Nioh 3 Recensione, la rivoluzione di Team Ninja

Una rivoluzione, viaggi nel tempo, e il potere demoniaco che torna. Ecco la nostra recensione di Nioh 3, l'opera più ambiziosa di Team Ninja finora.

Gianluigi Crescenzi
Di
Gianluigi Crescenzi
Deputy Editor
Classe 90, invecchia bene tanto quanto il vino, anche se preferisce un buon Whisky. Ama l'introspezione, l'interpretazione e l'investigazione, e a volte tende a scavare molto...
- Deputy Editor
RecensioniNioh 3
Lettura da 23 minuti
9.6 Eccellente
Nioh 3

Collocare la serie di Nioh all’interno del panorama degli action RPG è sempre stata una missione un po’ particolare. La sua nascita ha visto arrivare un primo capitolo che prendeva molto dal genere souls, ma con molte differenze a dare spazio alla creatività e all’identità del gioco (oltre a una trama magistralmente raccontata) e una struttura a missioni che era tutt’altro che scontata. Un combat system rispettoso e impostato, per dare il suo meglio soprattutto dal punto di vista della fedeltà alla cultura nipponica, e soprattutto una narrazione che nel suo essere fantasy riusciva a chiudere il cerchio in modo dignitoso sul piano storico.

Si è passati poi a Nioh 2, che ha tirato necessariamente più in alto l’asticella della qualità tecnica, prendendo tutte le cose buone, senza però dimenticare lo smussamento delle parti del gameplay che effettivamente risultavano un po’ troppo “legnose”. Entrava in gioco anche un potere sovrumano molto particolare, a braccetto con la natura bivalente del/della protagonista che impersonavamo.

Cosa potevamo aspettarci quindi da Nioh 3? La paura del more of the same era dietro l’angolo, come era grande anche la paura che la troppa ambizione del team, dopo le dichiarazioni dei mesi scorsi, fosse segno del proverbiale “passo più lungo della gamba”. Con la nostra recensione di Nioh 3 vogliamo partire un po’ dalla fine, e dirvi già da adesso quello che pensiamo nella sua somma: è il miglior gioco della serie. Procediamo ora con ordine.

Una minaccia nascosta nel tempo

Ci troviamo nell’anno 1622 nel periodo Edo, quando Tokugawa Takechiyo, il protagonista che controlleremo in Nioh 3, è prossimo a diventare shogun. Prima di recarci a questo importante appuntamento potremo personalizzare sia nelle fattezze fisiche, sia nell’aspetto del viso. La fase di creazione del personaggio prenderà il tempo che desiderate, ma sappiate che sarà possibile poi modificare il tutto una volta che siete andati avanti nel gioco.

Come potete ben immaginare, questo appuntamento non avverrà, perché il fratello più giovane di Takechiyo, Tokugawa Kunimatsu, aveva altri piani in mente. Egli è consumato dall’invidia per la successione del fratello, e questo lo porta a servirsi dell’oscurità per fare un colpo di stato prima della cerimonia. Con gli Yokai e le forze demoniache lo vedremo compiere un tradimento in piena regola. Proprio quando sembra che sia giunta la nostra ora, il misterioso potere del nostro spirito guardiano Kusanagi corre in nostro aiuto, ma non vi anticiperemo nulla di più.

Da questo momento in poi inizia il nostro viaggio all’interno di altre tre diverse epoche della storia giapponese, dove la storia non sta andando proprio come ce la ricordavamo. Il potere degli Yokai è grandissimo, ed è in grado di corrompere qualsiasi cosa. In che modo viaggeremo? Quale sarà il nostro compito nello specifico? Tutto questo verrà scoperto a tempo debito.

Kunimatsu screenshot 2 nioh 3

La storia ci porterà a spasso nel tempo, dalle difese dei Tokugawa dal massiccio attacco di Takeda Shingen negli stati combattenti, fino al periodo Heian, passando per l’antichità, e per Bakumatsu, in un’era futura dove proprio nostro fratello Kunimatsu ha ceduto all’oscurità, autoproclamandosi shogun eterno. Il denominatore comune è che in tutti questi posti e periodi storici sarò presente la grandissima corruzione demoniaca inflitta dal Crogiolo: un reame oscuro nato dalla sete di potere di Kunimatsu, capace di inghiottire chiunque e tormentarlo all’infinito con gli Yokai. Come procederà la nostra storia?

