Coriolis: Il Terzo Orizzonte Recensione, un’avventura spaziale dalle radici arabe

Un gioco di ruolo dai toni mediorientali che fonde misticismo, viaggio spaziale e intrighi politici, offrendo un universo ricco di misteri e avventure di vario genere. Ecco la nostra recensione!

Simone Lelli
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Simone Lelli
Editor in Chief
Amante dei videogiochi, non si fa però sfuggire cinema e serie tv, fumetti e tutto ciò che riguarda la cultura pop e nerd. Collezionista con seri...
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Oggi parliamo di Coriolis – Il Terzo Orizzonte, un GdR capace di evocare fascino e stupore in egual misura. Pubblicato in Italia da Wyrd Edizioni, ma nato sotto l’ala della svedese Free League Publishing, questo titolo unisce l’esplorazione spaziale a un profondo senso di spiritualità, quasi mistica, che richiama a gran voce il sapore mediorientale di Le Mille e Una Notte. Immaginate guerre tra fazioni e conflitti religiosi combattuti su stazioni orbitali decorate come antichi palazzi, astronavi progettate con linee eleganti e cariche di simboli, e un mondo in cui l’oscurità dello spazio assume i contorni di una minaccia tangibile, la Tenebra fra le Stelle.

Coriolis ci trasporta in un futuro lontanissimo, dove i Portali – vestigia di una civiltà scomparsa – connettono trentasei sistemi noti come il Terzo Orizzonte. L’arrivo della mastodontica nave coloniale Zenith, salpata dalla Terra secoli addietro, rompe gli equilibri e sparge semi di tensione. Le fazioni in conflitto sono i Precursori, che si sono evoluti in una cultura ricca di religione e superstizione, e gli Zenithiani, più orientati alla modernità e all’espansione commerciale. A fare da centro nevralgico è la stazione orbitante Coriolis, costruita riadattando i resti dell’astronave Zenith: un crocevia al cui interno fervono commerci, diplomazie e interessi politici in costante equilibrio precario.

Le influenze alla base dell’ambientazione sono svariate: dai toni desertici di Dune alla dimensione cosmopolita di Deep Space Nine, fino a un retrogusto western nello stile di Firefly. Il tocco distintivo, però, è il marcato misticismo mediorientale: nel Terzo Orizzonte si venerano le Icone, divinità misteriose, e si temono presenze arcane come Djinn e Ifriti, spiriti che danzano sul sottile confine tra realtà e leggenda. L’arrivo degli Emissari, entità enigmatiche uscite da un gigante gassoso, aggiunge ulteriore inquietudine a una regione stellare già segnata dalla sfiducia reciproca tra popoli.

Un regolamento semplice ma coinvolgente

Coriolis si basa su una versione modificata dello Year Zero Engine, lo stesso sistema che ha dato vita a Mutant: Year Zero e Alien RPG. Le meccaniche chiave sono piuttosto lineari: per compiere un’azione si sommano Caratteristiche e Abilità, poi si tirano altrettanti dadi a sei facce. Ogni “6” rappresenta un successo; un solo successo basta a portare a termine la maggior parte delle prove, mentre successi addizionali attivano effetti extra, come colpi critici in combattimento.

Un tocco di sapore unico è dato dai Punti Tenebra, accumulati ogni volta che i personaggi pregano le Icone (cioè quando decidono di ritentare un tiro andato male) o in situazioni particolari, come i lunghi viaggi nello spazio profondo. Ogni Punto Tenebra va nelle mani del Master, il quale può spenderlo per complicare la vita ai giocatori, introdurre imprevisti o potenziare i nemici. È un sistema semplice, eppure incide moltissimo sull’atmosfera: più i giocatori sfidano la sorte, più alimentano quella Tenebra che alberga negli angoli sconosciuti dell’Universo.

