The Alighieri Circle: Dante’s Bloodline è un thriller psicologico in prima persona sviluppato dallo studio italiano ONE-O-ONE GAMES e pubblicato da Entalto Publishing, che pubblicheranno al pubblico il titolo durante il 2026 (previsto per PlayStation 5, Xbox Series X | S e PC). Se il nome degli sviluppatori vi è familiare, è perché sono noti per aver realizzato The Suicide of Rachel Foster, un altro horror narrativo in prima persona con una forte atmosfera intima e opprimente. Ora con The Alighieri Circle: Dante’s Bloodline, la software house vuole consolidare la propria firma nel panorama horror internazionale. Durante gli ultimi giorni abbiamo provato la demo del gioco, ed ecco le nostre prime impressioni su The Alighieri Circle: Dante’s Bloodline.
La famiglia Alighieri
La storia di The Alighieri Circle: Dante’s Bloodline gira tutta intorno a Gabriele Alighieri, un discendente del poeta Dante Alighieri. Se nella realtà questo cognome fa pensare alla Commedia definita “Divina” da Boccaccio, all’interno del gioco diventa una vera e propria condanna ereditaria, come una malattia.

Questo perché ogni 33 anni, il confine tra realtà e Inferno si assottiglia. Nei panni del protagonista dovrete completare un rituale per sigillare le porte dell’abisso e impedire che gli Inferi si riversino sulla Terra. L’elemento ciclico rappresenta il cuore narrativo di The Alighieri Circle: Dante’s Bloodline, fondendo mitologia, esoterismo e, come già anticipato, psicologia. Ma perché ogni 33 anni? Beh, per comprenderne il motivo bisogna conoscere la struttura della Commedia: tre cantiche (Inferno, Purgatorio e Paradiso) suddivise in 33 canti, alla prima delle quali si aggiunge anche il Proemio, cioè l’introduzione. Come potete vedere, il 3 ritorna sempre, andando a sottolineare la numerologia legata alla Sacra Trinità della religione Cristiana Cattolica: Padre, Figlio e Spirito Santo.
Esplorare l’Inferno, qualsiasi cosa voglia dire
Durante la demo di The Alighieri Circle: Dante’s Bloodline abbiamo potuto esplorare la villa dove ha tutto inizio, con un piccolo assaggio dell’Inferno. Il gioco punta tantissimo sull’atmosfera e l’esplorazione, ma la mappa ci ha fatto un po’ storcere il naso, poiché si limita a illuminare di verde la zona in cui ci si trova, senza far capire il verso in cui si sta guardando. Non c’è il “tu sei qui”, che in un gioco pieno di esplorazione ed enigmi, è importante. Inoltre, non sappiamo al momento se nell’Inferno è possibile avere la mappa o se è una prerogativa della Villa in questione.

Un’altra cosa che per ora gli sviluppatori sembrano voler tenere nascosta è la presenza dei combattimenti, anche se dai comandi che avevamo, pare proprio che ci saranno. Forse ci sarà il classico “mostro” da cui dobbiamo scappare, oppure sarà solo un’avventura dove il nemico saremo noi stessi, dato che – come ci spiegherà poi anche una voce – l’Inferno si basa sul vissuto del protagonista, similmente al concetto di Otherworld vissuto da James Sunderland in Silent Hill 2 Remake. La maggior parte della demo si svolge all’interno della Villa, dove dovremo capire come entrare nella cripta per poi scoprire come aprire il “Dive”, ed entrare nell’Inferno di Gabriele Alighieri.
Quindi abbiamo esplorato tantissimo, trovando sia dei collezionabili che hanno portato a un premio, sia la soluzione del primo enigma che richiedeva semplicemente di girovagare per questa Villa alla ricerca tre statue. L’atmosfera che si respira è pesante, anche se gli sviluppatori hanno comunque voluto inserire un delle battutine sarcastiche, le quali riescono un po’ a smorzare la tensione percepita dal protagonista e ben proiettata sul giocatore.
Piccoli problemi
Una delle prime cose che abbiamo notato subito del gioco è il fatto che la traduzione a volte non è precisa. Trattandosi di una demo, è altamente probabile che lo studio risolverà questo problema prima dell’uscita ufficiale del gioco. Non si tratta un errore dal punto di vista grammaticale, ma la parola “dive” non viene sempre tradotta, cosa che può portare a confusione.
Per quanto concerne i requisiti per far girare al meglio The Alighieri Circle: Dante’s Bloodline, bisogna dire che bisogna avere un PC di fascia media, ma sarebbe meglio se le sue componenti fossero di ultima generazione. Noi siamo riusciti a farlo girare su un laptop da gaming a 60 fps e grafica alta senza troppi sforzi. Ovviamente dev’essere collegato alla presa, e se poteste avviare delle ventole extra sarebbe ottimale. Fatta eccezione per queste critiche, sappiate che la musica era sempre on point, infatti accompagnava bene il titolo horror, mentre per quanto riguarda il sound design è ottimo.
Un ottimo inizio
La cosa che potrebbe rendere davvero speciale The Alighieri Circle: Dante’s Bloodline è il fatto che unisce la cultura italiana con Dante a un horror psicologico. Non si rivivrà la Divina Commedia, quindi non c’è bisogno che voi conosciate ogni endecasillabo dell’opera magna, ma viene presa come ispirazione per poterla vivere, ma ognuno a modo suo. D’altronde, l’autore stesso ha creato il suo Paradiso, il suo Purgatorio e il suo Inferno. E se quest’ultimo fosse realizzato come un capo di sartoria per noi? Cosa accadrebbe nel “nostro” Inferno? Queste sono le domande che si sono fatti gli sviluppatori di One-O-One, e la loro risposta si traduce in The Alighieri Circle: Dante’s Bloodline, del quale potrete provare anche voi la demo da oggi 19 febbraio 2026.
Se amate i titoli horror psicologici che si concentrano molto sul vivere l’atmosfera e non solo sul sopravvivere, questo titolo potrebbe fare al caso vostro. E se non avete un PC su cui giocarlo, potete aspettare che esca su console per poterlo giocare su PlayStation 5 o su Xbox Series S | X, anche se non si sa ancora quando sarà disponibile in forma definitiva. Nel frattempo, le nostre prime impressioni sono molto buone.