Dragon Quest VII Reimagined Recensione, un classico che torna con qualche ruga

Dragon Quest VII Reimagined si ripropone in una veste modernizzata, un'operazione nostalgica che farà felici gli amanti dei JRP, ma con qualche compromesso. Ecco la recensione!

Simone Lelli
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Simone Lelli
Editor in Chief
Amante dei videogiochi, non si fa però sfuggire cinema e serie tv, fumetti e tutto ciò che riguarda la cultura pop e nerd. Collezionista con seri...
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RecensioniDragon Quest VII Reimagined
Lettura da 9 minuti
8 Ottimo
Dragon Quest VII Reimagined

Il viaggio nel tempo è un tema ricorrente nei videogiochi, ma pochi titoli lo esplorano con la profondità e la delicatezza di Dragon Quest VII Reimagined. Questo titolo, riemerso dalle nebbie del passato, si presenta come un’operazione archeologica e allo stesso tempo nostalgica, che vuole preservare l’essenza di un classico pur svecchiandone alcuni aspetti. Questi ultimi anni in tema videoludico non ci si è risparmiati tra remastered, remake e riproposizioni in collection, ma per molti giocatori questo in modo specifico avrà un sapore più dolce.

Dragon Quest VII Reimagined si pone come un remake conservativo, incline alla tradizione, più che alla sperimentazione. Aspettatevi quindi una ricostruzione fedele all’originale, con aggiunte mirate a migliorare l’esperienza di gioco senza stravolgerla (dopo tutto, se una cosa può ancora funzionare bene, non ce ne sarebbe il motivo). Un approccio che potrebbe far storcere il naso ai giocatori più avvezzi alle rivoluzioni, ma che saprà certamente conquistare i puristi e gli amanti delle atmosfere retrò. Prepariamoci a un’avventura che ci porterà a ricostruire un mondo frammentato, isola dopo isola, attraverso epoche differenti e incontri memorabili. Scopriamo Dragon Quest VII Reimagined più da vicino nella nostra recensione.

Un tuffo nel passato con comfort moderni

La trama principale di Dragon Quest VII Reimagined è semplice, ma non ha perso il suo fascino. Nei panni del protagonista, insieme agli amici Kiefer e Maribel, dovrete viaggiare nel tempo per far riemergere isole scomparse e contrastare il ritorno del Signore dei Demoni. Un canovaccio classico, ma che si presta a numerose digressioni e colpi di scena. Per i vecchi giocatori in primis, sono stati aggiunti anche diversi dialoghi, spesso facoltativi, ma utili a caratterizzare i membri del party e i loro rapporti. Potrete scoprire aneddoti sul loro passato, approfondire le loro motivazioni e assistere a divertenti scambi di battute. Un modo per rendere i personaggi più vivi e credibili, e per farvi sentire parte integrante del loro viaggio.

Una delle maggiori attrattive di Dragon Quest VII Reimagined risiede nel suo ricco pacchetto di migliorie volte a garantire una maggiore scorrevolezza e accessibilità. Queste migliorie alla Quality of Life si traducono in obiettivi sempre ben indicati, promemoria utili, cure e salvataggi più frequenti e una serie di scorciatoie che semplificano la vita del giocatore. Questo labor limae quindi è votato a mitigare le frustrazioni del passato: questo remake è stato pensato per essere goduto appieno, senza inutili intoppi.

Un altro aspetto da non sottovalutare è la difficoltà, sensibilmente più bassa rispetto all’originale. Tuttavia, gli sviluppatori hanno pensato anche ai giocatori più esperti, offrendo un’ampia gamma di opzioni per personalizzare l’esperienza di gioco e tarare la sfida in base alle proprie preferenze. Potrete agire sulla progressione, sul combattimento e sull’esplorazione, creando un’avventura su misura per voi.

Anche la durata complessiva è stata ridotta in modo significativo. Dimenticatevi le oltre 100 ore necessarie per completare l’originale: in Dragon Quest VII Reimagined ne basteranno circa una cinquantina, la metà, grazie anche alle numerose facilitazioni introdotte. Un taglio che potrebbe deludere i giocatori più accaniti, ma che rende il titolo più appetibile per chi ha poco tempo a disposizione.

