Roberto Orci muore a 51 anni: produttore e scrittore di Star Trek

Roberto Orci, scrittore e produttore di franchise come Star Trek e Transformers, è morto a causa di una malattia renale.

Erika Pezzato
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Roberto Orci, scrittore e produttore di franchise come Star Trek e Transformers, è morto a causa di una malattia renale.

Nella giornata di ieri è stato riferito che Roberto Orci, regista, produttore e sceneggiatore messicano-americano, è morto nella sua casa di Los Angeles il 25 febbraio all’età di 51 anni.

Orci è stato collaboratore di lunga data di J.J. Abrams e Alex Kurtzman, suoi co-creatori della serie del 2008 Fringe. Collaborò alla scrittura di molti film di successo tra cui Mission Impossible III, Transformers di Michael Bay e al reboot di Star Trek di Abrams, compresi i sequel Into Darkness e Beyond.

roberto orci

La sua carriera risale al 1997 come scrittore e co-produttore esecutivo di Hercules: The Legendary Journeys, prodotto da Sam Raimi, e il celebre spin off Xena: The Warrior Princess, per poi diventare scrittore e produttore esecutivo di Alias, di Ambrams.

La sua prima collaborazione a un lungometraggio cinematografico fu con The Island di Bay nel 2005, scritto insieme a Caspian Tredwell-Owen e Kurtzman, suo co-sceneggiatore anche in Mission Impossible III diretto da Abrams, i primi due film di Transformers e i tre film di Star Trek tra il 2009 e il 2016.

Orci collaborò anche al Marvel Cinematic Universe lavorando alla sceneggiatura di Amazing Spider Man 2 assieme a Kurtzman e Jeff Pinker.

roberto orci

Nel 2020 Orci stava lavorando a un progetto per il nuovo universo di Spider Man, lanciato con Venom nel 2018. Il suo lavoro più recente è il reboot della Mummia con Tom Cruise, diretto da Kurzman.

Era un narratore visionario con un cuore sconfinato e un’anima meravigliosa

Così lo ricorda il fratello J.R. Orci: «Ma al di là dei suoi talenti creativi, era un amico compassionevole che avrebbe messo in pausa la sua vita per aiutare uno sconosciuto e trovare spazio nella sua casa per il cucciolo più trascurato del rifugio».

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