere strano, dato che pare una sorta di “post modernismo”, ma in realtà i due stili si sposano molto bene per creare un elemento di mistero.

echo generation 2 nemici

The Truman Show

Quindi Echo Generation 2 mantiene l’estetica del primo capitolo. Ma è decisamente più smussato, se così vogliamo dire. Infatti, le animazioni sono molto più fluide e gli scenari creano un contrasto tra nostalgia e modernità, come già detto poc’anzi. La musica fa molto anni ‘80 con elementi synthwave che riescono a risultare gradevoli fin dall’avvio del titolo di Cococumber. Anche gli effetti sono riescono a dare l’impressione di potenza o dell’elemento che rappresentano (fuoco, elettricità e simili). Accompagnati dalle animazioni fluide di cui vi abbiamo già parlato, riesce a essere più che gradevole.

Durante la nostra prova non abbiamo avuto nessun tipo di problemi, non ci sono stati cali di frame (giocavamo a 144fps). Il gioco non richiede requisiti importanti per girare su PC meno performanti, inoltre sarà anche possibile godersi Echo Generation 2 sfruttando la piattaforma portatile di Valve, la Steam Deck. Una cosa che però potrebbe allontanare delle persone è l’assenza della traduzione italiana nella demo, anche se il gioco completo potrebbe averla.

Ma un po’ come nel Truman Show o nel finale della demo, volendo fare un occhiolino a chi sa, tutta questa bellezza si basa su una demo molto breve. Quindi solo quando il gioco arriverà sugli scaffali di PC e Xbox, potremo davvero sapere se le aspettative alte create dall’aver giocato la demo saranno mantenute. Noi siamo speranzosi, ma non disillusi.

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Classe '97. Nata e cresciuta con la Metal Gear Solid saga, amo giocare a quasi tutto ciò che mi capita sotto mano. Analizzo tutto ciò che avviene all'interno del mercato videoludico e il suo core: i videogiochi.