My Hero Academia: All’s Justice Recensione, un gioco fedelissimo all’anime

Ecco la nostra recensione del nuovo picchiaduro My Hero Academia: All’s Justice, che ci porta nell’arco narrativo della Guerra Finale. Un titolo tra compromessi e ambizione.

Di
Alessandro Ferri
Senior Editor
Trentenne, vero appassionato di videogiochi, adora scrivere di videogiochi come se ne stesse parlando con gli amici al bar. Nostalgico dei classici anni '90 come Super...
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RecensioniMy Hero Academia: All’s Justice
Lettura da 8 minuti
8 Ottimo
My Hero Academia: All's Justice

My Hero Academia: All’s Justice arriva in un momento particolare per i videogiochi tratti da anime: un momento in cui il pubblico è diventato più esigente, meno disposto ad accontentarsi del semplice fanservice e più attento alla qualità complessiva dell’esperienza. Dopo anni di adattamenti spesso pigri o ripetitivi, questo nuovo capitolo prova a fare qualcosa di diverso, non tanto reinventando il genere quanto cercando di dargli una struttura più solida, coerente e soprattutto più rispettosa dell’opera originale. Il risultato è un gioco che non sempre centra il bersaglio con precisione chirurgica, ma che dimostra chiaramente di volerci provare sul serio.

Un gioco Plus ultra!

Il cuore di All’s Justice resta quello di un picchiaduro arena tridimensionale, con combattimenti tre contro tre ambientati durante l’arco narrativo della Guerra Finale di My Hero Academia. Fin dai primi scontri è evidente come l’intento degli sviluppatori non sia semplicemente quello di replicare quanto visto nei capitoli precedenti, ma di ampliare e rendere più stratificato il sistema di combattimento. Le arene sono ampie, distruttibili, e permettono movimenti rapidi, salti, schivate e cambi di personaggio in tempo reale. Il ritmo è elevato, spesso frenetico, e punta a restituire quella sensazione di scontro totale che caratterizza i momenti più intensi del manga e dell’anime.

Una delle aggiunte più interessanti è la meccanica Rising, che consente di potenziare temporaneamente le capacità del proprio personaggio, aumentando velocità, potenza e impatto delle Quirk. È una scelta che funziona bene sul piano dello spettacolo e che introduce un minimo di gestione delle risorse durante gli scontri, permettendo ribaltamenti improvvisi e fasi di pressione particolarmente aggressive. Tuttavia, proprio questa enfasi sulla potenza e sulla rapidità finisce talvolta per alimentare un certo caos visivo. Nelle fasi più concitate lo schermo si riempie di effetti, esplosioni, scie luminose e animazioni sovrapposte, e la telecamera non sempre riesce a mantenere una lettura chiara dell’azione. Non è raro trovarsi a reagire d’istinto più che con una reale consapevolezza tattica, soprattutto nelle battaglie più affollate.

Questo non significa che il sistema di combattimento sia superficiale. Anzi, sotto la patina spettacolare si nasconde una struttura che prova a premiare il tempismo, la gestione dei cambi di personaggio e la conoscenza delle abilità specifiche di ogni combattente. Il problema è che questa profondità non sempre emerge con chiarezza, e rischia di essere soffocata da un’impostazione che privilegia l’immediatezza e l’impatto visivo. È un equilibrio delicato, che All’s Justice riesce a mantenere solo in parte, oscillando tra accessibilità e ambizione.

Le modalità e il roster

Dove il gioco prova davvero a distinguersi è però nella sua offerta complessiva. Oltre ai combattimenti puri, All’s Justice propone una serie di modalità pensate per dare respiro all’esperienza e per approfondire il mondo di My Hero Academia da più angolazioni. La modalità Storia è senza dubbio il fulcro narrativo del titolo e ripercorre gli eventi chiave della Guerra Finale, alternando scontri giocabili a sequenze cinematografiche che cercano di catturare il peso emotivo del climax della serie. Per chi conosce l’opera originale, molti momenti funzionano e riescono a evocare quella sensazione di urgenza e drammaticità che ha reso memorabile il finale del manga. Chi invece si avvicina al gioco senza una conoscenza approfondita dell’universo narrativo potrebbe sentirsi spaesato, travolto da nomi, eventi e relazioni che vengono dati per acquisiti.

