Dungeon Legends, Recensione: un nuovo viaggio nei sotterranei del Regno di Avel

Torna l’universo di Avel con un boardgame cooperativo leggero e avvincente, tra mostri in agguato, poteri magici e missioni da compiere: ecco la recensione di Dungeon Legends!

Alessio Cialli
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Alessio Cialli
Senior Editor
Eclettico personaggio, ha iniziato la sua carriera videoludica con un Commodore 64. Si consacra nei titoli Platform, Stealth e GDR. Titolo preferito: Alex Kidd in Miracle...
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Lettura da 7 minuti
8 Ottimo
Dungeon Legends

Dopo aver difeso il Regno di Avel dalle “Schegge del Male” in Chronicles of Avel, ecco arrivare Dungeon Legends, nuovo titolo stand-alone ambientato nello stesso universo. Stavolta gli eroi non sono più ragazzini, ma avventurieri adulti pronti a scendere sotto il Castello di Avel, esplorando 5 capitoli con difficoltà crescente. Pubblicato da Rebel Studio e distribuito in Italia da Asmodee, Dungeon Legends si propone come un dungeon crawler cooperativo veloce, con regole semplici e un pizzico di deck-building. Vale la pena ridiscendere nelle profondità del regno? Scopriamolo insieme nella nostra recensione!

Contenuto e qualità dei materiali

A primo impatto, Dungeon Legends colpisce per l’ordine e la cura riposta nella scatola. Al suo interno troviamo:

  • Un playmat in tessuto che funge da “tabellone” modulare, dove si posizionano le carte Luogo e si traccia l’avanzata dei mostri verso il Castello di Avel.
  • Una moltitudine di carte (oltre 150), suddivise tra Carte Eroe (i deck personali dei giocatori), Carte Mostro/Evento, e Carte Extra (potenziamenti, oggetti, ecc.).
  • Tuck-box (scatoline) separate per i 4 eroi, per i capitoli e per i componenti generici, così da facilitare il setup.
  • Carte Foil per i potenziamenti più rari, e un’ottima qualità di stampa.
  • Segnalini in cartone (punti ferita, Folletti che donano poteri speciali, risorse di “Magipolvere” e così via).

In sostanza, Dungeon Legends offre un apparato di componenti ben realizzati, impreziositi da artwork in stile fantasy-cartoon (ad opera di Bartłomiej Kordowski). L’organizzazione interna della scatola è magistrale, con istruzioni specifiche su come riporre ogni elemento nelle relative tuck-box.

Setup e struttura di gioco

Dungeon Legends si articola in 5 capitoli, ognuno con il proprio scenario, regole aggiuntive e obiettivi. Tuttavia, è possibile affrontarli in ordine sparso o rigiocare uno specifico capitolo indipendentemente dagli altri (la “campagna” è molto leggera e non crea un vero continuum narrativo). Il setup è rapido:

  1. Si sceglie un capitolo e si estraggono le carte Luogo relative, posizionandole sul playmat.
  2. Ogni giocatore prende la propria scatolina Eroe, con deck base e segnalini specifici.
  3. Si mescolano le carte generiche (Carte Universali) con quelle del capitolo, formando il mazzo di gioco (mostri/eventi).
  4. Si dispongono segnalini e risorse ai lati e si pescano 5 carte dal proprio mazzo Eroe.
  5. A questo punto, si colloca il proprio Eroe sul Castello di Avel e si è pronti ad iniziare.

Come si gioca: tra cooperazione, mostri in arrivo e obiettivi di scenario

Nel turno di un giocatore, si possono compiere diverse azioni alcune di queste anche più volte, se possibile. Chiaramente si potrà giocare carte dalla propria mano per attivare effetti (muovere, attaccare, generare Magipolvere, ecc.), con alcune carte che addirittura presentano un effetto “migliorato” pagando Magipolvere extra. Certo, può capitare che la carta giusta non sia a portata di mano, quindi si può ricorrere anche allo scartare 3 carte per ottenere un singolo effetto base.

