High On Life 2 Recensione, ancora più minacce aliene, ancora più irriverenti

Ecco la nostra recensione di High on Life 2, il folle e irriverente seguito del titolo che già una volta ci ha fatto divertire a suon di alieni parlanti e comicità.

Gianluigi Crescenzi
Di
Gianluigi Crescenzi
Deputy Editor
Classe 90, invecchia bene tanto quanto il vino, anche se preferisce un buon Whisky. Ama l'introspezione, l'interpretazione e l'investigazione, e a volte tende a scavare molto...
- Deputy Editor
Recensionihigh on life 2
Lettura da 9 minuti
7.5 Buono
High on Life 2

Quando High On Life arrivò sul mercato nel 2022, ma anche quando in realtà fu rivelato col suo trailer fuori dalle righe, molti lo considerarono un titolo da provare assolutamente. Uno sparatutto in prima persona costruito attorno a idee semplici e un pizzico folli: armi parlanti, alieni fuori di testa e una comicità senza freni. Il tutto portava la firma di Squanch Games, lo studio fondato da Justin Roiland – uno dei creatori della serie Netflix Rick and Morty – e questo si sentiva in ogni singola battuta, gag o momento surreale. Non era un titolo perfetto, ma fu particolarmente apprezzato, nonostante per molti giocatori la mancanza della nostra lingua è stato uno scoglio non da poco.

High On Life 2, pubblicato questo 13 febbraio, Squanch Games ha provato a fare un passo in avanti, ampliando quella formula e cercando di trasformare quello che era un esperimento un po’ folle in un sequel più solido e sbarazzino. Il risultato? Un gioco che rimane fedele al suo spirito irriverente, migliorando diversi aspetti rispetto al predecessore, ma portandosi dietro anche qualche difettuccio per cui non si è corso ai ripari. Procediamo però con ordine, e analizziamo il gioco nella nostra recensione.

Una nuova minaccia nello spazio!

La storia di High On Life 2 riprende dopo gli eventi del primo capitolo. Il protagonista – il cacciatore di taglie che avevamo impersonato nel titolo originale – è ormai diventato una figura piuttosto famosa nella galassia. Le sue imprese contro il cartello G3 lo hanno reso una sorta di celebrità interstellare, con apparizioni televisive, interviste e missioni sempre più spettacolari. Ma come spesso accade in questo universo bizzarro, la fama dura poco. Una nuova minaccia si affaccia all’orizzonte: una gigantesca organizzazione farmaceutica aliena intenzionata a sfruttare gli esseri umani come droga, trasformando l’intera specie in una merce da vendere nel mercato galattico. Il nostro compito, naturalmente, sarà quello di fermare questa assurda cospirazione prima che sia troppo tardi.

Il racconto si sviluppa quindi attraverso missioni episodiche che ci porteranno in diversi angoli dell’universo, tra incontri improbabili, situazioni volutamente sopra le righe e un continuo bombardamento di battute e dialoghi surreali. Proprio come nel primo gioco, la narrazione non punta tanto su una trama complessa quanto su un continuo susseguirsi di momenti comici e situazioni assurde. Ci sono momenti in cui il gioco sembra quasi fermarsi per lasciare spazio alle gag: sketch improvvisi, conversazioni completamente nonsense tra le armi e i personaggi secondari, oppure intermezzi che sembrano usciti direttamente da una sitcom animata. È un approccio che rompe il ritmo dell’azione, ma non sempre nei momenti più opportuni. Nonostante ciò, chi ha tra le mani il pad giocando ad High on Life, si aspetta esattamente questo.

