Attitudini: Nessuna Recensione, il documentario su Aldo, Giovanni e Giacomo

Attitudini: Nessuna è il film documentario che ci fa scoprire più da vicino, anche nel personale i tre miti del trio Aldo, Giovanni e Giacomo. Ecco la nostra recensione!

Claudio Baldacci
Di
Claudio Baldacci
Contributor
Videogiocatore vecchio stampo, purista e rompiscatole. Di quelli cresciuti con Playstation 1, Playstation 2 e Game Boy Color. Amante del cinema e delle serie TV, sempre...
- Contributor
RecensioniAttitudini: Nessuna
Lettura da 6 minuti
attitudini nessuna
7 Buono
Attitudini: Nessuna

È al cinema dal 4 dicembre il film-documentario Attitudini: Nessuna, sulla vita artistica – e non – di Aldo, Giovanni e Giacomo, il trio di comici che da svariati decenni non ha più bisogno di presentazioni. Il film è diretto dalla regista e sceneggiatrice francese Sophie Chiarello, già assistente alla regia in ben quattro film del trio: Chiedimi se sono felice (2000), La leggenda di Al, John e Jack (2002), Tu la conosci Claudia? (2004) e La banda dei Babbi Natale (2010), nonché vincitrice del David di Donatello per il documentario Il cerchio nel 2023.

Attitudini: nessuna racconta in ben 118 minuti la nascita del mito del trio con una sincerità e spontaneità che solo una persona vicina poteva esprimere. Vicina al loro modo di fare cinema e spettacolo, alle loro tre personalità originali, esuberanti ed uniche che li hanno resi tre miti rispettati ed amati da tutti, ma soprattutto (come si vede benissimo) affezionata alle tre persone che sono. Tre persone che impariamo a conoscere da lati diversi dal solito, tramite questo documentario. Basterebbe pensare al fatto di poter ascoltare Aldo parlare col suo vero accento lombardo!

Il racconto di Aldo, Giovanni e Giacomo attraverso Milano

Attitudini: Nessuna, usa la cornice della Milano di oggi per raccontare la Milano degli artisti di ieri, una Milano che non c’è più, che si è persa nel fascino di un’epoca che è cambiata molto, soprattutto nell’underground artistico. Aldo, Giovanni e Giacomo vengono intervistati dalla regista (fuori campo) mentre rivisitano i luoghi della loro infanzia, ma soprattutto del loro debutto da artisti. I tempi in cui da bambini facevano i primi passi verso il mondo del teatro, gli oratori, le scuole medie e superiori, i giochi per strada con agli amici e poi i sodalizi artistici ed il debutto teatrale. Prima Aldo e Giovanni insieme, poi Giacomo che si aggiunge a formare il trio dopo aver lasciato la carriera da caposala in ospedale.

Le storie della gioventù, quelle di una vita senza soldi ma piena di fantasia, classica di molti racconti dei nostri genitori e dei nostri nonni. Insomma, storie vere e sincere. Intervengono al racconto anche amici d’infanzia, il fratello di Giovanni, i vecchi insegnanti di teatro, ma anche l’amatissima Marina Massironi (che racconta con sincerità anche i motivi del successivo allontanamento dal trio), Arturo Brachetti, testimonial di tante avventure insieme, La Gialappa’s Band grazie alla quale Aldo, Giovanni e Giacomo hanno debuttato in televisione con i vari Mai Dire fino al più recente Gialappa’s Show. Apprezzatissimo anche l’intervento di Walter Veltroni, capace di dare un contributo anche artistico, visto il suo importante impegno da regista.

attitudini nessuna

Percorsi personali

Aldo, Giovanni e Giacomo ripercorrono le loro vite, i loro debutti, i locali di Milano ed altre città, fino alla prima volta sul grande schermo del Cinema con l’incredibile scommessa di Tre uomini e una gamba (1997), per la regia di Massimo Venier, che li ha lanciati definitivamente nell’Olimpo della comicità italiana, inaspettatamente per gli stessi tre protagonisti. Il merito di questo documentario è anche creare una connessione che spesso non si conosce tra la vita teatrale e cinematografica di Aldo, Giovanni e Giacomo. Il trio lavorava insieme da molto tempo prima del debutto al cinema, che è avvenuto anche anagraficamente “tardi” (oltre i quarant’anni di età): in una fase in cui il loro lavoro era più che maturo e pieno già di aneddoti di vita reale e artistica insieme, che ha arricchito i loro stessi sketch. Connessione teatro-cinema testimoniata dalle innumerevoli gag create dal genio e anche dall’anima comica fisica del trio durante la loro carriera per locali e teatri del Nord Italia, poi trasposte talvolta in maniera geniale al cinema, come piccoli episodi a sé stanti durante i loro film. L’esempio più celebre, quello del mitico Ajeje Brazorf, personaggio che Aldo portava già avanti a teatro e a piccole apparizioni televisive.

Il racconto ruota quindi intorno a molti dei film del trio, passando per gli aneddoti di backstage e, inevitabilmente, per il flop di Fuga da Reumapark, il vero e unico “passo falso” dei tre comici che ha assopito la loro attività costringendoli ad una lunga pausa, fino al ritorno al successo con Odio l’estate (2020), ma anche al racconto delle vite di Aldo Baglio, Giovanni Storti e Giacomo Poretti fuori dai film e dai personaggi, con le loro attività parallele portate avanti e raccontate oggi grazie soprattutto ai social, grazie ai quali siamo in grado di seguirli sempre, anche nelle pause tra le loro attività televisive e cinematografiche.

È un peccato sapere che questo documentario, così utile, spontaneo e sincero, seppur con qualche difetto nella mancanza di ritmo (a volte) o di qualche immagine di repertorio in più, non sia stato compreso dal pubblico come tale. Dall’inizio della proiezione a cui abbiamo assistito, con una buona presenza di pubblico per il giorno e per l’orario, circa un terzo di esso si sia allontanato in anticipo dalla sala lamentando il fatto di aspettarsi un vero e proprio film del trio e non un documentario. Ignoranza del pubblico o cattiva comunicazione pubblicitaria?

attitudini nessuna
Attitudini: Nessuna
Buono 7
Voto 7
Condividi l'articolo
Contributor
Videogiocatore vecchio stampo, purista e rompiscatole. Di quelli cresciuti con Playstation 1, Playstation 2 e Game Boy Color. Amante del cinema e delle serie TV, sempre attento alle nuove uscite e speranzoso che nuovi e interessanti prodotti popolino la nostra vita fino a farci diventare asociali. No, forse questo è meglio di no. Speaker radiofonico di www.radioeverywhere.it dove il mercoledì dalle 18 alle 20 parla di colonne sonore di film, videogiochi e tv e anche giocatore semi-professionista di Texas Hold'em. Basta.