Le Cose Non Dette Recensione, Muccino torna sui suoi temi tra parole taciute e legami in crisi

Abbiamo visto Le Cose Non Dette di Gabriele Muccino, un film che riporta il regista alle origini, tra stile e temi ricorrenti. Ecco la nostra recensione.

Giorgio Maria Aloi
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Recensionile cose non dette
Lettura da 7 minuti
le cose non dette cover
8 Ottimo
Le Cose Non Dette

Le Cose Non Dette è un film del 2026 co-scritto e diretto da Gabriele Muccino, ed è tratto dal romanzo Siracusa di Delia Ephron. Nel cast sono presenti Stefano Accorsi, Miriam Leone, Claudio Santamaria, Carolina Crescentini, Beatrice Savignani, Margherita Pantaleo ed altri. Il film è arrivato nelle sale il 29 Gennaio 2026.

Carlo (Stefano Accorsi) ed Elisa (Miriam Leone), coppia affermata e brillante, vivono a Roma tra successi, abitudini e un amore che, forse, non è più quello di una volta. Lui è un professore universitario e scrittore in crisi creativa, lei una giornalista brillante e stimata anche all’estero. In cerca di nuovi stimoli, partono per il Marocco insieme ai loro amici di sempre, Anna (Carolina Crescentini) e Paolo (Claudio Santamaria), e alla loro figlia adolescente, Vittoria (Margherita Pantaleo).

Tra dinamiche irrisolte, segreti e sguardi che confondono i confini e mettono in discussione certezze acquisite, il gruppo si trova a fare i conti con ciò che nessuno avrebbe mai voluto affrontare. E poi arriva Blu (Beatrice Savignani), giovane studentessa di filosofia di Carlo, misteriosa presenza che accende interrogativi e tensioni. In un paesaggio lontano, caldo e immobile, i rapporti si tendono, si rivelano, si trasformano. Perché a volte basta una crepa minuscola per far crollare tutto ciò che sembrava stabile. E perché forse non si conosce mai davvero le persone che si hanno accanto.

Le relazioni al centro: Muccino torna alle origini

Gabriele Muccino costruisce il film Le Cose Non Dette come un affresco emotivo in cui le relazioni rappresentano il vero motore narrativo. Ogni personaggio è definito non solo da ciò che dice, ma soprattutto da ciò che sceglie di tenere. I rapporti di coppia, le amicizie e i legami familiari vengono osservati con attenzione quasi chirurgica, mostrando come il tempo e le omissioni possano alterare anche i legami più solidi. Il film si muove tra dialoghi intensi e silenzi carichi di significato, restituendo un ritratto credibile e dolorosamente umano delle difficoltà comunicative contemporanee.

Con Le Cose Non Dette, Muccino torna a esplorare alcuni dei temi fondanti della sua filmografia: l‘amicizia messa alla prova dal tempo, la passione che si trasforma, la crisi di coppia e l’incapacità di comunicare davvero. Si tratta di territori narrativi già frequentati (ad esempio, nel film L’Ultimo Bacio), ma qui vengono affrontati con uno sguardo più maturo e meno impulsivo. Il film sembra riflettere non solo sui personaggi, ma anche sul percorso artistico del regista, offrendo una rilettura più consapevole delle dinamiche emotive che hanno sempre attraversato il suo cinema.

Interpretazioni intense e fisiche

Il cast offre interpretazioni solide e coinvolgenti, capaci di sostenere la forte carica emotiva del racconto. Stefano Accorsi e Claudio Santamaria incarnano due modalità differenti di affrontare il conflitto interiore, dando vita a personaggi complessi e sfaccettati. Miriam Leone e Carolina Crescentini si distinguono per la profondità emotiva dei loro ruoli, evitando qualsiasi semplificazione o stereotipo. Muccino lavora sui volti e sui corpi, affidando spesso agli sguardi e alle posture il compito di esprimere ciò che resta impronunciabile, rafforzando così la dimensione emotiva del film.

La regia segue un andamento volutamente irregolare, alternando momenti di forte intensità emotiva a sequenze più introspettive. Il ritmo non cerca l’omogeneità, ma si adatta allo stato d’animo dei personaggi, accompagnandone le oscillazioni interiori. La messa in scena è essenziale e misurata, priva di eccessi visivi, e contribuisce a mantenere l’attenzione sulle dinamiche umane piuttosto che sull’estetica. È uno stile riconoscibile, coerente con la poetica del regista, che privilegia l’emozione alla spettacolarizzazione.

Quanto si conosce la persona al proprio fianco?

Il significato profondo del film risiede nella riflessione sul valore del silenzio e sulle sue conseguenze. Le Cose Non Dette suggerisce come evitare il confronto possa diventare una forma di difesa, ma anche una condanna emotiva. Il finale, privo di soluzioni semplicistiche, resta coerente con il percorso narrativo costruito e lascia spazio all’interpretazione dello spettatore. È una conclusione che non cerca l’effetto, ma il senso, invitando a riflettere su quanto sia difficile – e necessario – trovare il coraggio di dire ciò che conta davvero. Rispetto al romanzo Siracusa, Muccino si prende abbastanza libertà per centrare meglio l’obiettivo e si discosta volutamente dal tono descrittivo del libro per concentrarsi meglio sull’impatto visivo ed emotivo dei conflitti di coppia e portando così la narrazione anche ad un tono più noir e torbido.

La riflessione più riscontrata dal film è la seguente: quanto si conosce davvero la persona con cui si è intrapresa una relazione? Quanti segreti nasconde per evitare il conflitto? Quella parola mancata è tale, come atto conseguenziale alla crepa che si è cercato di nascondere, dietro la “recita della coppia felice”? La comunicazione e il mettersi a nudo può salvare il rapporto in tempo o non ammettere che ormai è finito da tempo? Basta guardarsi attorno e ci si rende conto che le situazioni riscontrate nel film sono molto più comuni di quel che sembra, ma non ci si accorge di nulla (o si fa finta di non vedere). Attenzione: non sono tutte così le relazioni di coppie (o le relazioni umane in generale) e menomale, ma il film suggerisce che bisognerebbe interrogarsi spesso su sé stessi e su chi si ha accanto.

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Le Cose Non Dette
Ottimo 8
Voto 8
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