Quando MS Edizioni ha pubblicato Kulthos, è stato subito evidente che non si trattasse di un semplice nuovo GdR horror, ma di un progetto fortemente autoriale, curato tanto nel design quanto nella forma. Kulthos è un gioco di ruolo di orrore gnostico, scritto da Claudio Serena e uscito in concomitanza con Lucca 2025, che invita chi gioca a esplorare una realtà illusoria costruita dal Demiurgo per tenere l’umanità lontana dalla verità sulla propria natura divina. Il gioco è pensato per 1 Guida (il Master) e da 1 a 6 Dormienti, si può giocare con delle one‑shot o anche in campagne di breve/media durata, e utilizza la seconda versione del Thread System, già noto ai giocatori dell’ecosistema Fumble GDR.
Un orrore che non cerca lo shock
Kulthos punta sull’orrore qui è psicologico, esistenziale e stratificato, costruito su tre assi portanti dichiarati fin dal manuale: l’orrore dell’ignoto, l’impotenza di fronte a entità superiori e l’orrore che nasce dall’animo umano. La Prigione e il Velo non sono solo elementi narrativi, ma concetti che permeano ogni meccanica e scelta di design. Questa impostazione rende Kulthos un gioco profondamente introspettivo: non si gioca per accumulare potere o “vincere”, ma per capire quanto una Dormiente sia disposta a sacrificare pur di avvicinarsi alla Gnosi. Claudio Serena, autore di Kulthos, ha così descritto il gioco:
Kulthos nasce dall’idea che l’orrore più efficace non sia quello che ti sorprende, ma quello che ti costringe a guardarti dentro. Il mondo come Prigione non è solo un’ambientazione, è una condizione.
Dopo aver provato il gioco più volte insieme all’autore, possiamo confermare senza remore che questa filosofia emerge chiaramente anche al tavolo: Kulthos spinge Guida e Dormienti a costruire insieme un’atmosfera tesa, condivisa e consapevole.
Il Thread System e il prezzo delle scelte
Il regolamento ruota attorno ai quattro Approcci (Acume, Fermezza, Impeto e Prudenza), rappresentati da dadi di diversa taglia in base alle competenze del personaggio: d4, d6, d8 o d10. I lanci sono, inoltre, modificati da Specializzazioni, Afflizioni, Artefatti e dalle risorse di Fortuna e Sciagura. Le Prove sono rapide ma mai banali, perché anche un successo può portare con sé una Conseguenza. La Fortuna, utilizzabile dai Dormienti, rappresenta la scintilla divina delle Dormienti; la Sciagura, utilizzabile dalla Guida, è la risposta del mondo‑Prigione. Le due risorse non si annullano mai, ma convivono, creando una tensione costante che rende ogni decisione significativa.
Dissonanza e Risveglio: il punto di non ritorno
La meccanica più caratterizzante di Kulthos è senza dubbio la Dissonanza. Eventi traumatici o manifestazioni apertamente sovrannaturali possono costringere una Dormiente a effettuare un tiro di Dissonanza, che rappresenta quanto la sua visione razionale del mondo stia iniziando a incrinarsi. Il dado utilizzato per il tiro di Dissonanza dipende da quanto il Dormiente è inizialmente diffidente nei confronti del sovrannaturale: più il personaggio è scettico e ancorato a una spiegazione razionale della realtà, più alta sarà la taglia del dado di partenza.
Ogni volta che il tiro di Dissonanza ottiene un risultato di 2 o superiore, l’Illusione regge: il Dormiente riesce a razionalizzare quanto ha visto e il dado di Dissonanza scende di una taglia, avvicinandolo lentamente al Risveglio. Se invece il risultato del tiro è 1, l’Illusione crolla definitivamente.
In quel momento il Dormiente si Risveglia, diventa un Risvegliato, sceglie uno dei Sentieri di Illuminazione (Amore, Conoscenza, Disperazione, Piacere, Potere o Sacrificio) e ottiene accesso alla possibilità di Squarciare il Velo, acquisendo Portenti in grado di alterare la realtà in modo permanente. Ogni Squarcio, però, genera Sciagura e può causare Paradossi, rendendo evidente come la verità non sia mai priva di conseguenze.
Quando il tiro di Dissonanza ottiene 2 o più, il Dormiente giustifica razionalmente ciò che è accaduto: l’attacco di una creatura oltre il Velo può diventare, nella sua mente, la caduta accidentale di un albero; la visione di uno spirito può essere interpretata come un’allucinazione dovuta allo stress, alla stanchezza o a un trauma recente. La realtà, almeno per ora, rimane intatta. La coesistenza al tavolo di Dormienti che razionalizzano gli eventi e Risvegliati che vedono la realtà per ciò che è davvero rappresenta uno dei punti di forza assoluti di Kulthos: questa frattura percettiva genera tensione narrativa, conflitti di interpretazione e scene memorabili, rendendo il percorso verso il Risveglio non solo una trasformazione meccanica, ma anche profondamente
drammaturgica.
Minacce, conflitto e sicurezza
Le Minacce sono entità con Volontà, Condotta e Talenti specifici, classificate come Ordinarie, Straordinarie o Leggendarie. La Guida non tira dadi per loro: agisce spendendo Sciagura,
rafforzando l’asimmetria del sistema e la sensazione di oppressione. Kulthos dedica inoltre ampio spazio agli strumenti di sicurezza (trigger warning, Linee e Veli, Script Change), presentandoli come parte integrante del gioco e del patto sociale, scelta fondamentale vista la natura dei temi trattati.
Un manuale che è anche un oggetto artistico
Oltre al gioco in sé, Kulthos ci ha colpiti davvero molto per la sua cura estetica. Il manuale è un volume cartonato formato A5, di 240 pagine interamente a colori, impreziosito da decorazioni metallizzate che lo rendono immediatamente riconoscibile e piacevole da maneggiare. Le illustrazioni, lo stile grafico e l’impaginazione contribuiscono a rafforzare l’atmosfera opprimente e mistica del gioco: Kulthos non è solo da leggere, ma da sfogliare e osservare. È uno di quei manuali che funzionano tanto come strumento di gioco quanto come oggetto da collezione, capace di trasmettere il tono del gioco ancora prima di iniziare a giocare. MS include inoltre la versione digitale del manuale e, per gli acquisti diretti dal proprio store, ha offerto in omaggio l’avventura introduttiva Sangue nel ghiaccio, a ulteriore testimonianza della cura editoriale del prodotto.
Kulthos è un gioco esigente, maturo e profondamente coerente, che non fa sconti a chi decide di giocarlo. Richiede attenzione, consapevolezza e un gruppo disposto a confrontarsi apertamente con temi complessi e spesso scomodi, ma ripaga questo impegno con un’esperienza intensa, personale e difficile da dimenticare. Non è un titolo pensato per chi cerca un horror leggero o un’esperienza fortemente orientata all’azione.
Kulthos dimostra invece come il gioco di ruolo horror possa essere non solo disturbante, ma anche significativo, capace di usare regole, narrazione e patto sociale per costruire un percorso di trasformazione autentico, tanto per i personaggi quanto per chi li interpreta. Lo consigliamo in particolare agli amanti dell’horror psicologico ed esistenziale, a chi apprezza giochi che mettono al centro identità, scelte e conseguenze, e ai fan di titoli come Kult, Mage: The Ascension o atmosfere alla Silent Hill. È inoltre una proposta ideale per chi è affascinato dalle tematiche gnostiche e cerca un gioco che sappia tradurle in meccaniche solide e in una narrazione condivisa di grande impatto.


