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Cataclismo, una fiaba apocalittica tra costruzioni e strategia

Cataclismo è l’opera terza dello sviluppatore spagnolo Digital Sun, che diede all stampe l’avventura roguelite Moonlighter nell’ormai lontano 2018 e l’action-RPG The Mageseeker: A League of Legends Story lo scorso anno. Per non farsi mancare niente, il talentuoso team di Valencia ha pensato bene di cambiare genere ancora una volta, cimentandosi in uno strategico ibridato col tower defense e il city builder, e incorniciando il tutto in un racconto fiabesco sulla fine del mondo e su un’umanità che, nonostante tutto, ancora non vuole arrendersi al proprio destino.

Il gioco sarà pubblicato in early access il prossimo 22 luglio su PC (via Steam), ma noi abbiamo avuto l’opportunità di provare le prime missioni della campagna.

cataclismo cutscene

La fine del mondo… Anzi, no

Il mondo di Cataclismo è giunto alla fine: esseri mostruosi hanno invaso la terra e fatto scempio degli esseri umani. Ovunque aleggia una nebbia mortifera dalla quale le aberrazioni sembrano scaturire senza fine. Eppure, un ultimo baluardo di umanità sopravvive, ostinatamente arroccato nella città-fortezza di Hogar. Qui un giorno viene trovata Iris, un’orfanella con una perla incastonata nel petto, che le garantisce incredibili poteri noti come Arti.

Addestrata al combattimento e istruita sulle arti magiche dalla sacerdotessa della città, Iris parte con un manipolo di uomini per una missione apparentemente impossibile: ricacciare le mostruosità nella nebbia da cui sono venute e garantire un futuro alla razza umana. Per farlo, dovrà reclamare i territori caduti in possesso delle belve, erigere roccaforti, restaurare bastioni difensivi e accumulare risorse utili a garantire l’approvvigionamento e la difesa della popolazione. Ovviamente è più facile a dirsi che a farsi.

cittadella-cataclismo

Cataclismo si configura a prima vista come un classico RTS con pausa tattica, il cui scopo è completare ogni missione respingendo le orde di mostri e impedendo a ogni costo che raggiungano la Cittadella, ovvero il nostro quartier generale e baluardo dell’umanità nella regione. Contrariamente ad altri titoli dello stesso genere (vedi Age of Empires IV) il cui obiettivo è solitamente la conquista del campo base avversario o la sua distruzione, questo gioco inverte la prospettiva e si trasforma sostanzialmente in un tower defense, dato che la presa della Cittadella da parte dei mostri decreterà il game over. Ogni missione si articolerà in uno o più incarichi, obbligatori o facoltativi, ma nessuno potrà prescindere dal reggere all’urto di un determinato numero di ondate nemiche, che punteranno a distruggere le nostre infrastrutture e attaccare il nostro esercito.

Potremo schierare un varietà di guerrieri, dai classici arcieri ai captor (che imprigionano i nemici rallentandoli), dai granatieri ai fanti, e così via. Ogni unità ha i suoi pro e contro, e dispone di abilità che possono essere potenziate. Per poterlo fare – e per poter reclutare nuove leve – dovremo accumulare risorse di vario tipo, dal legname alla pietra. È quindi necessario esplorare la mappa di gioco (inizialmente oscurata) per individuare le zone di estrazione e costruire i relativi edifici. L’economia e il bilanciamento delle risorse sono fondamentali, anche perché non potremo prescindere dalla quantità di ossigeno presente nell’aria: le terre nebbiose sono infatti contaminate, e dovremo depurare l’aria per poter respirare.

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cataclismo-assalto Cataclismo prevede un ciclo giorno/notte in cui dovremo sfruttare le ore diurne per accumulare risorse e costruire difese, in vista degli assalti notturni dei mostri. Essi hanno varie tipologie, ma non brillano per intelligenza, limitandosi ad assalire le infrastrutture prive di difese o mirando direttamente alla Cittadella. In caso non abbiano una strada libera, si lanceranno all’assalto delle mura o qualsiasi altra struttura di difesa presente, tentando di demolirla.

Qui entra in gioco la meccanica da city builder: durante il giorno potremo costruire strutture difensive di tutti i tipi, dalle classiche mura perimetrali a torri di osservazione per gli arcieri, fino al piazzamento di trappole sul terreno o di marchingegni per potenziare le nostre guarnigioni, ad esempio produrre veleno per le lame dei fanti o combustibile per frecce infuocate. Tra una notte e l’altra le nostre strutture subiranno l’usura dell’assalto nemico, e starà a noi ripararle durante il giorno successivo, per evitare che crollino rovinosamente alla prossima carica.

Le attività di costruzione non finiscono qui perché potremo ricorrervi anche per creare scorciatoie o unire sezioni della mappa altrimenti divise, garantendoci un vantaggio in combattimento o permettendoci di raggiungere risorse particolarmente succulente.

3×1

La demo ci ha permesso di provare le prime 11 missioni. Cataclismo è uno strategico impegnativo, ma viene incontro al giocatore meno avvezzo al genere grazie a 5 livelli di difficoltà, che lo rendono accessibile a chiunque. Le abilità magiche di Iris si traducono anche nella possibilità di riavvolgere il tempo (ovvero di salvare la partita in ogni momento), permettendoci in caso di sconfitta di ritentare senza ricominciare l’intera missione dal principio. Inoltre, tra una missione e l’altra, avremo accesso al tavolo della guerra ove potremo spendere i punti abilità ottenuti al completamento di ogni livello per sbloccare nuove abilità.

Oltre alla campagna sono presenti altre due modalità di gioco: skirmish, ovvero missioni one shot con vari obiettivi e modificatori di difficoltà; e endless che, come dice il nome, vi sfiderà a resistere al maggior numero di ondate di mostri consecutive possibile. Quest’ultima in particolare è molto utile per impratichirsi con il sistema di gioco, mentre la schermaglia aveva molte limitazioni in questa versione e non si differenziava particolarmente dalla campagna principale.

Dopo questa prova Cataclismo appare come un ibrido di generi stuzzicante e con un buon grado di sfida; se siete appassionati di RTS e avete apprezzato in passato il metodo di lavoro di Digital Sun, dovreste senz’altro tenerlo d’occhio.

Alessandro Giovannini
Cinema e videogiochi: le mie due più grandi passioni. Da bambino mi alzavo presto per giocare con il Sega Mega Drive II prima di andare a scuola; al pomeriggio guardavo Terminator 2 fino a consumare il nastro della VHS; di sera mi cimentavo nelle avventure grafiche di Lucas Arts sul glorioso PC con Windows 95. Poi sono venuti gli studi e la laurea in cinema oltre al lavoro come videomaker freelance. In tutto ciò non ho mai abbandonato il gaming, che ho combinato con la mia passione per la scrittura e il mio approccio analitico.

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