L’unica speranza

Con il misterioso potere del nostro spirito guardiano e uno specchio molto particolare, potremo viaggiare in un posto che trascende il tempo, dove anche le anime dei caduti possono farci compagnia. Si tratta della Fossa Eterna, che sarà la nostra vera e propria base operativa. La presenza di questo posto è una grande e graditissima novità all’interno di Nioh, perché ci permetterà di fare avere a portata di mano tutto quello che ci serve per prepararci, in pieno stile soulslike, ma alla maniera di Team Ninja.

Al suo interno possiamo ad esempio trovare il fabbro, che ci garantirà tutti i servizi che ormai ben conosciamo, l’accesso alla sala segreta da thé per i clan (che si sbloccherà solo dopo aver completato la storia degli stati combattenti), diversi NPC con cui parlare e attivare missioni, un negozio dei Sudama, ma anche un database dove riguardare cutscenes, guardare le illustrazioni che abbiamo sbloccato, e soprattutto una piccola enciclopedia: questa darà accesso in breve a tutte le informazioni che servono ai giocatori, sulla storia del primo e del secondo Nioh, su cosa sono gli Spiriti Guardiani, di cos’è l’Amrita, sui periodi storici, e così via. Queste brevi letture sono molto consigliate, sia per fare un ripasso, sia ai nuovi giocatori che stanno intraprendendo la strada di Nioh per la prima volta.

La vera rivoluzione per la serie: l’open field

Parliamo dell’esplorazione prima ancora del gameplay, perché nonostante anch’esso abbia ricevuto diverse migliorie e modifiche rispetto al già ottimo secondo capitolo, l’esplorazione impostata con l’open field è la novità più grande mai inserita finora nella serie. I primi due Nioh avevano una struttura impostata, dove le missioni erano ad “entrata ed uscita” in zone specifiche, alle quali si poteva accedere da una mappa del mondo. In Nioh 3 però è stata introdotta una delle caratteristiche da sempre tra le più amate – e quasi imprescindibile – dei soulslike: un’esplorazione in una mappa interconnessa, che porti i giocatori a trovare oggetti, segreti, e bonus sparsi. Diciamo che la struttura è a metà tra i classici del genere e i vecchi open world, e il paragone più simile che possiamo trovare in tal senso è quello con Rise of the Ronin.

Parliamo solo di similitudine nella gestione della mappa, perché tutto il resto grida “Nioh” nel modo più classico, dagli elementi presenti sulla mappa e il level design, fino ai collezionabili da trovare, che saranno sempre utili e mai superflui. Questi comprendono sia dei punti di preghiera alle statue dei Sei Jizo (che ci faranno guadagnare il merito di Jizo da distribuire ai santuari di respawn), sia i simpatici Yokai amichevoli, come gli Incespigatti da inseguire e accarezzare per ottenere premi, i Chijiko da colpire in volo e anch’essi da accarezzare (ognuno ci darà ciocche del Ninja o del Samurai per sbloccare le arti), e chiaramente i cari e vecchi Kodama, che ci serviranno per guadagnare il loro merito e di conseguenza potenziare la loro benedizione.

Le zone saranno chiaramente diverse morfologicamente, e avranno un livello consigliato per l’esplorazione: va da sé che le minacce che troveremo in una o l’altra saranno più o meno difficili da gestire. Esplorare ci porterà a scoprire scorciatoie, zone segrete e da raggiungere con il potere sdegli spiriti, dungeon legati alle missioni, ma anche missioni secondarie e Miti da portare a termine, i cosiddetti “Nemici Formidabili“, le tombe dei Redivivi da sfidare (con anche la novità di demoni più potenti, che accumulano il rancore dei redivivi sconfitti), visitatori da evocare per aiutarci, e molto altro.

