BrokenLore Unfollow Recensione, I veri mostri siamo noi!

BrokenLore Unfollow è un horror psicologico in prima persona che ci fa affrontare gli orrori veri della vita spingendoci ad una riflessione introspettiva, senza lesinare su jumpscares e un gameplay ben fatto ed intrigante. Ecco la recensione!

Gloria Annis
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Gloria Annis
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Amante di videogiochi, serie tv, film, fumetti e libri, in particolare del genere horror, sin dalla tenera età.
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Recensionibrokenlore unfollow
Lettura da 8 minuti
brokenlore unfollow
8 Ottimo
BrokenLore Unfollow

La saga di BrokenLore, perché ormai di una saga si tratta visti i diversi capitoli usciti in pochissimo tempo, è una serie praticamente antologica, che ripropone problematiche della società odierna associata a incubi e mostri della mente, che ci fanno sì spaventare e vivere momenti di pura angoscia, ma anche ragionare su questioni più profonde in maniera neanche tanto sottile. L’ultima produzione videoludica, creata come sempre dall’italianissima Serafini Production, si intitola BrokenLore Unfollow, un gioco horror psicologico con una fortissima componente narrativa introspettiva, in prima persona, e già dal titolo si può intuire il tema portante.

Se nel primo gioco si parlava di una ragazza che per fare carriera ha accettato le avances di un viscido direttore di una etichetta discografica, e nel secondo capitolo si vedeva la storia attraverso gli occhi di un hikikomori, in questa terza parte saremo Anne Somnia, una giovane bullizzata sia a scuola che in famiglia, e che è ossessionata da una content creator e dai numeri sui social.

Tema portante di ogni capitolo è il punto di vista dei giovani alle prese con una società che non li accetta, li schernisce e sottovaluta i loro sogni e tormenti interiori, facendo emergere al contempo una parte più oscura che si concretizza con creature spaventose, metafore dei loro disagi, ma anche luoghi che inizialmente sembrano familiari e sicuri ma che poi diventano vere e proprie trappole. Lo abbiamo provato per voi su PC (Steam), ma è uscito anche per console di ultima generazione, e questa è la nostra recensione!

Infanzia rubata

Tutto ha inizio in una casa – presumibilmente la casa della protagonista Anne – che man mano che si prosegue nella storia viene deformata e diventa sempre più angusta, poi labirintica, e infine un vero e proprio loculo per la protagonista: tra queste quattro mura rivive i traumi di una infanzia rubata, all’ombra di una madre bellissima che lavora nel mondo dello spettacolo e di un padre che ha altissime aspettative sulla figlia.

All’incubo si aggiungono anche le voci rimbombanti dei bulli che la tormentavano a scuola per il suo peso, anche quando Anne si mette in testa di dimagrire e riesce a raggiungere il suo obiettivo: l’odio nei suoi confronti è tale da non fermarsi una volta riscattata la sua immagine, e ciò ci fa provare empatia per la protagonista il più delle volte. Ma come in ogni BrokenLore, c’è un alone di oscurità, e qualcosa in ciò che Anne dice o fa, fa storcere il naso, suona come unghie sulla lavagna, mette dubbi sulla sua innocenza.

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Come per i personaggi dei capitoli passati, c’è qualcosa che non ci fa credere totalmente nella loro innocenza, si empatizza inizialmente e poi si comincia a credere che ci sia qualcosa di sbagliato in loro, qualcosa che li rende poco vittime e molto carnefici: in BrokenLore Unfollow questa componente dualistica del personaggio si sente ancora di più quando si incappa nella scelta di perpetrare una vendetta o di perdonare i propri aguzzini, e nel contempo nutrire un’inquietante creatura che ci chiede continuamente del cibo che è quasi metafora delle situazioni vissute da Anne.

Gli scenari da affrontare sono vari, articolati e pieni di enigmi, e rispecchiano fasi di vita della protagonista: la casa come rifugio sicuro inizialmente e poi come tana di un mostro che la perseguita, dove rivive momenti spiacevoli accaduti in famiglia, la scuola luogo in cui avvenivano ripetutamente episodi di bullismo, l’ospedale dove lei si sottopose a delle operazioni di chirurgia estetica per riacquistare la fiducia in sé stessa, e altri che non vi anticipiamo.

In tutto questo ci rendiamo sempre più conto che Anne ha delle colpe, e forse affrontarle e prenderne consapevolezza la potrebbe aiutare a superare le sue paure, e a combattere contro i suoi incubi manifesti. Per tal motivo BrokenLore Unfollow ha tre finali, di cui uno segreto ottenibile se si raccolgono tutti i collezionabili (gli stemmi del laboratorio Elysium, già conosciuto nei precedenti BrokenLore, dei pupazzetti e dei vinili), mentre gli altri due sono comprensibilmente legati alle scelte che si prenderanno in punti particolari e importanti del gioco.

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Intrattenimento da… incubo

In basso a sinistra dello schermo, sotto il naso del giocatore, c’è un contatore di followers, che sale o diminuisce a seconda delle azioni e delle decisioni che Anne prende: in più sarà possibile leggere commenti, il più delle volte sprezzanti e crudeli nei suoi confronti, degli spettatori della sua vita, come se ogni passo che la ragazza sta compiendo fosse alla mercè di tutti, sui social, come una live streaming sempre attiva e senza censure (da segnalare il quadro con Barbascura ritratto, che poi ricompare nei commenti, annunciando di star togliendo anche lui il follow).

Tutto ruota attorno ai social, e piano piano ci renderemo sempre più conto che l’ossessione della protagonista nei confronti di una content creator, inizialmente suo idolo, sta precipitando in un baratro di follia, distorcendo completamente l’iniziale devozione nei confronti di Aki (è questo il suo nome) fino quasi ad odiarla e a colpevolizzarla di tutto.

Le scene di terrore funzionano, il ritmo non cala mai e si è sempre in costante stato di vigilanza perché ad ogni angolo potrebbe nascondersi una insidia o uno spavento. Il gioco porterà il giocatore a risolvere enigmi, a scappare da mostri spaventosi, a trovare oggetti chiave in un labirinto che è sia fisico che mentale, in un turbinio di emozioni contrastanti che confondono ma allo stesso tempo portano tante risposte alle domande che ci si fa strada facendo.

Il tutto è magistralmente realizzato in prima persona, per calarci meglio nella parte sia di Anne che degli spettatori-giudici, con una grafica mozzafiato e dei concept di mostri e ambientazioni decisamente apprezzabili e che richiamano anche concetti chiave della narrazione. Il comparto audio è sapientemente calibrato, senza esagerazioni ma distillato nei punti giusti per creare suspence, e i comandi sono semplici ed intuitivi, in più su PC è possibile utilizzare anche il pad Xbox qualora lo si preferisse ai classici mouse e tastiera.

BrokenLore Unfollow funziona, come i suoi predecessori, e oltre a creare le giuste situazioni in cui si prova paura e angoscia, come ogni horror ben fatto richiede, porta anche ad una riflessione profonda ed introspettiva sui ruoli di vittima e carnefice, di quanto i due confini siano labili e di quanto spesso uno muta nell’altro diventando ciò che prima rifuggiva con odio.

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Ottimo 8
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Amante di videogiochi, serie tv, film, fumetti e libri, in particolare del genere horror, sin dalla tenera età.