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Boris 4, le nostre impressioni sulle prime due puntate

Cambiano i tempi ma non i vizi dell’essere umano, specialmente quando questi sono fatti per lavorare in Italia: ecco allora che Boris 4 torna, stracciando un po’ le premesse del film e tornando alle serie tv. Solo che queste sono cambiate, evolute verso un media decisamente diverso dalla tv classica che poteva permettersi di trasmettere Gli Occhi del Cuore, Libeccio o la Bambina e il Capitano. Ora siamo nello streaming, nel binge watching, e nei sistemi algoritmici che fanno in modo che la serie sia inclusiva e ricca. Eccoci con Boris 4, del quale abbiamo visto le prime due puntate, e di cui vi raccontiamo le nostre impressioni.

Nel cast di Boris 4, accanto ad alcune new entry, tornano tutti gli amati interpreti delle passate stagioni: in ordine alfabetico, Luca Amorosino, Giulia Anchisi, Valerio Aprea, Massimiliano Bruno, Ninni Bruschetta, Raffaele Buranelli, Aurora Calabresi, Paolo Calabresi, Astrid Casali, Antonio Catania, Eugenia Costantini, Carolina Crescentini, Cecilia Dazzi, Massimo De Lorenzo, Giordano De Plano, Alberto Di Stasio, Caterina Guzzanti, Corrado Guzzanti, Angelica Leo, Andrea Lintozzi, Emma Lo Bianco, Jerri Mastrodomenico, Francesco Pannofino, Lucio Patanè, Cristina Pellegrino, Maurizio Pepe, Edoardo Pesce, Giuseppe Piromalli, Alessio Praticò, Karin Proia, Andrea Purgatori, Carlo De Ruggieri, Andrea Sartoretti, Pietro Sermonti, Alessandro Tiberi, Giorgio Tirabassi e Nina Torresi.

Piacere, Algoritmo

Una delle tematiche più importanti che vediamo in questa nuova stagione – speriamo non l’ultima – di Boris è il fatto che esista una Piattaforma (non nominata, ma simile a quelle più moderne e in voga) che produce contenuti e accetta idee da tutto il mondo. Solo che per avere il “Lock”, ovvero la chiusura di un tot di episodi da poter visionare e andare avanti serve rispettare delle regole implicite, che solo l’Algoritmo conosce e solo l’Algoritmo sa distinguere in base alla moda del momento. Perché alla fine potrebbero andare di moda i supereroi o i vampiri, ma servono degli evergreen che piacciono (e che se siete fruitori di serie tv moderne, conoscerete già).

Interessanti quindi i personaggi nuovi, come Allison, il contatto diretto tra il team e la Piattaforma, ma altrettanto intriganti i personaggi “ridefiniti”, a partire dallo “Schiavo” che prosegue la sua coerenza nello staccarsi da quella forma di vita infima che aveva al tempo, fino ad Alessandro che, spenta la tensione con Arianna (per ora si atteggiano come due conoscenti) torna come un Responsabile, un “capoccia” della Piattaforma (anche se sembra davvero non conti poi così tanto).

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Come se non fosse passato mai del tempo

Ritroviamo quindi tutti, quasi tutti, perché il tempo è passato e alcuni degli attori li abbiamo persi, purtroppo; Mattia Torre purtroppo non fa parte del team, dopo la sua scomparsa prematura nel 2019, ma la serie omaggia davvero in modo dolce e unico la sua persona, sia privata che lavorativa. Altro omaggio presente è quello legato a Roberta Fiorentini, la nostra amata Itala, che viene contestualizzata dentro alla serie con una partenza a bruciapelo che subito ci lancia dentro alla nuova linea narrativa.

Boris 4 infatti parte “de botto, così, senza senso”, e sebbene sia carica di richiami alle precedenti stagioni e a dei tormentoni che negli ultimi anni l’internet ha reso virali, sembra davvero che non sia mai passato del tempo, che tutto sia rimasto immutato, al punto che la serie non si perde nemmeno a contestualizzare troppo e ci lancia informazioni come se noi fossimo già a conoscenza di come funziona ora, e di come sia stato fino ad oggi per loro. E la costa strana, è che funziona.

Insomma, Boris è tornato e in grande stile: lo spettatore può ritenersi fortunato, perché le premesse che racconta sono davvero quelle di riavere tra noi una delle serie più strane e concrete, una che forse potrebbe magari far esplodere Boris verso il resto del mondo (sempre che riesca a piacere all’Algoritmo). Con un piglio nuovo legato allo streaming e alle piattaforme che lo fanno, Boris 4 mantiene la sua verve in tutte e due le prime puntate della serie: siamo in un’epoca diversa dove le serie tv non vanno alla grande sulle reti tv, e quindi cambia il lavoro, cambia il processo ma non i vizi di questi personaggi che troviamo e riscopriamo come se non fosse mai passato il tempo.

Simone Lelli
Amante dei videogiochi, non si fa però sfuggire cinema e serie tv, fumetti e tutto ciò che riguarda la cultura pop e nerd. Collezionista con seri problemi di spazio, videogioca da quando ha memoria, anche se ha capito di amarli su quell'isola di Shadow Moses.

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