La branca dei film interattivi ha sempre avuto un certo fascino sui videogiocatori, e paradossalmente è una di quelle con cui è più facile far avvicinare nuovi giocatori al medium. The Run è una produzione Benacus Entertainment in collaborazione con RNF Productions, con sviluppo e pubblicazione affidato a PRM Games, che dopo il buonissimo successo dei primi due lavori dello studio, stavolta tocca a un’opera terza che – tra le altre cose – è anche ambientata nel Belpaese. The Run è un film interattivo che ci immerge nella natura, ma lì dove il paradiso ci colpisce coi suoi paesaggi mozzafiato, saremo obbligati a compiere delle scelte per sopravvivere. Ma di cosa parla questo thriller horror FMV?
Una corsa per sopravvivere
In The Run impersoneremo una ragazza di nome Zanna Hendricks, un’influencer dalla fama mondiale che si occupa di fitness. Dopo un viaggio in Thailandia, sceglie di fare un pitstop durante il ritorno e di fermarsi in Italia per festeggiare l’ottimo traguardo raggiunto per la sua carriera: ben 5 milioni di follower. La location non è stata scelta a caso: nel paesino di montagna scelto infatti c’è un lungo e famosissimo tragitto per la corsa, un percorso che almeno una volta nella vita doveva fare. A fare da cornice al pittoresco villaggio dal nome fittizio (Libitina) ci sono le bellissime zone naturali, e non solo, di Rivoli Veronese, tra viste mozzafiato sulle alture, sul Lago di Garda, o magari tra costruzioni storiche come proprio Forte Rivoli.
Dopo un risveglio un po’ particolare, e dopo un piccolo saluto ai fan, la ragazza decide di iniziare il suo percorso sulla lunga tratta immersa nella natura. Tuttavia, questo percorso già dal principio ci porterà a fare delle scelte molto particolari, scelte da cui dipende la nostra vita. Dopo un paio di chilometri di corsa infatti, viene attaccata da un gruppo di killer che indossano delle strane maschere e che le danno la caccia senza sosta. Spesso basta un solo click sbagliato, e sarà game over.
Senza spoilerare troppo sulla trama, il ritmo della narrazione si mantiene sempre abbastanza alto, e anche i momenti più tranquilli possono trasformarsi in tragedia in un attimo. L’interesse rimane sempre alto, nonostante alcune cose possano sembrare un pochino ridondanti. Non mancano i colpi di scena, ed effettivamente un paio sono anche poco prevedibili, quindi da quel punto di vista è stato fatto un lavoro discreto.
Le scelte e le vie
Quando inizieremo la nostra partita, il gioco ci farà scegliere tra due modalità. La prima prevede le scelte a tempo limitato, dove dovremo essere molto rapidi a decidere cosa fare, pensando e agendo per evitare la morte o fare la scelta più intelligente, il tutto prima che il timer si esaurisca. La seconda prevede invece le decisioni con pausa, che ci daranno più spazio, pensata specialmente per partite di gruppo, o magari per la partecipazione del pubblico durante le dirette streaming. Chiaramente le abbiamo provate entrambe, ma le decisioni col timer sono state senza dubbio più immersive per le nostre run.
Non tutte le scelte che faremo saranno determinanti per la vita o per la morte, ma diciamo che avranno delle conseguenze positive o negative più si andrà avanti. Diciamo in ogni caso che la ramificazione delle possibilità non è estrema (non aspettatevi chiaramente un Detroit: Become Human). Abbiamo in ogni caso delle meccaniche molto semplici che possono portarci a ben 5 finali diversi, e chiaramente sarà possibile rigiocare quante più volte si vuole per ottenerli. C’è anche da dire che il game over non è mai definitivo, perché ci sarà data la possibilità di ripartire dall’ultimo checkpoint, nel caso di morte.
Per terminare una run completa serve circa un’ora e mezza, ma se si vogliono provare tutte le combinazioni, ci sono circa 3 ore di filmati da scovare facendo le scelte giuste. Alla fine del gioco e tra le statistiche potremo vedere anche una mappa del percorso, col riassunto di ciò che abbiamo scoperto, e la “collezione” delle morti che abbiamo ottenuto: ci sono ben 20 modi di morire diversi in The Run, e vi sfidiamo a non scoprirne neanche una durante il vostro primo tentativo!
Un cast “da paura”
In chiusura di recensione non possiamo non citare l’ottimo cast che è stato messo a disposizione per il film, che vede non solo dei nomi internazionali, come Roxanne McKee nel ruolo della protagonista (ha recitato ne Il Trono di Spade), George Blagden (niente meno che Athelstan in Vikings) e Jamie Ward (Padre Gomez in His Dark Materials), ma anche dei grandissimi nomi del cinema italiano, come Dario Argento, Franco Nero, Katia Ricciarelli, Fabio testi, e altri ancora.
Le performance dei personaggi principali sono state ottime (anche se un po’ ci fa sorridere l’italiano di Blagden, che interpreta Matteo, ma che tutto sommato ha imparato discretamente), mentre alcune delle interpretazioni più piccole potevano rendere meglio, anche per una questione di minutaggio. Ci dispiace dire che ancora una volta – dopo alcune disavventure del passato divenute famose, come il doppiaggio in Mass Effect – l’interpretazione vocale di Dario Argento non sia stata il massimo, ma quanto meno con corpo e presenza ha reso onore alla produzione.


