Folklore Hunter Recensione, a caccia di incubi!

Folklore Hunter è un gioco cooperativo in terza persona in cui sono fondamentali gioco di squadra e organizzazione delle risorse. Ecco la nostra recensione!

Gloria Annis
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Gloria Annis
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Amante di videogiochi, serie tv, film, fumetti e libri, in particolare del genere horror, sin dalla tenera età.
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Recensionifolklore hunter
Lettura da 10 minuti
8 Ottimo
Folklore Hunter

Un argomento che ha sempre affascinato gli appassionati dell’horror, e non solo, è quello dei Criptidi, ossia creature nate dall’immaginario collettivo e avvistate in diverse parti del mondo, contando migliaia di testimoni convinti di aver fotografato, ripreso o incontrato una di queste entità fittizie. Esiste addirittura anche una branca della scienza nata ad hoc per studiare queste bestie, la criptozoologia, che si occupa appunto di studiarle e catalogarle pur senza avere un fondamento scientifico alla base delle sue teorie.

Avvalendosi quindi di questo affascinante e sempre attuale tema, che appassiona grandi e piccini da sempre, Liquid Donkey Games ha ben pensato di creare un gioco in cui si ha la concreta possibilità di incontrare una di queste creature in carne ed ossa, e perfino batterle se si ha abbastanza coraggio e capacità organizzative e investigative per farlo. Stiamo parlando di Folklore Hunter, un gioco attualmente in Early Access solo su Steam, ma che ben presto sarà disponibile in versione completa anche per Playstation 5 e Xbox Series X/S. Il titolo si può giocare sia da soli che in cooperazione con amici, e dovrete tirar fuori tutta la vostra abilità di strateghi per sopravvivere notte dopo notte, in balia degli incubi leggendari che vi perseguitano. Lo abbiamo provato per voi per PC (Steam), e questa è la nostra recensione!

In soli o in compagnia

Folklore Hunter è un gioco survival horror godibile sia da soli che in compagnia, ambientato in vaste mappe ricche di risorse e “punti safe” dove nascondersi, in cui la missione ultima è una sola: trovare tutti gli indizi disponibili, sparsi per tutta la location, e sconfiggere la creatura che infesta la zona.

Le entità che dovremo fronteggiare sono due in due mappe distinte: il Wendigo, spirito vendicativo ed estremamente violento che si aggira in un bosco in cui risiedono anche delle antiche rovine, e i Bloodfang, dei vampiri responsabili dello sterminio degli abitanti di un villaggio tra le montagne. Il gioco verrà aggiornato chiaramente, essendo stato in versione Early Access fino ad ora, momento del rilascio della versione 1.0.

Le due campagne – rigiocabili poi in forma di contratti, aventi delle ricompense finali una volta completate – sono due partite medio lunghe in termini di durata, estremamente divertenti, e con un ritmo ben scandito dallo scorrere delle giornate e delle notti, nelle quali si può stare rintanati al sicuro oppure vagare alla ricerca di altre risorse o degli indizi fondamentali per eliminare le creature.

Nell’HUB centrale, che non è altro che un rifugio all’interno di misteriose rovine, si trova non solo lo store dove acquistare gli strumenti (se non si seleziona lo starter kit ad inizio missione) ma anche un centro di addestramento, seppur semplice e non particolarmente utile. In un tavolo adiacente alla bacheca dei contratti (selezionabili solo una volta completate le campagne principali) si può scegliere la campagna da giocare, e si accede tramite una sfera di teletrasporto che si attiva una volta selezionato l’obiettivo.

folklore hunter

Le risorse disponibili (comprese anche nello starter kit) oltre al fucile d’ordinanza e qualche proiettile d’argento iniziale, sono: delle telecamere, da piazzare in punti strategici e riposizionabili a seconda delle necessità, della situazione e degli spostamenti del gruppo (o da un singolo giocatore), una torcia ricaricabile tramite batterie, delle bende per curarsi e trappole ed esche per stanare le bestie.

Per la nostra recensione abbiamo testato Folklore Hunter in gruppo, ma crediamo fermamente che, seppur con qualche difficoltà in più, risulti divertente anche in solitaria, anche se necessita di maggior accortezza da parte del giocatore durante la fase notturna, dato che ci si sente più esposti e indifesi, oltre a dover gestire meglio la strumentazione e l’esplorazione della mappa.

