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Starfield non è No Man’s Sky, vi spieghiamo cos’è

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La presentazione di Starfield è stata uno dei momenti più avvincenti di questo periodo ricco di annunci. Alla conferenza Xbox & Bethesda Games Showcase infatti, abbiamo potuto dare un primo e corposo sguardo al titolo, che ormai era diventato qualcosa di mistico e leggendario all’interno del panorama videoludico. C’è da dire che il team ha sempre rassicurato i fan sullo stato dei lavori, ma c’è da dire che non avevamo mai visto il videogame all’opera in questo modo. C’è chi, tuttavia, lo ha etichettato come il nuovo No Man’s Sky, chi lo Skyrim nello spazio: la verità però è ben distante da quanto presupposto.

Non chiamatelo Open World, ma Open Space

Sembra chiaro che la nuova frontiera degli open world sia ovviamente questa sorta di universo aperto completamente esplorabile, fatto da mondi diversi formati da ecosistemi differenti. Questo aspetto è sicuramente uno dei più affascinanti della produzione, dato che mette subito in luce una cosa: scoprire tutti i segreti sarà qualcosa di complicatissimo. Abbiamo già visto con Elden Ring le difficoltà – se così vogliamo chiamarle – nell’esplorare completamente ogni angolo di mappa quando questa è praticamente immensa, e con Starfield raggiungiamo automaticamente il livello successivo.

Non si tratta dunque di mondi creati proceduralmente, stiamo parlando di ambienti creati e sistemati appositamente, così da fornire all’utente interazione continua. Certo, bisognerà vedere come il team riempirà e differenzierà le varie zone, tuttavia quello che abbiamo visto fa ben sperare anche per l’ambizione e la portata del progetto. Potrete dunque recuperare materiali di vario tipo: flora, fauna e tantissimi altri tipi di risorse. Questo rende palese che di conseguenza la componente del crafting sarà fondamentale, non solo per migliorare alcuni aspetti del personaggio ma anche per la sopravvivenza vera e propria, dato che gli habitat non saranno sempre amichevoli nei vostri confronti.

Non solo però terre abbandonate o paesaggi mozzafiato, ci saranno anche maestose metropoli, come la capitale New Atlantis che ci ha lasciato letteralmente senza parole. Una delle cose che ha colpito di più della presentazione è senza dubbio la varietà e la caratterizzazione delle location, dunque in tal senso non vediamo l’ora di scoprirne di più.

Cosa aspettarsi

All’interno del gioco il personaggio principale (che sarà interamente personalizzabile) fa parte di un gruppo di esploratori spaziali chiamati Constellation, il cui scopo è quello di recuperare degli antichi manufatti sparsi per l’intero universo. Il ritrovamento di questi particolari oggetti permetterà la risoluzione di alcuni enigmi che affliggono da sempre la vita dell’essere umano, come scoprire il senso dell’esistenza stessa della vita. Inutile dire che la personalizzazione del personaggio sarà legata a doppio filo al gameplay, che promette essere particolarmente scintillante.

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Nel filmato abbiamo visto una sorta di assalto ad una fortezza: in quel frangente vediamo il protagonista muoversi velocemente da una parte all’altra dell’edificio, facendo fuori tutti i nemici rapidamente. Siamo certi che questo non sarà l’unico modo di approcciare una battaglia, dato che è ben chiaro che ci saranno diverse bocche da fuoco con abilità e caratteristiche uniche. Oltre a questo poi bisognerà vedere come sarà legato allo sviluppo del personaggio e quanto incideranno la caratteristiche personali, ma sono aspetti che allo stato attuale non possiamo ancora decifrare.

Starfield

In viaggio tra le stelle

Come detto in precedenza, l’obiettivo di Starfield è quello di farci esplorare alla ricerca dei segreti dell’universo. Ma come pensate di riuscirvi a spostare tra un pianeta e l’altro? Ovviamente con una bella navicella. Partiamo dal presupposto che ne potrete avere più di una contemporaneamente, e che ogni aspetto di essa sarà completamente personalizzabile: composizione, colore, motori, aspetto estetico, scudi e tantissimo altro. Sarete liberi di creare la vostra personale “cavalcatura spaziale”, completamente a seconda dei vostri gusti personali.

Ovviamente questa parte del trailer è quella che sicuramente ci ha convinto di più, almeno dal punto di vista visivo. Ci saranno anche le battaglie spaziali con un sistema di danni molto particolare, dove i colpi subiti dalle navicelle sembrano reali, e non vediamo l’ora di sentire il feeling che daranno certe sequenze pad alla mano.

Piccola nota a margine, in perfetto stile Bethesda potrete cambiare la visuale tra prima e terza persona, scegliendo voi stessi come affrontare le diverse situazioni. Certo, se vedrete il vostro personaggio “da fuori” potrete mantenere un controllo più generico della situazione, ma con la visuale in prima persona l’immedesimazione è davvero totale. Starfield è stato un colpo al cuore, uno di quei giochi che non vedi l’ora di avere tra le mani proprio come quando eri bambino. Speriamo che Bethesda abbia fatto centro davvero, al contrario di quanto successo in precedenza con alcune produzioni che poi non si sono rivelate all’altezza (qualcuno ha detto Fallout 76?).

Patrizio Coccia
Patrizio non era ancora nato quando entrarono in casa la Super Nintendo e Super Mario Bros. Pochissimi anni dopo, insieme a lui, arrivò anche la Play Station, e fu tutta un'altra storia. Aveva 4 anni quando a malapena riusciva a tenere il controller tra le mani, ma non mollò più la presa, imparando a giocare a tutti i generi. Appassionato di musica rap, film fantasy, e con un passato da writer, predilige indiscutibilmente i giochi di ruolo, fortemente affezionato alla serie di Kingdom Hearts di cui conserva l'intera collezione, spin-off inclusi.

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