Sony continua a ridefinire la propria identità, puntando sempre di più sull’intrattenimento rispetto all’elettronica di consumo. In una recente intervista, il CEO Hiroki Totoki ha spiegato come il mercato dei dispositivi tradizionali sia diventato estremamente competitivo e difficile da differenziare, soprattutto con l’ascesa di nuovi player provenienti da Corea del Sud e Cina, capaci di sfruttare grandi volumi produttivi e prezzi più aggressivi grazie anche a mercati interni molto ampi.
Proprio queste dinamiche hanno reso complesso per Sony sostenere la competizione basata esclusivamente sulle quantità, spingendo la compagnia verso una trasformazione strategica. Oggi, circa il 60% dei ricavi deriva dal settore entertainment, con un ruolo centrale occupato dal mondo videoludico e dal brand PlayStation. L’obiettivo dichiarato è chiaro: rendere l’ecosistema PlayStation il punto di riferimento sia per i giocatori, sia per sviluppatori ed editori, anche grazie a una rete consolidata di partnership e a un portfolio di studi interni.
Parallelamente, Sony continua a rafforzare la propria presenza nell’audiovisivo. Servizi come Netflix e Crunchyroll, quest’ultimo di proprietà del gruppo, hanno contribuito a rendere gli anime un fenomeno globale sempre più mainstream, spingendo l’azienda a investire con decisione nel settore dell’animazione.
Tra le curiosità emerse, Totoki ha rivelato di non essere particolarmente appassionato di videogiochi, preferendo musica e serie TV drammatiche, con una predilezione per la band Oasis. Sul fronte strategico, infine, la compagnia prosegue anche attraverso nuove operazioni, come la recente acquisizione di Cinemersive Labs, ulteriore segnale di un percorso sempre più orientato all’innovazione nel campo dell’intrattenimento.