fbpx
RecensioneTecnologia

AOC AGON AG493UCX2 – Recensione del monitor più immersivo di sempre

AOC AGON AG493UCX2 è un monitor curvo quarantanove pollici ultra wide, dotato di una risoluzione 5120×1440. Fine. Recensione terminata. Smettete di leggere.

E se ci fosse dell’altro oltre al mero fattore numerico, alla mera descrizione fredda e senza cuore dei numeri? Ebbene, c’è: AGON AG493UCX2 non è solo un monitor, è la risposta ad anni e anni di gaming, streaming e scrivanie “incasinate”. Mettetevi comodi: state per approdare sulla Enterprise grazie ad AGON.

A primo impatto

Davanti a voi si presenterà una scatola immensa, potremmo definirlo quasi un sarcofago dal peso non trascurabile, al punto che potreste decidere di trasportarla in due. Vi renderete subito conto del fatto che la scatola va aperta al contrario, e qui vi imbatterete in una piccola scatola in cartone nero contenente il telecomando, le istruzioni per il montaggio, le viti di fissaggio e i cavi del caso (alimentazione e HDMI) mentre sotto un primo strato di polistirolo fa la sua comparsa il braccio di sostentamento, pre-assemblato con dettagli grigio scuro, e una piastra per l’alloggiamento del monitor che si trova di fatto impacchettato sotto ad un altro strato di polistirolo.

Prima di estrarre dalla scatola il mostro, verrete colpiti dal contrasto nero opaco della scocca, corredata dal logo AGON in bella mostra (del tipico rosso sportivo). Installato il supporto e compiuto lo sforzo di sollevare il tutto, potrete adagiare il bestione sulla scrivania e, fidatevi, vi occorrerà spazio, perché AGON AG493UCX2 è davvero enorme. I bordi esterni non arrivano al centimetro, mentre la base in basso con logo AGON in rosso rifrangente è poco più alta del centimetro. Il peso del monitor vi consentirà di scegliere l’altezza sul supporto che è dotato di una molla, capace di restare ferma solo una volta che avrete messo “in piedi” il monitor.

Tecnicamente

Dal punto di vista tecnico, fatto dei freddi numeri e sigle che dicevamo all’inizio, siamo di fronte ad un monitor con risoluzione Dual-QHD 5K, dotato di FreeSync Premium Pro capace di erogare 165 Hz di refresh. La curvatura 1800 R garantisce una visione che inizialmente spaventa, facendoci sentire piccoli tanto è lo spazio visivo, ma che difficilmente una volta abituatici ci vedrebbe tornare indietro alla soluzione con due monitor separati.

La risposta visiva è di 1 MS, il che è stupefacente data l’ampiezza della superfice. VESA certifica un supporto HDR 400 che a nostro modo di vedere è pazzesco nei videogiochi, capace di darci colori iper-realistici e una fluidità dell’immagine da primato, mentre se si usa normalmente durante il giorno potreste avere dei problemini, in quanto i colori risulteranno troppo vividi, in particolar modo il rosso che rischia di “bruciarvi” la retina (si fa per dire).

Ergo HDR 400 per i giochi (o i film) sì, ma per la vita di tutti i giorni sarà meglio disattivarlo grazie al pratico controllo posto sotto il LED d’accensione. Tante le porte USB 3.1, e spicca tra tutte la Type-C per l’eventuale collegamento di un PC portatile o il trasferimento di dati da dispositivi che lo supportano.

Shadow Control, tecnologia che abbiamo già visto su altri monitor AOC AGON, è un vero alleato in questa battaglia: potrete regolare con un semplice tasto “al volo” il tono dei grigi, andando ad enfatizzare luci ed ombre a seconda della vostra esigenza. Eravamo scettici su questa tecnologia, ma possiamo garantirvi che regolando l’immagine – sebbene si tratti di un pannello LED – potrete avvicinare il nero quanto mai visto prima ad un pannello OLED.

Di fatto l’impegno tecnologico di AOC ha creato un software in grado di simulare l’impensabile dando una risposta visiva epica. Il software di gestione vi consente di selezionare al volo fino a 5 profili pre-creati per FPS, Racing games, RTS e GAME 1 o GAME 2 pensati per i giochi non classificabili in quelle categorie, senza rinunciare ad una sesta opzione personalizzabile dall’utente. 

Non tornerete più indietro

AOC AGON AG493UCX2 è stata una scoperta e una rivelazione per chi vi scrive: non nascondiamo che ci sentivamo scettici circa tale soluzione videoludica, tanto quanto nell’uso quotidiano di chi per mestiere scrive e apre più di una finestra a schermo. Ad oggi, molto probabilmente non torneremo più indietro.

La praticità di avere un unico grande schermo, capace di farci lavorare dividendolo in due o quattro sezioni, il non avere il fastidio di una costina in mezzo, e la bellezza del prodotto, hanno di sicuro avuto la meglio su tutto. Vogliamo parlare dei giochi? Ebbene sappiate che su titoli come Diablo o League of Legends il vantaggio tattico di poter vedere più mappa dona un vero bonus che gli altri non hanno, basti pensare che se siete in Top Lane su LoL avrete campo visivo oltre il Summoner Rift sulla sinistra e sulla destra coprirete quasi tutta la Giungla, prevenendo un’imboscata avversaria. Bisogna farci l’abitudine, ad uno schermo così grande e così veloce, ma come detto poche righe fa, difficilmente tornereste indietro. Il prezzo non è certamente dei più bassi ma rimane tra i più competitivi sul mercato dato che di fatto si tratta di un prodotto premium che “assorbe” il costo di due schermi separati.

AOC AGON AG493UCX2

9

AOC AGON AG493UCX2 è stata una scoperta e una rivelazione. 165 Hz di refresh, HDR 400 ed una curvatura 1800 R permettono a questo monitor con risoluzione Dual-QHD 5K di essere un vero Re nel suo campo. La tecnologia Shadow control di AOC AGON ci permette inoltre di enfatizzare i neri e i grigi al punto da simulare un effetto OLED su uno schermo che di fatto non lo è. Scavalcato l'ostacolo del prezzo d'acquisto, decisamente non economico, difficilmente tornerete indietro: AGON AG493UCX2 non è solo un monitor, è la risposta ad anni ed anni di gaming, streaming e scrivanie incasinate che trovano finalmente la soluzione da tempo sperata.

Tiziano Sbrozzi
Lusso, stile e visione: gli elementi che servono per creare una versione esterna di se. Tiziano crede fortemente che l'abito faccia il monaco, che la persona si definisca non solo dalle azioni ma dalle scelte che compie. Saper scegliere è un'arte fine che va coltivata.

    Comments are closed.

    0 %