Green IT, ecco la nuova frontiera della sostenibilità informatica

Simone Lelli
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Simone Lelli
Editor in Chief
Amante dei videogiochi, non si fa però sfuggire cinema e serie tv, fumetti e tutto ciò che riguarda la cultura pop e nerd. Collezionista con seri...
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Quando si effettua un’operazione su internet, che si tratti di giocare a un videogame online o di fare una ricerca su Google, viene generato un consumo di risorse naturali, che quasi elimina la barriera tra il mondo digitale e quello fisico. Basti pensare che i data center sono responsabili del 2% del consumo dell’elettricità mondiale, quota che è destinata a salire sempre di più visto l’aumento dell’uso di internet e, in particolare, dell’intelligenza artificiale. La sostenibilità digitale, di conseguenza, non è più un’opzione: ecco perché bisogna fare attenzione a rispettare le pratiche del Green IT.

Cos’è il Green IT

Con questo termine ci si riferisce all’insieme delle pratiche e delle tecnologie che mirano a ridurre l’impatto ambientale provocato dall’informatica. Lo scopo del Green IT è la massimizzazione dell’efficienza energetica, con il raggiungimento di un’elevata sostenibilità senza rinunciare alla qualità tecnologica. Sono tre le aree su cui si concentra questo innovativo concetto: il risparmio energetico, mirando all’ottimizzazione dei server e dei data center al fine di ridurre le emissioni nocive e i consumi; la gestione dell’hardware, utilizzando il più possibile materiali riciclati e progettando dispositivi a basso impatto; il Green Coding, ovvero lo sviluppo di software più leggeri e di algoritmi che richiedano minori cicli di calcolo della CPU.

La sfida dei big data

L’obiettivo più grande di questa era informatica è l’apprendimento automatico. Addestrare un singolo modello linguistico di grandi dimensioni può generare enormi quantità di CO2, per cui la maggiore efficienza dei modelli e la progettazione di siti web più leggeri sono ormai un trend necessario. Ad esempio, evitare la riproduzione automatica dei video, il download di file di cui non si ha bisogno e la riduzione del peso delle immagini sono apparentemente piccoli traguardi, che però moltiplicati per miliardi di utenti e di operazioni al giorno, riducono drasticamente le emissioni di carbonio.

L’essenzialità delle interfacce

Il Green IT punta fortemente sul minimalismo. Progettare un’interfaccia pratica e sostenibile permette di eliminare il superfluo, concentrandosi sulla funzionalità. Questo approccio si basa su simboli chiari e intuitivi, proprio per limitare il più possibile le interazioni non necessarie. Ad esempio, un utente che cerca online il significato delle carte napoletane si aspetta di trovare delle risposte immediate attraverso spiegazioni testuali e simboli. Allo stesso modo, un’interfaccia green deve basarsi su icone e indicazioni semplici per guidare l’utente a trovare ciò che cerca, senza costringere la CPU a caricare animazioni non strettamente collegate a quanto viene richiesto.

Meno righe e meno consumi

La sostenibilità digitale mira, quindi, a far lavorare il meno possibile i processori. Ciò comporta due vantaggi: un minor uso dei componenti ne allunga il ciclo di vita, rimandando l’acquisto di un nuovo prodotto anche di alcuni anni; uno sforzo inferiore provoca lo sviluppo di una minore quantità di calore, abbassando l’energia necessaria per il raffreddamento dei server. In conclusione, delle scelte consapevoli possono costruire un ecosistema digitale sostenibile, mantenendo alti i livelli qualitativi dei servizi e causando un minimo impatto sul pianeta.

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