È inutile dirlo, il panorama indie è cresciuto sempre di più negli ultimi anni, arrivando a coprire ogni genere possibile. Nonostante quest’ovvietà, esiste ancora una certa diffidenza verso determinati titoli. Il motivo? Sembrano imitazioni di nomi più grandi, ma con menu budget e meno ambizione. Eppure, è proprio in questo spazio che spesso si trovano delle idee interessanti.
Homura Hime, sviluppato dagli sviluppatori taiwanesi di Crimson Dusk e pubblicato da PLAYISIM, nasce con un obiettivo in mente: dimostrare che un titolo indie può competere anche con i grandi action 3D, da cui prende ispirazione, e prende elementi come il bullet hell, un’estetica anime e un gioco action. Raggiungere l’obiettivo però potrebbe essere più difficile di quello che sembri. Quindi affiliamo le nostre lame e prepariamoci alle battaglie di Homura Hime.
Ispirazione? Imitazione?
Homura Hime pare muoversi su una strada spianata da NieR: Automata (potete leggere la nostra recensione qui) da cui gli sviluppatori hanno preso apertamente ispirazione. Il problema è che questa ispirazione sembra talmente evidente da considerarlo praticamente un’imitazione. Se da una parte il fatto di avere combattimenti all’arma bianca, attacchi dalla distanza unito al fatto di dover scansare costantemente proiettili dà una sensazione di riconoscibilità, dall’altro Homura Hime fatica a crearsi una vera e propria identità, se non per lo stile anime.
Un combat system stratificato
Il cuore di Homura Hime non può che essere il suo combat system, il quale risulta a essere accessibile ma anche ricco di possibilità. Le combo si costruiscono unendo attacchi leggeri e pesanti, come al solito, e il gioco introduce nuove abilità gradualmente, così che il giocatore riesca ad assimilare ogni tecnica che poi dovrà utilizzare sul campo di battaglia. Infatti, uno degli aspetti più interessanti di Homura Hime è proprio la gestione delle abilità speciali, che si ricaricano solo ed esclusivamente tramite il combattimento. Questo tipo di design incentiva un approccio aggressivo, e “costringe” a rimanere sempre in combat, invece che aspettare la fine di un cooldown.
A questo fattore bisogna aggiungere anche i Blessed Shot, cioè degli attacchi a distanza che possono essere cambiati in tempo reale, cosa che li rende la meccanica più flessibile di tutto il combat system, senza contare che permette di poter adattare il proprio personaggio allo stile che si desidera.
Una cosa che rende Homura Hime un titolo interessante è anche il design dei mostri, i quali a livello di gioco vengono associati a un certo colore, in modo tale che sia più semplice capire cosa fare, se parare, schivare o cambiare completamente l’approccio. Questo crea un loop che nelle fasi avanzate del gioco riesce a non risultare ripetitivo e mantiene alta l’attenzione del giocatore. E in un titolo che punta molto all’action quest’ultimo fattore è fondamentale.
Il parry è un’altra meccanica che sulla carta funziona perfettamente: richiede rapidità, è fluido ed è ben integrato nel combat system del gioco. Le animazioni sono soddisfacenti, infatti la combo del feedback visivo insieme a quello sonoro rende il parry qualcosa di ricercato solo per il gusto di sentire e vedere ciò che ne consegue. Qual è il lato negativo? Il fatto che per vedere il parry a volte basta premere il tasto ripetutamente. Quindi diventa un button mashing che non fa bene al controller e smorza la soddisfazione. Bisogna anche dire che nelle fasi più avanzate di Homura Hime, il parry richiede un po’ più di attenzione ma rimane una meccanica molto permissiva, che avrebbe potuto offrire una sfida con un bilanciamento diverso, magari con una tempistica più stretta o con una penalità in caso di errore.

Non sarebbe un gioco action se non ci fossero delle boss fight. Questo è il momento in cui il combat system si esprime al massimo. Le battaglie sono diverse, spettacolari (se vi piacciono gli anime, li apprezzerete ancora di più) e con pattern di attacco che richiedono attenzione e capacità di adattamento. Insomma, sono la vera sfida di Homura Hime. Soprattutto quando vengono introdotti i “Domini” che modificano il luogo dello scontro e mettono anche delle vere e proprie sfide da superare, in modo tale da avere la sfida tipica dei giochi di questo genere.
Homura Hime purtroppo ha un enorme calo nelle fasi d’esplorazione, soprattutto nelle fasi di platforming. Nonostante l’ambientazione e il mondo di gioco siano affascinanti, il sistema di movimento è poco preciso e quindi queste fasi risultano davvero poco soddisfacenti, al limite della frustrazione. Questa imprecisione dei comandi va a inficiare sul ritmo del titolo, rendendo i momenti esplorativi che separano un boss e dall’altro un “allungamento di brodo”, rendendo meno catartiche le boss fight.
Anime e incertezze
Per quanto riguarda l’aspetto tecnico, Homura Hime è rispettabile, soprattutto se consideriamo la natura indie del progetto. Lo stile visivo è il lato migliore del gioco, con ambientazioni ispirate agli anime che riescono a trovare una via di mezzo fra tradizione e modernità. L’identità dell’action è tutta lì, nei colori, nelle strutture e nei design dei vari personaggi. Come già detto, le animazioni sono fluide e puntano molto alla spettacolarità. Non ne risente il comparto audio, che accompagna molto bene le fasi d’azione con una colonna sonora che segue le impronte dell’ambientazione: troviamo quindi sonorità tradizionali giapponesi unite a elettronica e sonorità molto più moderne.

Per quanto vorremmo dire che durante la nostra prova non abbiamo trovato bug, purtroppo non è questo il caso. Sì, perché il titolo presenta dei glitch, di tanto in tanto, che siano visivi o audio. In tutto questo la telecamera non aiuta, soprattutto nelle fasi d’esplorazione è un po’ rigida. Nulla di davvero grave, però ricordano la natura del progetto.
Homura Hime è un gioco che lascia sensazioni contrastanti. Se da una parte abbiamo un combat system solido, boss fight spettacolari e un comparto artistico abbastanza curato, dall’altro abbiamo meccaniche decisamente troppo permissive e sezioni di platforming poco strutturate. Per quanto si voglia avvicinare ai grandi del genere, dimostra quanto sia difficile raggiungere questo tipo di rifinutura. Se siete appassionati del genere action GDR, lo potreste apprezzare, ma la cosa più criticabile di questo progetto è il fatto che con un po’ di accorgimento in più, Homura Hime sarebbe potuto essere molto di più di un “semplice tentativo”.
