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Super Smash Bros. Ultimate – Hands On, il picchiaduro Nintendo torna in gran forma

Nei giorni scorsi siamo andati in quel di Milano per partecipare all’evento post E3 di Nintendo. Per l’occasione abbiamo potuto provare il tanto atteso Super Smash Bros. Ultimate che, come ben sappiamo, è stato al centro della conferenza losangelina della grande N. Infatti la curiosità di provare il gioco era davvero tanta, soprattutto per due motivi: il titolo si presenta con un roster talmente vario e stratificato che può appagare lo stile di combattimento di qualunque giocatore, il secondo è che i ritmi sembrano essere più frenetici e fluidi rispetto ai suoi predecessori. Sicuramente il videogame continua a essere centrale per i suoi fruitori storici, ma con un parco personaggi così ampio anche i nuovi utenti possono approcciarsi alla saga senza nessun timore o paura. Abbiamo avuto modo di provarlo a lungo, potendo dunque ammirare diversi scenari e le capacità dei character. Detto questo, basta dilungarsi troppo ed ecco come è andata la nostra esperienza con Super Smash Bros. Ultimate.

Chi mena per primo, mena due volte

Come sappiamo uno dei punti di forza del brand è la presenza di idoli e icone che hanno fatto la storia del videogioco della Casa di Kyoto. Per gli appassionati è un sogno a occhi aperti e, mettendo insieme questa accozzaglia di eroi e cattivi, uniti a uno spirito sia competitivo che da party game, si è arrivati a un titolo che non ha nulla da invidiare ai diretti concorrenti presenti sulle altre console. Il videogame come confermato più volte da Nintendo si prepara a diventare il cross-over più grande mai creato nella storia del nostro medium di riferimento. Ovviamente però non è il numero di personaggi a fare il videogame, dunque ci siamo avvicinati alla nostra prova con la speranza che davanti a noi non si trovasse solo la versione migliorata e estesa del precedente capitolo, ma un gioco nuovo che fosse in grado di regalarci sensazioni familiari e nuove allo stesso tempo. Per ovvi motivi le meccaniche che hanno reso grande la serie sono state mantenute, così da non dover far riabituare da zero i fan storici. Per i nuovi utenti ci sarà un duro lavoro da fare, memorizzare mosse, tempistiche, schemi e tanto altro, sarà un lavoro certosino nelle prime fasi, ma vi posso assicurare che con una leggera pratica, e qualche sonora batosta, riuscirete ben presto ad assimilarle.

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Durante la nostra prova abbiamo potuto vedere con certezza che, nonostante la struttura consolidata delle meccaniche di base, sono state introdotte molteplici migliorie. La maggior parte di esse sono legate al sistema di controllo o al giusto bilanciamento tra i vari personaggi. Il gioco gira in maniera stabile a 60 fps, e queste prestazioni sono state promesse anche nella versione portatile, che però non abbiamo avuto modo di testare. Gli attacchi in aria sono molto più facili da eseguire e con una maggiore fluidità, anche se per essere sfruttati al meglio, questo discorso vale anche per le schivate aeree, avrete bisogno comunque di una discreta pratica e precisione. Il ritmo degli scontri è molto più ragionato, anche se l’istinto continuerà a farvi da padrone soprattutto nei momenti più critici. Il gameplay dunque sembra essere la limatura del capitolo precedente, andando a puntellare quanto basta alcune situazioni per rendere tutta l’azione ben coerente con il contesto di appartenenza. I vecchi giocatori tuttavia avranno un ottimo feeling fin da subito, apprezzando i nuovi dettagli e lo splendido colpo d’occhio che l’esperienza è in grado di regalare, con colori accesi e brillanti.

Pugni nelle mani

In conclusione possiamo dire che per capire nel profondo Super Smash Bros. Ultimate bisogna necessariamente provare con mano l’opera multimediale. Ogni parola sembra superflua, insufficiente per riuscire a spiegare un gameplay così tanto dinamico, variegato e malleabile alle esigenze di qualunque utente. Il gioco sarà la punta di diamante della line up Nintendo per il 2018, essendo un picchiaduro potrebbe sembrare quasi un videogame “di nicchia”, ma chiunque abbia una conoscenza approfondita della saga sa bene che non è così. Non ci resta che aspettare il rilascio ufficiale per poter capire e vedere di più, ma quanto testato è stato sicuramente abbastanza per farci alzare le aspettative alle stelle. Se tutto andrà bene come ci immaginiamo, i possessori di Switch si troveranno tra le mani un’esclusiva davvero di spessore.

Patrizio Coccia
Patrizio non era ancora nato quando entrarono in casa la Super Nintendo e Super Mario Bros. Pochissimi anni dopo, insieme a lui, arrivò anche la Play Station, e fu tutta un'altra storia. Aveva 4 anni quando a malapena riusciva a tenere il controller tra le mani, ma non mollò più la presa, imparando a giocare a tutti i generi. Appassionato di musica rap, film fantasy, e con un passato da writer, predilige indiscutibilmente i giochi di ruolo, fortemente affezionato alla serie di Kingdom Hearts di cui conserva l'intera collezione, spin-off inclusi.

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