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Treyarch: lo studio di Call of Duty si schiera contro le discriminazioni

Treyarch Studios ha appena rilasciato una dichiarazione, schierandosi contro le discriminazioni, il sessismo, il razzismo e tutti gli altri gravi problemi che emergono, purtroppo, in molte realtà lavorative (e non solo).

La dichiarazione è arrivata in un momento delicato. Pochi mesi fa Activision Blizzard è stata protagonista di gravissime accuse di sessismo, molestie sul lavoro e discriminazione verso le donne incinte all’interno del proprio staff. In seguito alla causa che è partita contro lo studio, ha dovuto rimborsare una cifra pari a ben 18 milioni di dollari.

Lo stesso CEO di Activision Blizzard, Bobby Kotick, pare fosse coinvolto direttamente nello scandalo, tanto che ne sono state richieste immediate dimissioni da un gruppo di azionisti. È stato richiesto il ritiro anche dei due direttori più anziani del consiglio, Brian Kelly e Robert Morgado, entro il 31 dicembre di quest’anno.

Treyarch Studios ha deciso di fare una mossa dal forte impatto sociale, pubblicando una dichiarazione in cui si schiera contro ogni sorta di discriminazione, in modo chiaro e conciso.

Il nostro obiettivo come studio è quello di creare fantastici giochi per far divertire tutto il mondo. Avere il privilegio di poter portare a termine questo scopo è possibile grazie alle persone che lavorano in Treyarch: siamo uno studio ricco di professionisti intelligenti, talentuosi e creativi, che danno il massimo in quello che fanno. La nostra cultura non ha posto per sessismo, razzismo, molestie, bigottismo, discriminazioni o bullismo. Così andiamo avanti, creando un ambiente di lavoro inclusivo, sicuro e ricco di diversità. Ognuno in Treyarch è amante dello sviluppo dei giochi perché possediamo un amore profondo per l’ottava arte e la magia in grado di creare momenti che rimangono impressi. Questo è uno di quei momenti, e cominciamo con il renderlo il migliore possibile.

A febbraio di quest’anno anche il CEO di Riot Games ha ricevuto gravi accuse di molestie e abuso di potere da parte di un’ex dipendente, licenziata nel 2020. La presa di posizione di Treyarch contro le discriminazioni di qualsiasi tipo è, pertanto, un passo che “casca a fagiolo” in un anno delicato come il 2021.

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Fonte:
Martina Lembo
Cresciuta a pane e videogiochi, la sua passione per il mondo videoludico è nata negli anni '90 e si è sviluppata, un pixel dopo l'altro, a partire dalla sua prima cartuccia, Pokémon Giallo (che tutt'ora custodisce gelosamente). Laureata in Fisica e specializzata in Tecnologie Avanzate, è una lettrice accanita, adoratrice del MCU, divoratrice di film anni '80, amante dei giochi di ruolo e da tavolo, e cosplayer occasionale. Non resiste al fascino del vintage. Potrebbe capitarvi di vederla setacciare il web alla ricerca di cartucce originali per Atari 2600.

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