L’unico rischio del sistema a zone, in parte scongiurato da un buon bilanciamento nella progressione del personaggio, è che diventare sempre più forti renda il backtracking delle vere passeggiate di salute, soprattutto se state tornando in alcune zone per completare delle missioni secondarie lasciate indietro, o dei collezionabili.

Le attività nel mondo di gioco

Questo elenco però è stato solo parte di ciò che ci troviamo di fronte, e abbiamo lasciato il meglio alla fine. In primis nella mappa sono sparse delle “basi nemiche” da conquistare, una cosa già vista in altri titoli ma che non perde il suo fascino, e che ci permetterà più che in altre occasioni di sfruttare le nostre capacità stealth. La seconda attività da sottolineare è la possibilità di sfidare degli abilissimi NPC chiamati “Maestri“: ci scontreremo con loro in duelli uno contro uno, e sconfiggerli ci darà accesso a delle arti e a dei pezzi di equipaggiamento unici.

L’altra attività, più comune ma non meno importante, è quella legata alla maledizione del Crogiolo. Oltre alla grande zona del crogiolo infettata, che dovremo liberare per la storia, sono presenti per la mappa dei Crogioli minori e delle Punte di Crogiolo. Praticamente si tratta di piccole zone corrotte dal crogiolo, che ci faranno sfidare alcuni yokai prima di poterle purificare: riuscendo nell’impresa avremo chiaramente alcuni premi in oggetti, ma facendo crescere il numero di quelli purificati andremo ad ottenere anche diversi bonus, come potenziare i nostri spiriti guardiani sbloccando le loro abilità sopite, o aumentare il cap della nostra forza spirituale, e altro ancora.

La sfida più grande, nonché novità più grande in assoluto per il mondo di gioco, sono i Crogioli maggiori che andremo a purificare durante la storia. Queste zone sono enormi, dei veri e propri dungeon pregni di corruzione, e ovviamente al loro interno nulla può essere normale. Al loro interno gli Yokai sono più potenti e infliggeranno più danni, ma anche per questo le ricompense saranno maggiori. In più, come capita anche nelle punte e in quelli minori, subire dei danni significa anche accumulare Erosione nella propria salute massima: quella vita non può essere curata a meno che non ci si rigenera dall’erosione in alcuni modi specifici (che possono essere terminare il crogiolo, o dare agli elisir di cura il potere di farlo). Sono presenti tra gli equipaggiamenti anche delle armi chiamate “armi del crogiolo”, droppabili in questi posti e che avranno dei parametri aggiuntivi… ma che ci sia un effetto particolare se le si usa?

Modalità cooperativa

Durante la nostra esplorazione, potremo decidere anche di sfruttare la modalità cooperativa. Se la Sala da Thé segreta è la parte multiplayer più asincrona per guadagnare gloria per il clan a cui abbiamo fatto i nostri voti, e le evocazioni dei visitatori ci faranno aiutare da altri in formato NPC, il vero cuore del multiplayer sta nella appunto nella modalità cooperativa, che in Nioh 3 sono le Spedizioni. Queste si suddividono in Modalità storia e Missioni.

Nella Modalità Storia, i progressi e la trama andranno avanti nel mondo dell’host, e gli ospiti saranno dei compagni durante l’esplorazione e le missioni. Chiaramente gli ospiti avranno la loro salute, che si rigenererà insieme a quella dell’host quando pregherà a un santuario. Sarà presente anche una “barra dell’assistenza”, che diminuirà ogni volta che un giocatore muore, e se si esaurirà, la missione fallirà. Nella Modalità Missione invece si può giocare con i propri compagni rigiocando missioni completate, ma ci sono alcune differenze con l’altra modalità, che la rendono un po’ più hardcore.

Un combat system rinnovato

L’altra grossa novità che ci porta Nioh 3 riguarda il combat system. Partiamo col dire che molto è rimasto invariato rispetto a l secondo capitolo, specialmente per quanto riguarda alcuni moveset dedicati alle armi, al modo in cui si sbloccano le arti, e chiaramente tutto ciò che riguarda i movimenti base, oggetti rapidi, purificazione del mondo yokai (dove non possiamo recuperare Ki) ed altro. Tuttavia ci sono alcuni cambiamenti radicali che hanno spezzato la monotonia, e portato tanta tanta libertà.