Incubi reali

Senza rischiare di anticipare alcune dinamiche di gioco che sono interessanti da scoprire “sulla propria pelle” in game, possiamo dire che Folklore Hunter di per sé non spiega nulla, se non l’utilizzo dell’inventario e degli strumenti utili all’indagine, senza aiutare però in alcun modo su quello che è il rituale di esilio da attuare per estirpare il male da affrontare.

Il gestire lo scorrere del tempo per esplorare, spostarsi nella mappa e trovare oggetti utili e indizi è di fondamentale importanza, soprattutto considerando che i criptidi hanno delle precise fasce orarie in cui possono attaccare o braccare i giocatori: inoltre, anche i criptidi hanno dei vantaggi, ossia una sorta di “telecamere“, rappresentate da dei teschi di animali issati su pali di legno e posti in punti strategici vicino a papabili rifugi o punti di interesse, che permettono alle creature di sapere spesso e volentieri dove siano i giocatori. È estremamente utile individuarle e girarle verso altri punti così da proteggersi in parte da eventuali attacchi.

folklore hunter

Nella mappa sono presenti anche delle casse piene di risorse per i rifornimenti, ed è possibile passarsi gli oggetti tra membri del gruppo in caso di necessità, anche se in alcuni casi purtroppo lo spostamento causa un bug che fa scomparire gli strumenti selezionati: questo ha creato alcuni problemi, soprattutto quando si mandavano uno o più giocatori in avanscoperta per trovare le casse, ma è un problema facilmente risolvibile tramite una piccola patch.

Un altro piccolo difetto facilmente sistemabile, ma che dobbiamo segnalare, è la scomparsa di alcuni oggetti nell’inventario, soprattutto nel passaggio dall’inventario base ai cinque tasti di selezione rapida posti nella porzione al centro in basso nello schermo: l’oggetto può sparire e ricomparire poco dopo, come se niente fosse, oppure sparisce per sempre e va ricercato nelle casse in giro per la mappa o negli edifici disabitati, rallentando un po’ il ritmo del gioco. Fortunatamente questo difetto non si è sempre palesato, e soprattutto non su oggetti chiave fondamentali per la riuscita della missione.

Chi ha paura del buio?

Folklore Hunter offre un ottimo comparto audio 3D, che rende il gioco totalmente immersivo ed estremamente d’atmosfera, soprattutto durante le notti in cui ogni movimento o verso di animale fa rizzare i peli sulla schiena. Graficamente non eccelle, soprattutto per quanto riguarda la personalizzazione del personaggio (inesistente), ma rimane stabile in termini di frame rate anche con impostazioni grafiche elevate su computer di fascia media-alta (utilizzati per il test).

Dal punto di vista dell’ambientazione il gioco è ben riuscito, fattore che rende palpabile la tensione e mantenendo alto il ritmo di gioco nonostante ogni partita sia piuttosto lunga (all’incirca due o tre ore mediamente). Purtroppo non è possibile effettuare dei salvataggi mid game, il che implica che, una volta avviata una campagna, sia necessario portarla a termine per poter mantenere i risultati e le ricompense.

Folklore Hunter

Considerazione diversa va fatta per i contratti, in cui, iniziando una partita e non concludendola per tornare all’hub centrale, si guadagna comunque la ricompensa per gli obiettivi portati a termine. I comandi sono abbastanza intuitivi e semplici, senza considerare i difetti nell’inventario e nella selezione degli oggetti, come detto in precedenza: per mirare e sparare si utilizza il mouse, che rende la mira più stabile, e l’inventario è selezionabile tramite tastiera, utilizzando sempre il mouse per inserire gli oggetti nella selezione rapida e per dividerli con i compagni.

Folklore Hunter è quindi un gioco estremamente piacevole, da giocare sia in solo che in compagnia, che ha notevoli punti di forza pur essendo palesemente un indie a basso budget, opera prima dello studio Liquid Donkey Games. I futuri aggiornamenti già annunciati lasciano presagire prospettive di gioco promettenti e interessanti, alla stregua del fatto che Folklore Hunter si propone come un gioco cooperativo che prende spunto da giochi esistenti, ma che inserisce elementi innovativi e stimolanti, e ci sentiamo sicuri nel dire che è sicuramente un gioco da tenere d’occhio nel futuro prossimo perché ci regalerà tante sorprese.

Folklore Hunter
Ottimo 8
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