Bethesda cambia strategia: il futuro dello studio passerà da Fallout e The Elder Scrolls

Dopo i licenziamenti annunciati da Microsoft, Bethesda conferma una nuova strategia focalizzata sui suoi franchise più importanti.

Nicolò Fratangeli
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Nicolò Fratangeli
Nato col videogioco nel sangue, riceve a sei anni la sua prima console: l'indimenticabile SNES; distruggendo joystick a furia di Donkey Kong Country e Super Mario,...
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Dopo la nuova ondata di licenziamenti annunciata da Microsoft, anche Bethesda ha commentato la situazione, delineando la direzione che seguirà nei prossimi anni. Attraverso un messaggio firmato dalla responsabile dello studio, Jill Braff, è stato confermato che l’azienda intende concentrare i propri investimenti sui franchise più importanti, con Fallout e The Elder Scrolls destinati a ricoprire un ruolo centrale nella strategia futura.

Braff ha innanzitutto rivolto un pensiero ai dipendenti coinvolti dalla riorganizzazione, ringraziandoli per il contributo dato nel corso degli anni. Nel suo messaggio ha sottolineato come il talento, la creatività e l’impegno delle persone colpite abbiano avuto un ruolo fondamentale nella crescita di Bethesda, assicurando che la priorità dell’azienda sarà quella di supportarle durante questa fase di transizione.

Secondo la dirigente, i cambiamenti fanno parte di una più ampia ristrutturazione della divisione Xbox, nata con l’obiettivo di rendere l’organizzazione più efficiente, migliorare la gestione dei progetti e costruire basi più solide per affrontare le sfide future. Una scelta che, ha spiegato, riflette anche le profonde trasformazioni che stanno interessando l’intera industria videoludica, sempre più complessa sia dal punto di vista dello sviluppo sia sotto l’aspetto economico.

Uno degli elementi più significativi del comunicato riguarda proprio il nuovo modello organizzativo che Bethesda intende adottare. Se in passato ogni studio interno operava seguendo una propria roadmap quasi indipendente, d’ora in avanti la pianificazione sarà maggiormente orientata ai brand di maggiore successo. L’obiettivo è sviluppare una strategia condivisa che permetta di distribuire in modo più efficace risorse, personale e tecnologie tra i vari team, concentrando gli investimenti sui progetti con il più alto potenziale nel lungo periodo.

Questa nuova impostazione dovrebbe consentire una collaborazione più stretta tra gli studi appartenenti al gruppo Bethesda, favorendo la condivisione delle competenze e una gestione più coordinata delle principali proprietà intellettuali. In quest’ottica, saghe come Fallout e The Elder Scrolls rappresenteranno il fulcro dello sviluppo futuro, senza escludere che anche altre IP considerate strategiche possano ricevere maggiore attenzione.

Pur riconoscendo la difficoltà del momento, Jill Braff ha concluso il suo intervento ribadendo la fiducia nelle capacità del team e nel valore delle proprietà intellettuali possedute da Bethesda. Secondo la dirigente, la riorganizzazione in corso punta a creare un’azienda più solida e competitiva, capace di continuare a investire nei giochi e nelle serie che hanno contribuito a renderla uno dei nomi più importanti dell’industria videoludica.

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Nato col videogioco nel sangue, riceve a sei anni la sua prima console: l'indimenticabile SNES; distruggendo joystick a furia di Donkey Kong Country e Super Mario, riceve un paio di anno dopo l'amore della sua vita: Sony PlayStation. Console che l'accompagnerà per tutta la sua carriera videoludica, tantè che la ritroviamo attaccata e funzionante nella sua cameretta, appena sotto le sorelle maggiori. Da buon collezionista e amante di retrogaming passa parte del tempo su Ebay a cercare qualche chicca Retrò, ritrovandosi ogni volta in lacrime alla vista del prezzo di Suikoden II PAL.