Ora il nostro protagonista possiede il doppio salto (non aspettatevi un secondo balzo alla DMC, sarò comunque piccolino), addirittura sarò disponibile fin da subito come movimento base, ed è utile a dir poco per raggiungere zone leggermente più alte, e soprattutto per rendere più precisi gli atterraggi, cosa a dir poco gradita. Questo ha aperto il mondo non solo a diversi tipi di attacchi, compresi attacchi in salto o in discendenza, ma anche all’approccio più dinamico fornendo un’alternativa alla schivata classica (occasionalmente).

Il nostro spirito guardiano ci darà la possibilità di trasformarci in Artefatto Umano quando l’indicatore sarà carico, ma ci darà anche la possibilità di usare delle mosse in combattimento, anche loro con i propri indicatori. I nuclei d’anima purificati invece essere equipaggiati presso il santuario, in due posizioni Yin e Yang. Questi ci daranno accesso ad altri benefici, come ad esempio dei talismani da utilizzare per avere dei baf, o evocando per breve tempo un attacco yokai appartenente alla creatura corrispondente.

Il nostro personaggio sarà estremamente versatile, e con tutti i bonus, i titoli le anime, e altre cose ottenibili, potremo personalizzare a piacimento il nostro stile di gioco e le nostre tattiche. Ma qual è la caratteristica principe di questa versatilità? I due stili di combattimento.

Ninja e Samurai

Per non farci mancare nulla, la novità più grande è che il nostro protagonista Tokugawa Takechiyo è stato addestrato dai migliori in assoluto per essere allo stesso tempo un Ninja e un Samurai. Ciò significa che in qualsiasi momento, che sia combattimento o esplorazione, potremo switchare tra uno stile e l’altro. Al contrario del solito, cambiare stile ci farà avere skill diverse: ad esempio con il Samurai utilizzeremo il Ritmo Ki, le pose delle armi (Alta, Media, Bassa, Fodero), e delle specifiche famiglie di armi; mentre quando saremo Ninja potremo essere più agili, utilizzare una schivata creando delle illusioni che fanno da capro espiatorio, utilizzare il ninjutsu, e anche in questo caso delle specifiche famiglie di armi.

Questo dualismo cambia totalmente il nostro approccio in combattimento, anche perché sia le tattiche, sia la nostra robustezza o agilità dipenderanno da cosa abbiamo equipaggiato in quel momento. Esatto, dovremo gestire ben 2 set di equipaggiamenti contemporaneamente, quindi cambiare il nostro stile equivale a cambiare interamente il nostro set di armature e amuleti. Per cambiare tra l’uno e l’altro stile utilizzeremo il tasto R2, tenendolo premuto.

Con lo stesso tasto però attiveremo un’altra delle feature fondamentali: il contrattacco. Questo sarà fondamentale per bloccare gli attacchi che non è possibile parare o schivare (contraddistinti da un colore rosso), e in più spezzeranno il Ki del nemico (o dei boss) aprendoci uno spiraglio per attaccare. Pensate che con i giusti bonus ottenuti possiamo anche utilizzarli per curarci una piccola quantità di salute. L’unica pecca di questo è che si trova sullo stesso tasto del cambio di stile (R2), quindi non sarà raro che bloccare con tempismo perfetto ci porti anche a cambiare stile involontariamente.

Nemici e boss

Ma a che servirebbe un buon combat system senza dei nemici da far fuori? Ebbene, i nemici ci sono, e sono tanti, ma non in numero eccessivo a livello di quantità. Ciò che abbiamo gradito è stata la varietà dei nemici, con dei ritorni a dir poco obbligati, e qualche famiglia di yokai che ancora non avevano fatto la loro apparizione. Chiaramente ci saranno alcuni di loro che saranno estremamente più ostici da sconfiggere, anche tra i classici nemici in field, ma niente che non sia superabile se si apprendono per bene le meccaniche di combattimento.

