La Ruota della Fortuna, dal Medioevo alla TV: cenni storici e curiosità

Redazione
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Mike Bongiorno alla "Ruota della fortuna" nel 1996 (Ravezzani/LaPresse/Archivio Storico)

La Ruota della Fortuna nasce come un vero e proprio simbolo culturale, molto prima di diventare un gioco televisivo. La sua storia attraversa secoli e contesti diversi, mantenendo però un significato costante legato all’instabilità della condizione umana. Per questo motivo, vale la pena di scoprire alcuni cenni storici e curiosità su questo passatempo.

La storia della Ruota della Fortuna

Nell’antichità, e soprattutto nel Medioevo, la Ruota della Fortuna rappresentava l’idea che il destino potesse cambiare improvvisamente, senza una logica riconoscibile. Questo concetto trovò una formulazione chiara nel motto latino “Regnabo, Regno, Regnavi, Sum sine regno”, che descriveva le quattro fasi della vita di chi sale al potere e poi lo perde. La ruota non indicava una punizione o una ricompensa, ma un movimento continuo che coinvolgeva tutti.

Una delle prime fonti scritte che contribuirono alla diffusione di questo concetto fu il “De consolatione Philosophiae” di Severino Boezio, opera composta nel IV secolo dopo Cristo. In questo testo, la Fortuna viene descritta come una forza instabile, incapace di offrire certezze durature. L’opera di Boezio trovò una diffusione molto ampia nel Medioevo e influenzò profondamente la cultura europea, sia in ambito filosofico sia in quello artistico. La Ruota della Fortuna divenne così un’immagine ricorrente nei manoscritti, nelle miniature e nelle decorazioni architettoniche.

La prima raffigurazione medievale conosciuta della Ruota della Fortuna risale all’XI secolo e si trova in un manoscritto illustrato. L’immagine mostra una grande ruota con quattro figure umane collocate nei punti principali. Ogni figura rappresenta una condizione diversa, legata alla salita e alla caduta. Questo schema visivo ebbe grande successo perché comunicava un messaggio complesso in modo immediato e comprensibile. L’immagine non richiedeva spiegazioni e poteva essere interpretata anche da chi non sapeva leggere.

Dai tarocchi a Internet

Nel XV secolo, la Ruota della Fortuna entrò stabilmente nell’immaginario collettivo grazie ai tarocchi. Nel mazzo Visconti Sforza, considerato il più antico mazzo di tarocchi giunto fino a oggi, la carta della Ruota della Fortuna occupa un ruolo centrale. La presenza di questa figura all’interno di un gioco di carte dimostra come il simbolo fosse oramai parte integrante della cultura popolare.

Un’ulteriore prova di ciò viene dalla diffusione di alcuni videogames basati sulle meccaniche della Ruota, come la slot online con la Hot Wheel, per citare un esempio concreto. Nel mezzo, ovviamente, si trova l’esordio del gioco in televisione. Il passaggio dalla tradizione simbolica al formato televisivo avvenne nel XX secolo. Negli Stati Uniti, nel 1975, debuttò sulla rete NBC il programma “Wheel of Fortune”. Il format adattava l’idea della ruota ad un quiz basato sulle parole, unendo elementi di gioco e intrattenimento. Il successo fu rapido e duraturo. Il programma riuscì a rimanere in onda per decenni e venne esportato in circa 60 paesi, diventando uno dei quiz televisivi più conosciuti al mondo.

In Italia, la Ruota della Fortuna arrivò negli anni Ottanta. Il vero successo arrivò però nel 1989, quando il programma passò su Canale 5 con Mike Bongiorno. Bongiorno rimase alla guida del quiz fino al 2003, per un totale di 14 anni e migliaia di puntate trasmesse anche su Rete 4. La sua conduzione contribuì in modo decisivo alla popolarità del programma.

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