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Candela Obscura Recensione: affrontare la paura un passo alla volta

I GDR sono fantastici se si va sul fantasy: forse complice la presenza di Dungeons & Dragons da decenni, è davvero facile diventare un Paladino Umano pronto a sconfiggere il male o un Ranger Elfo che nei boschi caccia i mostri. Ma cosa succede quando l’ambientazione cambia e ci si sposta sull’investigativo? Nascono titoli come Il Richiamo di Chtuhlu, esperienze decisamente più posate ma che a tutti gli effetti diventano complesse da gestire con il sistema di gioco e che cadono sotto il peso dell’immaginario di Lovecraft. Candela Obscura nasce per questo.

Fidati della tua Cerchia

Candela Obscura mette i giocatori nei panni di investigatori dell’omonima agenzia, atta a catalogare tutti i Fenomeni (eventi provenienti da altri reami) e a difendere gli ignari cittadini di Newfaire. Il gioco è ambientato in una città fittizia del 1900, dove la guerra è finita da poco con la scoperta dell’energia elettrica, e dove la città si trova a dover tirare un sospiro di sollievo. Ma mentre la vita avanza, non ci scordiamo la presenza di Oldfaire, una città sepolta piena di misteri, e una serie di fatti inspiegabili su cui i giocatori dovranno indagare.

I giocatori faranno parte di una Cerchia, un gruppo (che avrà abilità dedicate) gestite da un Lightkeeper, un ex-operativo o semplicemente qualcuno al comando. Il gioco si basa su Illuminated Worlds System, pensato per sessioni breve, e il modo in cui si dispone sembra ben centrato e accurato.

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Partiamo dalle basi: il sistema non si poggia ufficialmente, ma è ispirato fortemente, da Forged in the Dark. Si tirano D6, dove 1-3 saranno fallimenti, 4-5 successi misti e 6 successi completi. A gestire il gioco 9 statistiche, che definiranno le vostre prove, della valuta da spendere per tirare extra e ritirare dadi, e ovviamente un sistema di marchi e cicatrici che porterà il vostro personaggio non verso la morte, a più verso un’evoluzione e una crescita.

Un sistema narrativo

Tutto il gioco si basa su un sistema che spinge molto alla narrazione: vi basterà pensare che per quanto riguarda i danni, se negli altri giochi abbiamo spesso Punti Ferita da dover scalare, qui avremo marchi e cicatrici. Un marchio potrà essere inflitto da un evento traumatico, persino un successo misto, e potrà essere fisico, mentale o sovrannaturale.

Al quarto marchio ottenuto in una categoria, il personaggio sarà incosciente, pulirà i marchi presi in quella suddetta categoria e prenderà una cicatrice. Essa sarà relativa ai vari danni presi, verrà scelta dal giocatore, e oltre a caratterizzare in termini di roleplay il personaggio, vi farà spostare un punto da una caratteristica ad un’altra, quasi ad evidenziare appunto un’evoluzione. Alla quarta cicatrice il personaggio tirerà le cuoia, o se volete si ritirerà dall’operatività sul campo (magari diventando un Lightkeeper, chi lo sa).

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Anche il resto del gioco è molto “lite” in termini di regole: i tiri dei dadi verranno fatti in base ai punti in una relativa abilità, alle Spinte spese per aggiungerne (consumando questa valuta) e eventualmente ad oggetti nell’inventario utili per l’azione da fare.

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L’arte di essere alternativi

Candela Obscura si pone due grandi obiettivi in termini di GDR: proporre un horror sovrannaturale capace di distaccarsi dall’immaginario di Chtulhu, e costruire un sistema per campagne brevi (Illuminated Worlds System) capace di lanciare subito nella narrativa. Per farvi capire bene, Candela Obscura ha permesso la creazione di uno spettacolo teatrale di ruolo, un intrattenimento che fonde il GDR classico con il teatro in un modo molto interessante (che su un Fantasy sarebbe difficile da attuare).

Taliesin Jaffe, uno dei creatori di Candela Obscura, ci ha tenuto a evidenziare come secondo la sua visione, Chtulhu ha raggiunto un punto di saturazione: nonostante la magnificenza dell’opera di Lovecraft, c’è da dire che una presenza tale diventa quasi totalizzante. Candela Obscura, pur prendendo in prestito alcune atmosfere, riesce però a togliere questo elefante nella stanza, dando quindi più spazio al resto. Ecco allora che sessioni di Candela Obscura possono diventare simili a episodi di Fringe e Warehouse 13, proponendo casi particolari che, una volta distaccati da questa figura onnipresente, diventano più originali e liberi. Ne sono l’esempio alcuni degli incipit inseriti nel manuale, appunto, o quello del Quickstart (un caso ispirato a fatti reali, ovviamente romanzati).

Lo avrete capito ormai, il libro di Candela Obscura punta molto a rendervi partecipi di un’ambientazione, considerato il sistema di regole leggero (da non confondere con semplicistico). Dentro al libro troverete molti dettagli sui quartieri, sulla storia e tanto altro ancora, informazioni che sicuramente non saranno utili a chi vuole creare il proprio mondo con lo stile di Candela Obscura, ma che sicuramente tornerà utile per degli spunti.

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Come abbiamo detto Candela Obscura è un gioco molto incentrato sul roleplay: abbandonati i calcoli matematici de Il Richiamo di Chtulhu, potrebbe non piacere a chi adora sistemi di regole più complessi. Nonostante tutto, la meccanica della Cerchia, il level up interessante e non distruttivo in termini di bilanciamento, e le varie classi disponibili, rendono Candela Obscura un’eccellente alternativa, un gioco che suggeriamo di giocare almeno una volta per capirne la profondità.

Simone Lelli
Amante dei videogiochi, non si fa però sfuggire cinema e serie tv, fumetti e tutto ciò che riguarda la cultura pop e nerd. Collezionista con seri problemi di spazio, videogioca da quando ha memoria, anche se ha capito di amarli su quell'isola di Shadow Moses.

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