Accanto alla storia principale trovano spazio modalità più leggere e sperimentali, come le missioni cooperative ambientate in una simulazione virtuale e le attività legate alla vita quotidiana degli studenti della Classe 1-A. Qui il ritmo rallenta, l’azione lascia spazio a momenti più intimi e a piccole interazioni che cercano di dare spessore ai personaggi oltre il campo di battaglia. Non tutte queste attività sono ugualmente riuscite e alcune finiscono per sembrare riempitivi, ma nel complesso contribuiscono a rendere l’esperienza più varia e meno monotona. È in questi momenti che All’s Justice mostra il suo lato più interessante, quello di un gioco che tenta di raccontare My Hero Academia non solo attraverso i pugni, ma anche attraverso le relazioni e i piccoli dettagli.

Il roster è ampio e curato, probabilmente uno dei più completi mai visti in un titolo dedicato alla serie. Eroi e villain sono rappresentati nelle loro versioni più avanzate, con mosse iconiche, trasformazioni e animazioni che rispettano fedelmente il materiale originale. Ogni personaggio ha un proprio stile di combattimento riconoscibile, e sebbene non tutti siano perfettamente bilanciati, l’insieme risulta coerente e appagante, soprattutto per i fan. La sensazione è quella di trovarsi davanti a un prodotto che conosce bene il suo pubblico di riferimento e che non ha paura di strizzare l’occhio a chi ha seguito la saga fino alla fine.

E dal punto di vista tecnico?

Dal punto di vista tecnico, All’s Justice si presenta solido. Le animazioni sono fluide, i modelli dei personaggi dettagliati e gli effetti visivi, per quanto a volte eccessivi, restituiscono bene la potenza delle Quirk e la violenza degli scontri. Le sequenze cinematiche sono ben dirette e contribuiscono a rafforzare l’impatto narrativo dei momenti chiave. Non mancano però piccole incertezze, soprattutto legate alla gestione della telecamera e alla leggibilità dell’azione, che possono spezzare l’immersione nei combattimenti più caotici.

Alla fine, My Hero Academia: All’s Justice è un gioco che vive di compromessi. Non è il titolo che ridefinirà il genere dei picchiaduro anime, né quello che riuscirà a soddisfare completamente sia i giocatori competitivi sia i fan più casuali. È però un progetto onesto, che mostra chiaramente la volontà di andare oltre il semplice fanservice e di costruire un’esperienza più completa e consapevole. Quando riesce a trovare il giusto equilibrio tra spettacolo, narrazione e gameplay, il gioco funziona e riesce a coinvolgere. Quando invece perde il controllo del ritmo e della messa in scena, emergono tutti i limiti di un’impostazione ancora troppo legata al caos visivo.

Nonostante questo, All’s Justice resta un passo avanti significativo rispetto ai precedenti adattamenti della serie. È un titolo che prova a crescere insieme al suo pubblico, accettando il rischio di non essere perfetto pur di tentare qualcosa di più ambizioso. Per chi ama My Hero Academia, rappresenta un modo credibile e spesso emozionante di rivivere il capitolo finale della saga. Per tutti gli altri, è un picchiaduro solido, imperfetto ma sincero, che dimostra come anche i tie-in possano aspirare a essere qualcosa di più di una semplice operazione commerciale.

My Hero Academia: All's Justice
Ottimo 8
Voto 8
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Trentenne, vero appassionato di videogiochi, adora scrivere di videogiochi come se ne stesse parlando con gli amici al bar. Nostalgico dei classici anni '90 come Super Mario 64, non disprezza al brivido dei titoli moderni.