Dopo essere uscito esattamente un anno fa su PS5/Xbox Series X/S e PC, Dynasty Warriors Origins finalmente fa il suo arrivo su Nintendo Switch 2, in uscita il prossimo 22 gennaio, sviluppato come sempre da Omega Force e pubblicato da Koei Tecmo. Dal lato storico il gioco si svolge nel periodo dei Tre Regni della Cina nel 184 d.C., e più precisamente durante il periodo Han e la ribellione dei “Turbanti Gialli”, decidendo se sostenere Liu Bei o altri grandi condottieri di quel periodo storico, ristabilendo l’ordine ovviamente combattendo.
Gameplay che vince non si cambia? Più o meno…
Se già dal lato storico, Dynasty Warriors Origins può sembrare interessante – e chi ha giocato la miriade di predecessori usciti negli anni apprezzerà indubbiamente questo capitolo – sappiate che sono state introdotte molte migliorie e novità in termini di gameplay. Si tratta di un gioco single player, dove dovrete sterminare eserciti interi di nemici e Boss molto iconici, mentre ovviamente dovrete seguire il corso delle vicende a livello storico.
Per quanto riguarda il combattimento vero e proprio, tramite il tasto L sarà possibile non solo parare ma stavolta anche deflettere i colpi nemici al momento giusto, eseguendo una vera e propria “counter”. Tuttavia esistono dei colpi imparabili, ovvero quando gli avversari avranno un’aura gialla, che dovrete interrompere tramite una tecnica speciale con R+A. Avrete poi tante altre abilità da poter assegnare ai tasti X e Y, designati in realtà per l’attacco debole e forte rispettivamente, senza la pressione del tasto R necessario per accedere alle abilità.
A parte queste innovazioni, c’è sempre l’attacco “Musou”, ovvero un attacco speciale fortissimo con la pressione del tasto B che si ottiene col riempimento di una barra, caricabile uccidendo molteplici nemici. Per il resto, il gioco consiste nel battere eserciti interi di nemici, abbattendo il loro morale e conquistando i vari territori. Si tratta anche di aumentare di livello e potenziare le armi attraverso il fabbro che si può trovare nelle varie città o accampamenti del gioco accessibili nella World Map. Aumentando il livello del protagonista, aumenteremo la sua salute, la sua difesa ed il suo attacco, mentre nella World Map sarà possibile, oltre che recarsi nei vari luoghi, si potrà parlare con vari personaggi che ci daranno delle missioni secondarie da compiere o oggetti di gioco necessari alla prosecuzione della storia.
Dal lato della difficoltà, vi possiamo dire che è possibile giocare anche a livello “facile”, anche se è facile per modo di dire, visto che già questo ci è sembrato abbastanza impegnativo, per non dirvi i danni che subirete a livello “normale” ed a livello “difficile” quando esso verrà sbloccato. Avrete a disposizione anche degli oggetti curativi, che vi risulteranno utili seppur saranno molto esigui. Se seguirete i consigli del gioco però riuscirete a divertirvi, nonostante la caoticità del gioco stesso per la moltitudine di nemici presenti su schermo in ogni battaglia che affronterete. Un’altra delle novità da noi apprezzata, è senza dubbio il “lock on” sul singolo Boss o nemico di turno, così da rendere lo scontro molto più interessante ed appagante quasi come se fosse un Soulslike. Per quanto riguarda la gestione della IA vi possiamo garantire che siamo su ottimi livelli, anche se poi sarà possibile gestire i vari “amici” nel corso delle vostre avventure in quel della Cina feudale.
La tecnica è importante nella vita
Dal lato tecnico il gioco si mostra essere veramente valido su Switch nella modalità docked, sia in portatile. Abbiamo deciso di giocarlo in modalità fissa 30 fps, anche se è possibile giocarlo con framerate variabile: abbiamo notato che preferiamo quella con i frame fissi, che dobbiamo dire è risultata veramente essere ottima e sempre all’altezza delle aspettative, dato che il framerate è granitico.
La grafica è pulita, non abbiamo notato bug o altro e gli effetti particellari ci sono piaciuti molto così come i modelli poligonali e la caratterizzazione dei vari personaggi del gioco. A livello di sonoro, Dynasty Warriors sin dai suoi albori, ha sempre avuto musiche evocative e ritmate che caratterizzano anche questo capitolo. Abbiamo poi il doppiaggio in inglese ed ovviamente in giapponese, mentre tra le lingue sottotitolate ovviamente è presente anche la nostra, che possiamo dire tradotta con ottima fattura e nei minimi dettagli.

