Quando uscì il primo capitolo di Poppy Playtime, sviluppato da Mob Entertainment, nel lontano del 2021, nessuno si sarebbe mai aspettato un successo tale da arrivare al quinto attesissimo capitolo, pubblicato (come tutti gli scorsi capitoli del resto) sia su PC su Steam che su Playstation 5 e Xbox Series X/S. Tutto iniziò con una campagna Kickstarter per lo sviluppo e la pubblicazione, da parte di Isaac Christopherson, il game director di Mob del primo capitolo, che fu accolto e osannato dal pubblico nonostante la sua brevità, di circa 40-45 minuti, seppur intensissimi: i capitoli successivi invece regalarono diverse ore di puro divertimento, con una storia complessa e intensa e una moltitudine di personaggi diventati ormai iconici.
La serie di fortunati giochi survival horror in prima persona ambientati in una fabbrica di giocattoli, ormai conta migliaia di fan, gadget, libri, fumetti e persino una futura serie televisiva e degli spin off, con protagonisti i giocattoli della Playtime & Co. che il misterioso protagonista che impersoniamo incontra nel gioco. Noi, che abbiamo seguito con passione la storia di Poppy dal primo momento, abbiamo provato per voi il quinto capitolo, uscito attualmente solo su PC (Steam), e questa è la nostra recensione!
Tra pupazzi animati e giocattoli parlanti
Da quel che sappiamo dal primo capitolo di Poppy Playtime, intitolato A Tight Squeeze (l’unico titolo gratuito e disponibile su tutte le piattaforme), il giocatore impersona un ex dipendente che, una volta ricevuta una misteriosa cassetta che lo intimava di tornare alla Fabbrica nonostante sia abbandonata e in disuso da anni, si ritrova a dover scappare da mostruosi giocattoli giganti e ad indagare sulla scomparsa di tutti coloro che ci lavoravano.
Seguendo le peripezie del protagonista, la cui identità rimane un mistero, scopriamo man mano tutti i retroscena della Playtime & Co., responsabile della sparizione dei bambini che venivano accolti all’interno dell’azienda con la scusa di testare i giocattoli prodotti e valutarne l’indice di gradimento.
Il quinto capitolo riprende esattamente nel critico punto in cui eravamo stati interrotti alla fine del quarto. Come gli altri giochi della saga, si inizia col botto: un inseguimento, degno del primo episodio, in cui i riflessi e il sangue freddo sono fondamentali. Poppy Playtime 5 quindi si riconferma terrificante come i suoi predecessori: i giocattoli mostruosi ci daranno filo da torcere e ci braccheranno per tutta la durata del gioco, destreggiandoci tra enigmi ambientali, fughe, colpi di scena e nuovi personaggi inquietanti, ma anche la tanto attesa entrata in scena del Prototipo, l’entità misteriosa dietro agli eventi sanguinosi perpetrati in Fabbrica.
Nuovi poteri, grandi responsabilità
Il nostro eroe ormai è stato eletto il salvatore dei giocattoli buoni, che lo chiamano “Il Macellaio della Playtime”, e sin dall’inizio fa la conoscenza di nuovi alleati che si sono apertamente schierati contro il Prototipo, che sta mietendo vittime e seminando il terrore indisturbato da prima del nostro arrivo. Ritroveremo anche vecchi amici, come Poppy e Kissy Missy, cadute vittime del nuovo villain del quinto capitolo, già presentato nel trailer di lancio: Lily Lovebraids, una bambolina dalla doppia personalità con lunghi capelli viola intrecciati, che hanno vita propria.
Nonostante la sua presenza sia relegata a questo capitolo, come i precedenti villain, Lily riesce a conquistare i cuori dei giocatori con la sua pazzia e la sua crudeltà, e i suoi capelli animati da vita propria le conferiscono una personalità unica e un concept memorabile. Squadra che vince non si cambia, e difatti lo stile di gioco rimane, giustamente, invariato: gli enigmi sono risolvibili grazie all’utilizzo delle manine meccaniche estendibili, e questo quinto capitolo ne introduce due nuove dai poteri estremamente interessanti e versatili. Le ambientazioni diventano più cupe, ci addentriamo in quella che è la parte della misteriosa fabbrica di giocattoli addetta agli esperimenti di laboratorio, fino ad arrivare agli habitat di contenimento di alcuni giocattoli, scoprendo dettagli scioccanti sulle ricerche perpetrate sui bambini.
La componente horror quindi è sempre viva e pulsante, con un bel comparto sonoro avvolgente che immerge e carica le scene di tensione e paura, rendendo questo quinto capitolo non solo all’altezza degli scorsi della saga, ma forse anche il più inquietante e spaventoso, complice anche il fatto che il protagonista è perennemente braccato dal Prototipo e possiamo scorgerlo in più di una occasione in agguato nell’ombra.
Fondamenta solide e basi certe
Il gameplay di Poppy Playtime rimane invariato nel corso dei capitoli, confermando un sistema di gioco coerente e ben strutturato anche in questo quinto capitolo, il che lo rende divertente ed emozionante grazie ad inseguimenti al cardiopalma e enigmi articolati e ben pensati. Si corre, si salta, si può utilizzare una simpatica lucina a forma di stella che è dotata anche di un raggio U.V. che permette di vedere messaggi nascosti e aiuti lasciati dai tuoi amici giocattoli, e naturalmente si può utilizzare l’ immancabile imbragatura dotata di mani meccaniche, il tutto gestibile con semplicità tramite tastiera e mouse.
Vi è anche la compatibilità con il pad Xbox, e anche in quel caso i comandi son semplici ed immediati, di rapido apprendimento, rendendo il gioco accessibile anche ai giocatori più esigenti e meno esperti. É presente anche un inventario, in cui son consultabili i documenti trovati, i collezionabili che si possono raccogliere sparsi per tutto il gioco e gli oggetti chiave utilizzabili nel corso dell’avventura.
Poppy Playtime 5 è quindi, nel suo complesso, non una rivelazione ma una conferma di un prodotto videoludico che funziona, che si è ritagliato il suo spazio in un ambiente in cui i videogiochi indie horror ormai non stupiscono quasi più e raramente propongono una serie di giochi coerente e con una storia complessa ma affascinante. La narrazione in questo quinto capitolo diventa ancora più articolata, ma intrigante e sempre sul pezzo, con nemici carismatici che lasciano un segno indelebile nella trama e nella mente del giocatore. In più, il Prototipo, che sembra uscito direttamente dagli incubi di un bambino, è la definitiva ciliegina sulla torta di una serie horror ben fatta e che lascia il segno.