Fondamentale sarà attivare il luogo in cui ci si trova (una sola volta per turno), seguendo le istruzioni riportate. A seconda del capitolo, i luoghi possono servire per progredire nella missione (es. spegnere un incendio, recuperare un oggetto) o potenziarsi acquisendo equipaggiamenti o sbloccando abilità. Ultimi, ma non per importanza, ci sono i simpatici Folletti (token che forniscono abilità monouso), e le abilità sulla propria plancia Eroe quando disponibili.

Dopo aver compiuto tutte le azioni desiderate, si pesca la prima carta dal mazzo di gioco. Se si tratta di un Evento, lo si risolve subito (spesso introducendo un effetto negativo o uno sviluppo narrativo). Se invece si tratta di un Mostro, viene posto a sinistra del tracciato “avanzata nemica”. Se tutti gli slot sono occupati, i mostri “scalano” verso destra avvicinandosi al Castello di Avel. Quando anche uno solo di questi mostri raggiunge il Castello, la partita è persa.

Un’ulteriore condizione di sconfitta può attivarsi se il mazzo di gioco si esaurisce, e successivamente si deve pescare una carta: anche in quel caso, la missione fallisce. Per vincere, occorre soddisfare l’obiettivo specifico del capitolo (ad esempio, spegnere un certo fuoco, recuperare un tesoro, ecc.) prima che i mostri o il tempo ci travolgano.

Nel corso della partita, i mostri non hanno un vero turno di attacco autonomo. Piuttosto, danneggiano i giocatori in risposta quando vengono colpiti, in base alle icone sulla loro carta (o su alcuni effetti speciali). Se l’eroe subisce danni in eccesso, non muore, ma rientra al Castello perdendo un turno prezioso. Non solo, verrà pescata anche una carta aggiuntiva dal mazzo di gioco, accelerando la minaccia. Sconfiggere i mostri, oltre che fondamentale per evitare che raggiungano il castello, consente di ottenere ricompense (carte potenziamento Foil o altre risorse), cruciali per migliorare il proprio deck e fronteggiare minacce più toste nei capitoli avanzati.

Impressioni e bilancio finale

Dungeon Legends mantiene lo spirito allegro e “family-friendly” de Le Cronache di Avel, ma stavolta con una struttura da “tower defense” ibridato a elementi di deck-building e gestione della mappa. Le regole restano accessibili (unita a una durata contenuta di 45-75 minuti), rendendo questo titolo appetibile per un vasto pubblico, bambini inclusi. Ciò non impedisce comunque di avvertire una buona tensione collaborativa quando i mostri iniziano a incalzare e si avvicina il limite del mazzo di gioco. Le 5 missioni forniscono varietà e introducono piccole trovate (caverne, teletrasporti, meccanismi speciali), anche se la longevità potrebbe risultare modesta dopo averle affrontate tutte, specie per gruppi più “esperti”. Tuttavia, la variazione casuale nella disposizione dei Luoghi e la pesca di Eventi e Mostri dona una certa rigiocabilità. L’alea esiste (vedi la pesca carte Eroe e la comparsa di certi mostri/luoghi), ma nel complesso si mantiene in un range accettabile per un cooperativo di questa fascia.

Unico neo è un regolamento che, per quanto semplice, risulta poco approfondito su certi punti, costringendo spesso a interpretazioni (ad esempio nella somma di icone delle carte). Nulla di irrisolvibile, ma per un titolo dichiaratamente family è un piccolo scivolone.

Dungeon Legends
Ottimo 8
Voto 8
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Senior Editor
Eclettico personaggio, ha iniziato la sua carriera videoludica con un Commodore 64. Si consacra nei titoli Platform, Stealth e GDR. Titolo preferito: Alex Kidd in Miracle World "Sega Master System", gioco più vecchio di lui!