Fatal Frame 2: Crimson Butterfly Remake, Pronti a rivivere l’incubo?

Il remake di Fatal Frame 2: Crimson Butterfly promette di riportare in auge l'horror giapponese con una fedeltà al passato che farà felici i fan, ma con qualche concessione alla modernità.

Simone Lelli
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Simone Lelli
Editor in Chief
Amante dei videogiochi, non si fa però sfuggire cinema e serie tv, fumetti e tutto ciò che riguarda la cultura pop e nerd. Collezionista con seri...
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ImpressioniFatal Frame 2 Remake
Lettura da 6 minuti

Prima di immergerci nel cuore pulsante di questa anteprima, facciamo un breve ripasso sulla saga di Fatal Frame. Conosciuta in Giappone come Project Zero, questa serie di videogiochi survival horror è diventata famosa per l’ambientazione fortemente ispirata al folklore giapponese e per la meccanica di gioco basata sull’utilizzo di una macchina fotografica, la Camera Obscura, come arma principale contro gli spiriti maligni. I titoli ci trasportano in luoghi infestati, intrisi di storia e mistero, dove ogni scatto può fare la differenza tra la vita e la morte. La saga ha sempre saputo creare un’atmosfera unica, fatta di terrore psicologico e jumpscare ben calibrati, diventando un punto di riferimento per gli amanti dell’horror.

Ritorno alle origini

Abbiamo avuto l’opportunità di provare in anteprima Fatal Frame 2: Crimson Butterfly Remake per circa due ore, un lasso di tempo sufficiente per farci un’idea piuttosto precisa di ciò che questo titolo ha da offrire. Questo remake, come suggerisce il nome, è una rivisitazione del secondo capitolo della saga, considerato da molti uno dei migliori esponenti del genere horror videoludico. Il gioco riprende la struttura, l’impostazione e le novità introdotte nella versione per Nintendo Wii, arricchendole con ulteriori migliorie tecniche e grafiche. L’uscita è prevista per il 12 marzo 2026 su PC, PlayStation 5, Xbox Series X/S e Nintendo Switch 2, promettendo di raggiungere un vasto pubblico di appassionati.

Fin dai primi istanti di gioco, Fatal Frame 2: Crimson Butterfly Remake ci catapulta in un’atmosfera opprimente e terrorizzante. Il villaggio abbandonato in cui si svolge la vicenda è reso in modo superbo, con un’attenzione maniacale ai dettagli che contribuisce a creare un senso di ansia costante. L’utilizzo sapiente delle luci e delle ombre, unito a un audio spaziale ben calibrato, amplifica la sensazione di pericolo imminente. Tuttavia, è importante sottolineare che il ritmo di gioco potrebbe non piacere a tutti. Lento e compassato, con attese e attraversamenti lenti nelle ombre, il gioco richiede pazienza e predisposizione all’esplorazione meticolosa.

Fedeltà al passato

Una delle caratteristiche più evidenti di questo remake è la sua fedeltà al “vecchio stile”. L’esperienza di gioco è volutamente ancorata a scelte “d’epoca”, a partire dall’inizio senza preamboli che ci getta immediatamente nel vivo dell’azione. La sensazione è quella di trovarsi di fronte a un survival horror classico, con tutti i pregi e i difetti che ne conseguono. Questo approccio conservativo potrebbe scoraggiare i giocatori più abituati a ritmi frenetici e action sfrenato, ma saprà sicuramente conquistare i nostalgici e gli amanti delle atmosfere cupe e riflessive.

Nei panni di Mio, una delle due protagoniste gemelle, ci muoviamo all’interno del villaggio con una certa rigidità. I controlli, pur non essendo dei veri e propri tank control, risultano comunque legnosi e ingessati. Questo contribuisce a creare una sensazione di vulnerabilità e a rendere ogni movimento più ponderato. La lentezza dei movimenti, unita alla scarsa illuminazione, ci costringe a prestare attenzione a ogni angolo e a valutare attentamente ogni passo.

Il cuore del gioco: la Camera Obscura

Il fulcro del gameplay di Fatal Frame, ovviamente, risiede nell’utilizzo della Camera Obscura. Come già accennato, questa macchina fotografica speciale è l’unica arma in grado di danneggiare e sconfiggere gli spiriti che infestano il villaggio. I combattimenti si svolgono fotografando i fantasmi, cercando di inquadrarli nel momento di maggiore vulnerabilità per infliggere danni ingenti. Niente frenesia, quindi: contano l’attesa, la posizione e il tempismo dello scatto più che i riflessi “action”. La meccanica dello scatto, ancora oggi, risulta particolare e intrigante, richiedendo una buona dose di strategia e pazienza.

Il remake riprende la visuale dietro le spalle introdotta nella versione per Nintendo Wii, abbandonando le telecamere fisse che caratterizzavano i primi capitoli della saga. Questa scelta, pur rendendo l’esperienza di gioco più dinamica, non snatura l’atmosfera claustrofobica e ansiogena che contraddistingue Fatal Frame. L’ambientazione principale, come detto, è il villaggio abbandonato, un luogo ricco di storia e mistero che ci mette costantemente a disagio fin dai primi passi. La cura dei dettagli, sia a livello grafico che sonoro, contribuisce a creare un’esperienza capace di intrigare e mettere ansia allo stesso tempo.

Le prime due ore di gioco ci hanno lasciato un’ottima impressione. Fatal Frame 2: Crimson Butterfly Remake sembra essere un remake realizzato con cura e rispetto per il materiale originale. La fedeltà al passato, unita a una serie di migliorie tecniche e grafiche, potrebbe renderlo un titolo imperdibile per gli amanti dell’horror giapponese.

Resta da vedere come si evolverà l’esperienza di gioco nelle ore successive, soprattutto alla luce della presenza di contenuti inediti come nuove aree, missioni secondarie e un finale alternativo. Speriamo che questi elementi aggiuntivi siano in grado di arricchire ulteriormente l’esperienza senza snaturare l’essenza del gioco originale. In definitiva, le aspettative sono alte e non vediamo l’ora di poter mettere le mani sulla versione completa per fornirvi un giudizio definitivo.

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Amante dei videogiochi, non si fa però sfuggire cinema e serie tv, fumetti e tutto ciò che riguarda la cultura pop e nerd. Collezionista con seri problemi di spazio, videogioca da quando ha memoria, anche se ha capito di amarli su quell'isola di Shadow Moses.