La costruzione dei personaggi incoraggia l’interconnessione: si stabilisce un Concept di gruppo (che siano Esploratori, Mercenari o Pellegrini) e si sceglie un’astronave base, decidendo perfino quale istituzione ha finanziato il veicolo e a quale fazione si deve un bel po’ di crediti. Ogni personaggio può poi scegliere un ruolo di equipaggio (Pilota, Capitano, Cannoniera, Operatore, Meccanico) da svolgere in battaglia spaziale. Le regole premiano la personalizzazione, spingendo i giocatori a definire background e problemi personali, sempre utili per il Master che desideri intessere conflitti emotivi o drammatici all’interno del party.

Un elemento che emerge con forza è la gestione dell’astronave, vera protagonista al pari dei personaggi. Le regole di volo e combattimento tra navi sono più dettagliate rispetto ad altri aspetti del gioco e, pur rallentando leggermente il ritmo, sanno regalare momenti di adrenalina purissima. Ogni partecipante ha il suo compito durante la battaglia: chi dirige l’equipaggio, chi manovra i sensori, chi aziona i cannoni e chi smista l’energia tra i vari sistemi. Il risultato è uno scontro strutturato, in cui la coordinazione diventa fondamentale per emergere vincitori. L’insieme crea un bel senso di “vita di bordo”, consolidando l’idea che Coriolis non è solo un GdR di avventure individuali, ma di equipaggi uniti dalle circostanze.

L’edizione italiana: un gioiello visivo

La pubblicazione italiana di Wyrd Edizioni non delude le aspettative. Il manuale è corposo, ricco di illustrazioni che si distinguono per la capacità di evocare lo splendore e i misteri dello spazio dalle venature arabeggianti. La copertina Arabesk impreziosita da finiture lucide in particolare, è un piccolo capolavoro, e chi ama collezionare volumi di questo tipo apprezzerà la resa estetica. Le pagine, con sfondi stellati e layout curato, riescono a trasmettere un senso di immersione che fa venire voglia di giocare sin dal primo sguardo. Qualche testo nei riquadri di dimensioni ridotte può risultare meno leggibile a occhi non allenati, ma si tratta di un dettaglio che non compromette la godibilità complessiva.

La grande forza di Coriolis è la sua anima profondamente evocativa. Dalla religione delle Icone fino alle superstizioni sugli spiriti malvagi, si avverte un desiderio di unire la fantascienza classica con il fiabesco arabo. È vero che, in alcuni punti, i riferimenti culturali potrebbero apparire vaghi (ad esempio non viene approfondita la vera ragione dell’adozione di una cultura arabeggiante a livello universale, o la lingua effettivamente parlata nei vari sistemi) ma ciò lascia ampio spazio alla creatività dei Master, che possono colmare le lacune come preferiscono.

Un’avventura tra stelle e spezie d’Oriente

Coriolis – Il Terzo Orizzonte convince per la sua capacità di mescolare fantascienza e misticismo, regalando avventure che spaziano dalle lotte politiche alle missioni di esplorazione, fino alle indagini soprannaturali nell’oscurità cosmica. Il sistema di regole è agile, adatto ai neofiti, e i Punti Tenebra aggiungono tensione alle sessioni, spronando i giocatori a sperimentare e a prendersi rischi. Sul fronte narrativo non mancano spunti intriganti, dalle fazioni più varie al ruolo degli Emissari, passando per i contrasti commerciali e religiosi.

Chi cerca un GdR fantascientifico “diverso dal solito” e non disdegna l’idea di incontrare un Djinn in un reattore nucleare o partecipare a un matrimonio tra clan rivali a bordo di una stazione orbitante, troverà in Coriolis una finestra su un cosmo vivo e seducente. Rimane qualche piccola imprecisione o mancanza di approfondimento, ma nulla che un buon Master non possa risolvere con un pizzico di iniziativa.

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Amante dei videogiochi, non si fa però sfuggire cinema e serie tv, fumetti e tutto ciò che riguarda la cultura pop e nerd. Collezionista con seri problemi di spazio, videogioca da quando ha memoria, anche se ha capito di amarli su quell'isola di Shadow Moses.