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Lucid Dream – Recensione del sogno di Dali Games

Lucid Dream

Quando un destino avverso ti tiene inchiodato a una sedie a rotelle, c’è un solo mondo dove puoi provare la felicità di vivere un’avventura, correndo tra cieli stellati e radure dorate dalla luce del tramonto: quello dei sogni.  Benvenuti nel titolo Indie sviluppato da Dali Games, benvenuti in Lucid Dream.

Lucid Dream è un’avventura grafica appartenente al genere dei “Punta & Clicca“, una categoria che al giorno d’oggi non riesce a catturare più di tanto l’interesse dei giocatori, ma che negli anni passati si è ritagliata una buona fetta di mercato grazie a videogames di qualità elevatissima come Broken Sword di Revolution Software e Monkey Island di LucasArts.

Come da tradizione per il genere di appartenenza, dunque, i giocatori non prenderanno il controllo diretto della piccola protagonista, ma indicheranno a lei la direzione verso la quale spostarsi attraverso l’utilizzo di un puntatore (insomma, il mouse, per intenderci).

Lucid Dream

La piccola Lucy

Lucy, condannata a vivere su una sedie a rotelle, può però contare sulle sue gambe nel mondo dei sogni, nel quale si avventura nel tentativo di salvare sua madre. In Lucid Dream il modo in cui questi sogni prendono vita a schermo è probabilmente l’aspetto più convincente in assoluto: attraverso mondi digitali onirici, splendidamente realizzati a mano, la nostra piccola protagonista incontrerà creature strane e all’apparenza indecifrabili, che a lei si faranno conoscere con i nomi di Metatron, Oneiromancer, Dreamweaver e altri che non sveleremo, per non rovinarvi la sorpresa. In totale, Lucy dovrà vagare all’interno di sette mondi differenti, dalle Hills of Grief alle Lunar Roofs, passando per la Terra delle Anime (Land of Souls), e ognuno di questi mondi sarà governato da una delle misteriose creature (in parte) menzionate. Esattamente come in un sogno “vero”, il giocatore si ritroverà immerso in un infuocato deserto, per ritrovarsi qualche attimo dopo a vagare per foreste e paludi. La cura per i dettagli, la qualità delle animazioni e lo stile grafico utilizzato sottolineano tutto l’amore che gli sviluppatori hanno infuso nella loro opera all’atto della sua realizzazione.

Come in qualsiasi videogame Punta & Clicca che si rispetti, Lucy dovrà intrattenersi in lunghi dialoghi, per poi cercare di venire a capo di vari enigmi attraverso l’utilizzo di oggetti raccolti nel corso dell’avventura. Tra i due aspetti appena menzionati, quello dei dialoghi (e in generale della scrittura) è sicuramente più riuscito degli enigmi, che risultano davvero troppo semplici. Consigliamo di affrontare quindi l’avventura al massimo livello di difficoltà al fine di avere una migliore percezione di “stordimento”, tipico dei sogni. Giocare al livello medio o (peggio ancora) al livello facile, renderà troppo semplice la vita di qualunque giocatore, anche del meno smaliziato, grazie (o a causa di) un’interfaccia che farà di tutto pur non di non farvi restare bloccati per interi minuti, evidenziando tutti gli oggetti e gli elementi interattivi presenti nello scenario. Lucid Dream, a nostro parere, va invece vissuto con la realistica sensazione di non saper bene dove ci si trovi e cosa si debba fare; i sogni sono spesso di difficile decifrazione, ed è un bene che in questo titolo vi sia la possibilità di provare queste emozioni. In ogni caso, gran parte degli enigmi che saranno proposti si baseranno sull’utilizzo dell’oggetto giusto nel posto giusto. Per fare un esempio, nelle primissime fasi di gioco basterà versare dell’acqua in una pentola e farla riscaldare, per attirare l’attenzione della madre della piccola Lucy, che sembra ignorare completamente la nostra presenza. Come dichiarato dagli sviluppatori, nel gioco saranno presenti oltre 200 oggetti con i quali interagire; non li abbiamo certo contati con precisione assoluta, ma di sicuro nel corso della nostra avventura ne abbiamo rinvenuti almeno 150: sono davvero tanti!

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Lucid Dream

Note “confuse”

Un po’ come nel fantastico “To the Moon” (Freebird Games), un ruolo fondamentale viene giocato dalla colonna sonora, in grado di emozionare il giocatore a ogni passo. Le note sembrano “respirare”, seguendo il ritmo delle emozioni provate da Lucy, salendo nei momenti di particolare “confusione” e facendo rilassare quando i mondi generati dai sogni sembrano voler accogliere la nostra piccola protagonista, avvolgendola in attimi di pace e tranquillità. Lucid Dream è anche molto triste, a dire il vero, e in più di un’occasione abbiamo faticato a trattenere qualche lacrima. Aggiungete a ciò il fatto che, chi si è occupato della stesura della trama dell’intero gioco, ha un particolare amore per i colpi di scena… Ma, davvero, non possiamo aggiungere nemmeno una virgola in merito, perché in caso contrario rischieremmo seriamente di rovinarvi il gusto dell’avventura.

Troviamo che sia davvero un peccato il fatto che gli sviluppatori non si siano presi più tempo per ampliare ulteriormente la storia, che può essere portata a termine in circa 6 ore. D’altronde, è così… Quando un’avventura ti “prende”, vorresti non finisse mai. Quella di Lucy, invece, termina un po’ troppo presto, ma il prezzo al quale viene venduto su Steam (12,49 €), giustifica ampiamente questa lacuna. D’altronde, anche il già citato “To the Moon”, richiede approssimativamente la stessa quantità di ore giocate per essere portato a termine.

Lucid Dream è un’avventura grafica meravigliosa, molto triste, colma di momenti emozionanti e capace di stupire il giocatore a più riprese. Gli splendidi mondi di gioco che avvolgono la protagonista sono disegnati, animati e illuminati in maniera semplicemente impeccabile. La colonna sonora contribuisce, con grande successo, a trasmettere emozioni davvero intense, prima tra tutte il senso di astrazione continuo, come un quadro che lentamente prende vita innanzi ai nostri occhi, ma del quale non subito se ne intende il disegno finale. Come in un sogno.

Lucid Dream

8

I ragazzi di Dali Games ci parlano attraverso Lucid Dream: vogliono narrarci vita e sogni della piccola Lucy, vagando tra mondi onirici splendidamente realizzati mentre, facendo la conoscenza di misteriose creature, una colonna sonora ci porta alle lacrime. Bellissimo ed imperdibile, anche se breve.

Giuseppe Fragola
Dall'ormai lontano 1997 abbatto Draghi virtuali, salvo Principesse, mando in visibilio gli stadi di mezzo mondo a suon di gol e anniento avversari con ogni mezzo a disposizione (dagli hadouken alle spade infuocate). Non vedo ragione per smettere, quindi continuo!

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