Il discorso dei Boss è diverso: cambiando la struttura del gioco da missione ad esplorazione, è chiaro che ora in giro per la mappa alcuni boss saranno semplicemente dei mostri da campo un po’ più potenti, ma è vero anche che con alcune missioni secondarie ci troveremo di fronte dei boss davvero niente male, con qualche piccolo deja-vu del passato (ad esempio nelle grotte maledette degli stati combattenti, troveremo un boss che è un’autocitazione del primo Nioh, che abbiamo decisamente apprezzato ndr).

I Boss della storia, dal canto loro, saranno in gran parte delle vere spine nel fianco, soprattutto quelli Yokai. I nemici umani, nonostante utilizzeranno anche loro delle tecniche formidabili, saranno un po’ più gestibili. Si parla di differenze di approccio ovviamente, ma possiamo assicurarvi che la sfida offerta è sempre garantita (senza strafare con terze e quarte fasi astruse e infinite), ed era un bel po’ che non provavamo una genuina sensazione di soddisfazione a combattimento finito come in questi casi.

Nioh 3 nel suo aspetto tecnico

Abbiamo avuto la fortuna di provare Nioh 3 con largo anticipo sulla nostra PlayStation 5, constatando quanto potesse effettivamente essere gradevole sia in modalità grafica, sia in modalità performance. Al netto dei nostri test, il gioco si comporta benino in modalità grafica, e la qualità si vede davvero dal punto di vista della cura, nonostante purtroppo debba mostrare largamente il fianco al framerate, che non sempre rimane stabilissimo, ma che comunque si presenta in modo accettabile.

Abbiamo di gran lunga preferito però la modalità performance, dove sacrificando un po’ della sua cura ai dettagli, abbiamo ottenuto degli fps maggiori e soprattutto stabili, con una fluidità che abbiamo reputato imprescindibile per godere al meglio di questa avventura (data anche soprattutto la precisione e il timing ce servono in questa branca di RPG).

Abbiamo già parlato di un level design ottimo (graziato da texture discrete anche in mod performance) e di un buon bilanciamento, cosa che si affianca con un combat system che gestisce bene i ritmi, e con un input lag assente, tutte cose che rendono Nioh 3 il gioco storicamente più curato del team di sviluppo.

Ciò che abbiamo reputato meno performante è stata la quality of life del gioco, che nonostante cerchi di fare del suo meglio, si porta dietro i problemi più grandi fin dal primo Nioh: tantissimi menù per altrettante meccaniche diverse, poca chiarezza e differenza visiva per come si pongono, cosa ci metteva in difficoltà allora e continua a farlo, nonostante siamo giocatori ben navigati della serie. Ovviamente pian piano ci si arriva, ma la curva d’apprendimento è decisamente ripida per la gestione di tutto, cosa che può scoraggiare non poco coloro che ancora non hanno mai avuto approcci con la serie. C’è da dire che per fortuna la localizzazione completa in italiano per testi e sottotitoli aiuta in modo enorme, quindi il rischio più grande è scongiurato.

L’unico vero difetto rimane quello che un po’ simpaticamente possiamo definire “il marchio di fabbrica” di tutti i giochi sviluppati da Team Ninja, ovvero quello che ci piace definire “infinite loot“: anche questa volta, e molto più di altre volte, a forza di esplorare, combattere e saccheggiare nemici e cadaveri, ci ritroveremo con una mole spropositata di equipaggiamenti da gestire e accumulare. decine e decine tra armi, accessori, armature – pezzo per pezzo – che dovremo decidere se vendere, scartare, utilizzare per estrarre l’anima o altro… e si, calcolate che stavolta l’equipaggiamento è doppio perché li abbiamo diversi per i due stili di combattimento differenti. Davvero dopo tutto questo tempo non si è riusciti a trovare una soluzione per gestire in modo più “sano” gli equipaggiamenti in eccesso?

Nioh 3
Eccellente 9.6
Voto 9.6
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Classe 90, invecchia bene tanto quanto il vino, anche se preferisce un buon Whisky. Ama l'introspezione, l'interpretazione e l'investigazione, e a volte tende a scavare molto più del necessario. Inguaribile romantico, amante della musica e cantante in erba, si destreggia tra hack n'slash, soulslike, punta e clicca e... praticamente qualsiasi altro tipo di gioco.