Neil Gaiman è tornato a comunicare con i suoi fan dopo un periodo di silenzio, pubblicando un messaggio sul suo profilo Instagram in cui affronta le accuse che gli sono state rivolte. Lo scrittore ha voluto ringraziare i suoi sostenitori per i messaggi di supporto ricevuti nell’ultimo anno e mezzo, un periodo che ha definito particolarmente difficile. Gaiman ha sottolineato come sia stato testimone diretto dell’efficacia di una campagna diffamatoria, sentendo la necessità di chiarire la sua posizione.
Nel suo post, Gaiman afferma con forza che le accuse contro di lui sono «del tutto e semplicemente false». Aggiunge di avere a disposizione email, messaggi di testo e prove video che smentiscono categoricamente le accuse, puntando il dito contro coloro che hanno diffuso e amplificato queste voci, mossi più dall’indignazione e dalla ricerca di clickbait che dalla volontà di verificare la veridicità dei fatti. L’autore ha espresso il suo stupore nel constatare come le prove a suo favore siano state ignorate o liquidate.
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La fiducia nel giornalismo investigativo
Gaiman ha rivelato di aver trovato conforto nel lavoro di un giornalista investigativo che scrive sotto lo pseudonimo di TechnoPathology, il quale ha esaminato attentamente le prove a disposizione e ha riportato le sue scoperte in modo oggettivo. Lo scrittore, pur non avendo avuto alcun contatto diretto con il giornalista, ha espresso la sua gratitudine per l’approccio scrupoloso e basato sui fatti, sottolineando come TechnoPathology sia stato l’unico a indagare a fondo sulla vicenda.
Nonostante le difficoltà affrontate, Gaiman ha dichiarato di aver seguito il suo stesso consiglio, ovvero di «fare buona arte» quando le cose si fanno difficili. Dopo aver terminato i suoi impegni televisivi, è tornato a dedicarsi alla scrittura, lavorando a un progetto che si preannuncia come il più grande dai tempi di American Gods. Parallelamente, continua a dedicarsi al suo ruolo di padre a tempo pieno, che rimane «la parte migliore della sua vita». Ha concluso il messaggio esprimendo preoccupazione per la situazione globale, ma ribadendo la sua fiducia nella prevalenza delle persone buone.