Senza fare altre anticipazioni sulla trama, mi soffermo un secondo in più sulla questione dell’umorismo. Nonostante sia dedicato principalmente a chi conosce la lingua inglese in audio, è particolarmente divisivo: tra satira sulle multinazionali, battute volgari e rotture della quarta parete, con alcuni momenti che creano risate spontanee, e altri che risultano un po’ forzati. Tuttavia è proprio questa anarchia narrativa a mantenere vivo il tono del gioco, che non prova mai davvero a prendersi troppo sul serio. Prima di dare una chance al gioco, siate consapevoli di ciò

Più veloce, più vario, ma…

Dal punto di vista del gameplay, High On Life 2 rimane prima di tutto uno sparatutto in prima persona. Come anticipato in precedenza la base è la stessa del primo capitolo, con combattimenti frenetici, armi aliene senzienti che parlano continuamente e livelli costruiti come una serie di arene e percorsi da esplorare. La novità più evidente è l’introduzione di nuove meccaniche di movimento. Tra queste spicca e diverte lo skateboard, utilizzato sia per attraversare rapidamente le mappe sia per dare maggiore ritmo alle sequenze di combattimento. Anche le armi parlanti tornano in grande stile: ognuna possiede abilità uniche e una personalità ben definita, continuando a commentare praticamente tutto ciò che accade durante il gioco. Alcune di loro introducono attacchi secondari più elaborati, mentre altre permettono approcci più tattici agli scontri. È una delle idee più riuscite della serie e rimane anche nel sequel uno degli elementi più riconoscibili.

Sommando le due cose, il ritmo generale ne giova e risulta più veloce rispetto al passato, cosa che però quasi “ha costretto” gli sviluppatori a inserire situazioni più varie, con boss fight sfiziose e missioni secondarie spesso costruite attorno a gag o attività fuori dagli schemi. Alcune di queste missioni riescono a fare il loro compito in modo discreto proprio perché abbandonano temporaneamente la struttura classica dello sparatutto, trasformandosi in mini-esperienze decisamente bizzarre.

Volendo guardare la medaglia dall’altra parte però, non tutto convince allo stesso modo. Il sistema di combattimento, pur migliorato, continua a mostrare alcune rigidità, e le arene di battaglia risultano a volte troppo piccole per sfruttare davvero tutte le possibilità offerte dal sistema di movimento. In certi momenti si ha quasi la sensazione che il gioco voglia essere più dinamico di quanto il level design riesca realmente a supportare, e “l’effetto gabbia” sarà la sensazione inconscia che proveranno molti.

Mondi alieni e problemi tecnici

Uno degli aspetti che abbiamo apprezzato maggiormente di più in High On Life 2 è senza dubbio la varietà delle ambientazioni. Il gioco ci porta infatti attraverso una serie di scenari decisamente fantasiosi, da convention galattiche, a zoo alieni dedicati agli esseri umani, da crociere spaziali ad altri luoghi altrettanto eccentrici. Il design dei livelli mantiene quell’approccio colorato e volutamente esagerato che caratterizzava il primo capitolo, con ogni area sembra costruita per stupire o per far nascere una nuova gag, che aiuta sì l’imprevedibilità, ma che a volte rischia di creare un caos visivo non indifferente, specialmente a livello di colori (attenzione, se soffrite di giramenti di testa ndr). Anche il comparto artistico rimane uno dei punti di forza principali, coi modelli delle creature che rimangono simpatici e bizzarri, involucri di personaggi sopra le righe, e qualità di texture che ci sentiamo di definire molto buona.

Dal punto di vista tecnico però, la versione PS5 non è del tutto esente da problemi. Non possiamo non citare che durante la nostra esperienza abbiamo assistito ad alcuni cali di frame rate e diversi glitch, oltre a qualche incoerenza visiva e problemi legati alla gestione dell’HDR. Nulla di esageratamente eccessivo, ma non possiamo dire di non averli notati più di qualche volta durante l’avventura. Questo peso lo abbiamo sentito in particolare nelle fasi più concitate degli scontri, quando sullo schermo si accumulano nemici, effetti visivi e dialoghi simultanei, e in cui la stabilità tecnica ha vacillato. Detto questo, il gioco rimane comunque godibile dall’inizio alla fine, soprattutto grazie alla direzione artistica che riesce a mascherare buona parte delle imperfezioni tecniche.

High on Life 2
Buono 7.5
Voto 7.5
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Deputy Editor
Classe 90, invecchia bene tanto quanto il vino, anche se preferisce un buon Whisky. Ama l'introspezione, l'interpretazione e l'investigazione, e a volte tende a scavare molto più del necessario. Inguaribile romantico, amante della musica e cantante in erba, si destreggia tra hack n'slash, soulslike, punta e clicca e... praticamente qualsiasi altro tipo di gioco.