A Knight Of The Seven Kingdoms (Il Cavaliere Dei Sette Regni) è una serie televisiva statunitense ideata da Ira Parker e George R. R. Martin. Si tratta di un prequel e spin-off della serie madre Game Of Thrones ed è un adattamento televisivo delle novelle di Dunk e Egg dello stesso Martin. Sarà composta da 6 episodi e ciascuno sarà rilasciato su HBO Max, a cadenza settimanale, da oggi fino al 23 Febbraio 2026.
La serie è ambientata circa 90 anni prima degli eventi di Game Of Thrones e descrive le avventure di Sir Duncan L’Alto (Dunk) e del suo scudiero Aegon Targaryen (Egg). In questo primo episodio, Dunk si dirige verso il prossimo torneo di Ashford, deciso a conquistare la vittoria come cavaliere alle prime armi. Prima di poter competere, però, Dunk deve trovare un cavaliere o un lord disposto a garantire per lui (l’impresa sarà tutt’altro che semplice). Durante la sua ricerca di qualcuno che faccia ciò e che ricordi il suo defunto maestro, Sir Arlan, Dunk incontra un ragazzino calvo di nome Egg. Con riluttanza e dopo qualche diffidenza, lo accetta come scudiero, promettendo di trattarlo bene purché Egg lavori sodo. Questo è solo l’inizio.
Quanto è collegata a GOT? Dobbiamo vederla prima?
Chi ha visto Game Of Thrones, sa quali sono gli elementi che caratterizzano questa Serie TV: intrighi, tradimenti, draghi, combattimenti e lotte per la conquista di un trono. Se uno si affaccia a questo nuovo spin-off, se ha già visto la serie madre, penserà “quanto ha di Game Of Thrones?”. Se invece, la si guarda senza conoscere completamente questo mondo creato da George R. R. Martin, ci si chiederà: “posso vederla?” La risposta è che A Knight Of The Seven Kingdoms è una serie che può essere vista sia da coloro che si sono addentrati nel mondo fantasy e pieno di intrighi creato da Martin che da coloro che non hanno sanno di cosa parli quell’universo.
Questi ultimi possono recuperarla in un secondo momento, mentre i fan storici si ritroveranno un prodotto realizzato con un approccio totalmente diverso dal solito e coglieranno pochissimi riferimenti all’opera originale. Ma lo spin-off si sposterà su un personaggio inedito e vuole concentrarsi su un piccolo spazio, rimanendo con i piedi per terra. Vuole raccontare solo la storia di un personaggio su cui non si scommetterebbe un centesimo, e che invece pian piano – e dopo una lenta formazione e diverse avventure – avrà un ruolo centrale e si incastrerà alla mappa concettuale e alla trama complessa realizzata dall’autore delle Cronache Del Ghiaccio E Del Fuoco.

Uno spin-off meno cupo e più umano
Come anticipato, la serie è ambientata circa 90 anni prima di Game Of Thrones, in un’epoca in cui i Targaryen regnano ancora, i draghi sono ormai estinti e la cavalleria è più un ideale che una realtà. Un Westeros meno magico ma più umano. Non ci sono intrighi, draghi e momenti shock, ma un semplice episodio introduttivo che presenta i nuovi personaggi e che si concentra in uno “spazio più ridotto” e con “i piedi per terra”, riuscendo comunque a collocarsi con eleganza nel mondo di Game Of Thrones.
Si distacca volutamente dal tono cupo e politico della serie originale e viene presentata un Westeros più intimo e caratteriale, con un tocco di commedia e che presta molta attenzione all’umanità, mettendo da parte anche gli intrighi di corte e le questioni politiche. Non ci sono battaglie né momenti drammatici, ma punta molto sulla leggerezza e sulla semplicità. Ogni tanto inciampa in momenti umoristici che possono sorprendere i fan storici, abituati a toni differenti, ma questo però ha portato ad un tono disallineato in alcuni punti. Rimanendo nella semplicità, ci si concentra sulla vita quotidiana e sulla crescita personale dei protagonisti, fatta di cavaliere erranti, mercenari, taverne e tornei, meno magistrali e sontuosi ma più “vivi”.
La costruzione degli eroi, con ritmo e scrittura semplici
Con una scrittura molto semplice e senza impegnarsi più di tanto, A Knight Of The Seven Kingdoms con questo primo episodio si rivela un buddy movie che vede protagonisti Dunk, un cavaliere errante dal cuore d’oro ma ingenuo, e Egg (Aegon Targaryen), un ragazzo sveglio e intrigante che insiste per diventare suo scudiero, fino a riuscirci e instaurando un rapporto di amicizia pieno di tensioni ed humour (uno degli elementi più riusciti di questo episodio).
Prendendosi il suo tempo e rallentando il ritmo (motivazione scoraggiante per chi ha fretta e cerca altro), la nuova serie di GOT vuole costruire nuovi personaggi, e ha come protagonista un uomo che non è particolarmente un eroe, ma che cerca la sua dimensione provando a fare del suo meglio. Chiunque potrebbe immedesimarsi in lui, e in un mondo come quello di Game Of Thrones, fatto di personaggi imprevedibili e da cui ci si aspetta di tutto, ci voleva qualcuno più ingenuo e più umano che smorzasse i toni e che rappresentasse la cavalleria pura, differente da quella che abbiamo visto fin ora tra serie madre e primo spin-off. Se il primo episodio si presenta così, ci si aspetta un proseguimento in linea e anche interessante, nelle settimane successive.

