Eberron: Forge of the Artificer è il nuovo supplemento dedicato all’ambientazione di Eberron che aggiorna l’Artefice alle regole di D&D 2024 e introduce una serie di opzioni pensate sia per i giocatori sia per i Dungeon Master. Il manuale non si presenta come un volume enciclopedico sull’ambient, ed è composto da 112 pagine, al momento disponibile solo in inglese. Si propone come un ponte tra Eberron: Rising from the Last War e la nuova edizione del regolamento, adattando meccaniche, classi e contenuti al nuovo corso di Dungeons & Dragons. Quello che abbiamo tra le mani è un supplemento mirato, che punta a rendere Eberron pienamente giocabile con le regole aggiornate, aggiungendo allo stesso tempo nuovi strumenti narrativi e meccanici.
Il pezzo forte, l’Artefice
Il cuore del manuale è, prevedibilmente, la versione aggiornata dell’Artefice. La classe mantiene l’identità già vista in Tasha’s Cauldron of Everything, ma appare più solida e meno ambigua dal punto di vista delle regole. Alcune capacità iconiche sono state rielaborate: Tinker’s Magic ora consente di creare equipaggiamento non magico, mentre Replicate Magic Item sostituisce il sistema delle infusioni, permettendo all’Artefice di apprendere veri e propri progetti magici.

Dopo ogni riposo lungo, il personaggio può creare oggetti magici in base ai progetti conosciuti, con un limite massimo di oggetti attivi che cresce con il livello. Superato quel limite, l’oggetto più vecchio svanisce. Questa scelta elimina gran parte delle incertezze e delle interpretazioni arbitrarie che caratterizzavano le infusioni della 5e, offrendo una meccanica più chiara e sotto il controllo del Dungeon Master. Al 19° livello, anche l’Artefice accede agli Epic Boon, allineandosi così alle altre classi della nuova edizione.
Il manuale presenta ben cinque sottoclassi. Le quattro già note – Alchemist, Armorer, Artillerist e Battle Smith – tornano in versione aggiornata, affiancate dalla novità, la sottoclasse del Cartographer.
L’ Alchemist integra le regole di creazione delle pozioni presenti nella nuova Guida del Dungeon Master. L’ Armorer introduce il modello Dreadnaught, che aumenta dimensioni e portata dell’armatura arcana. L’Artillerist ed il Battle Smith ricevono solo aggiustamenti minori. Il Cartographer invece è la vera novità: una sottoclasse incentrata sulla creazione di mappe magiche che migliorano il posizionamento del gruppo, facilitano il coordinamento a distanza e permettono rapidi spostamenti. Nel complesso, le sottoclassi risultano coerenti con il design dell’Artefice 2024 e mantengono un buon equilibrio tra identità narrativa e utilità meccanica.
Il manuale offre poi un’ampia gamma di opzioni per i personaggi, con particolare attenzione ai Dragonmarks. Non sono più legati alle specie, ma diventano Origin Feats concessi dai background. È una soluzione meccanicamente elegante, che permette di combinare qualsiasi marchio con qualsiasi specie.
I marchi sono suddivisi in tre categorie, scelta chiaramente figlia della nuova filosofia di design di Wizards of the Coast con un risultato finale funzionale e flessibile:
- Dragonmarks, equivalenti a quelli della 5e;
- Greater Dragonmarks, talenti avanzati selezionabili dal 4° livello;
- Mark of Siberys, un Epic Boon che consente di lanciare un potente incantesimo una volta per riposo breve senza consumare slot.
Infine sono presenti 17 background, tra cui quelli legati ai Dragonmarked Houses, oltre a nuove opzioni come Archaeologist, Aberrant Heir e Inquisitive. Per quanto riguarda le specie, tornano Changeling, Kalashtar, Shifter e Warforged, a cui si aggiungono i Khoravar, ovvero i mezz’elfi di Eberron, ribattezzati per uniformarsi alla nuova nomenclatura.
Bastioni in khorvaire
Forge of the Artificer introduce le Roccaforti di Eberron, con una novità particolarmente interessante: le roccaforti mobili. I personaggi possono costruire il proprio bastione su navi, aeronavi o treni Folgore, trasformando la base operativa in una struttura itinerante. Queste roccaforti richiedono strutture speciali e possono subire guasti o imprevisti, rendendo il viaggio parte integrante dell’avventura. Il sistema è strettamente legato alla nuova meccanica della Renown, introdotta nella Dungeon Master’s Guide 2024 e qui integrata con i Dragonmarked Houses.

Non solo regole
Quando il manuale si sposta sull’approfondimento narrativo, i risultati sono più altalenanti. La parte dedicata a Sharn e alle sue bande criminali offre spunti investigativi e antagonisti, ma risulta piuttosto superficiale e ridondante per chi possiede già Eberron: Rising from the Last War, nonostante sia invece una manna dal cielo per chi non possiede il vecchio manuale. La mancanza di mappe e di un vero approfondimento rende questa sezione una delle meno convincenti del volume
Molto più riuscita è invece la sezione dedicata alle dinamiche politiche ed economiche delle Dragonmarked Houses. Le rivalità, le tensioni interne e i conflitti aperti sono ben delineati e si intrecciano in modo efficace con la meccanica della Renown. I personaggi possono ottenere favori, risorse e supporto in base al loro prestigio, rendendo il rapporto con le casate una parte centrale della campagna. L’introduzione di House Tarkanan, una banda criminale composta da individui con marchi aberranti, aggiunge un ulteriore livello di conflitto e offre spunti narrativi molto interessanti. Il manuale dedica spazio anche alle spedizioni accademiche legate alla Morgrave University, proponendo un approccio episodico alle campagne basato su missioni di esplorazione, recupero di reliquie e scoperte archeologiche. È una sezione che cattura perfettamente lo spirito avventuroso di Eberron e fornisce strumenti pronti all’uso per Dungeon Master e giocatori.

Infine, un’intera sezione è riservata alle aeronavi elementali, con regole per la loro costruzione, il potenziamento, la riparazione e il combattimento aereo. Il materiale è utile e stimolante, anche se alcune situazioni limite, come le difese contro intrusioni magiche o incidenti catastrofici, vengono lasciate alla discrezione del Dungeon Master. A chiudere il volume troviamo una manciata di nuovi oggetti magici e una selezione di PNG e mostri pronti all’uso.
Nel complesso, Eberron: Forge of the Artificer è un supplemento valido e ben progettato, che non sostituisce il materiale precedente su Eberron ma lo aggiorna e lo rende compatibile con D&D 2024. La revisione dell’Artefice, la nuova gestione dei Dragonmarks, le roccaforti mobili e l’integrazione delle Dragonmarked Houses rappresentano i punti più forti del manuale. Rimane il rammarico per alcune sezioni poco approfondite e per un’esplorazione limitata di Khorvaire, che avrebbe potuto ampliare ulteriormente l’ambientazione. È un acquisto consigliato soprattutto a chi già gioca o intende giocare Eberron con le nuove regole, mentre chi si avvicina per la prima volta all’ambientazione potrebbe aver bisogno di affiancarlo ad altri manuali per ottenere un quadro più completo.