Gameplay e sistema di combattimento

Una delle novità più interessanti di questo remake è la possibilità di vedere i nemici direttamente sulla mappa. Questo vi permetterà di evitarli, se lo desiderate, o di ingaggiarli per ottenere un vantaggio iniziale. Una piccola aggiunta che cambia radicalmente l’approccio all’esplorazione, rendendola più strategica e meno casuale.

I combattimenti sono stati resi più gestibili grazie all’introduzione di opzioni di automazione e velocizzazione degli scontri, una feature più che sdoganata in operazioni di questo genere, e assolutamente gradita. Potrete delegare alcune azioni ai vostri compagni di squadra, concentrandovi sulle strategie più complesse, oppure accelerare i tempi di animazione per rendere gli scontri più dinamici e meno ripetitivi. Un sistema che si adatta perfettamente alle esigenze dei giocatori moderni, senza snaturare l’essenza del combattimento a turni classico.

Le comodità non finiscono qui però, potrete curarvi rapidamente fuori battaglia, richiamare il tappeto volante per spostarvi velocemente sulla mappa, cambiare Vocazione ai vostri personaggi “da remoto” e usufruire di un sistema di autosalvataggio che vi eviterà di perdere ore di gioco a causa di un errore o di un imprevisto. Inoltre, sono stati aggiunti dei contatori di collezionabili, come le Minimedaglie e i Frammenti, per tenere traccia dei vostri progressi e stimolarvi a esplorare ogni angolo del mondo di gioco.

Abbiamo citato il sistema delle Vocazioni, ovvero delle classi, è uno dei punti di forza di Dragon Quest VII Reimagined. Questo è stato rifinito e bilanciato, e permette di personalizzare i vostri personaggi e di creare combinazioni uniche. La progressione è separata dai livelli, e nuove abilità e incantesimi si sbloccano man mano che si padroneggiano le diverse Vocazioni.

Il farming e il grinding non sono eccessivamente necessari, ma possono comunque essere utili per sbloccare le Vocazioni più avanzate e affrontare le sfide più impegnative. Tuttavia, grazie alle numerose facilitazioni introdotte, non dovrete passare ore e ore a combattere contro gli stessi nemici per far crescere i vostri personaggi.

Il combattimento a turni è classicissimo, con l’ordine basato sulla velocità dei personaggi, poche complessità moderne, sinergie intuitive, PM e consumabili in abbondanza. Infine sono presenti piccoli puzzle ambientali nei dungeon, e città ricche di segreti e oggetti da scoprire, il tutto per completare il quadro di un’esperienza di gioco che nonostante “l’età” è ancora ricca e degna di essere vissuta.

Aspetto tecnico

Dal punto di vista tecnico il gioco presenta un mix di scansioni 3D di bambolotti reali e scenari poligonali in alta definizione. Il risultato è efficace, ma non sempre uniforme. Si notano differenze qualitative tra i modelli dei protagonisti, realizzati con cura e ricchi di dettagli, e gli scenari comuni, i PNG e i nemici, spesso riciclati o ricolorati.

Per quanto riguarda le novità per le cinematiche, quelle inedite sono poche e brevi, e non aggiungono molto all’esperienza complessiva. Un peccato, perché avrebbero potuto arricchire la narrazione e approfondire la caratterizzazione dei personaggi. Tuttavia, la localizzazione italiana è completa e curata, con dialetti e giochi di parole nello stile tipico della serie. Un valore aggiunto che farà sicuramente piacere ai fan di lunga data.

In definitiva, Dragon Quest VII Reimagined è un remake ben realizzato, che riesce a modernizzare un classico senza snaturarne l’identità. Le migliorie apportate al gameplay e all’accessibilità rendono il titolo più godibile per i giocatori moderni, mentre la fedeltà all’originale saprà conquistare i puristi. Pur con qualche compromesso tecnico, si tratta di un’esperienza di gioco ricca e appagante, che vi terrà incollati allo schermo per decine di ore. Un titolo consigliato a tutti gli amanti dei JRPG e a chi vuole riscoprire un capolavoro del passato, ma soprattutto un’avventura da vivere e rivivere, il ritorno alla luce di un piccolo tesoro che merita di brillare ancora una volta.

Dragon Quest VII Reimagined
Ottimo 8
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Amante dei videogiochi, non si fa però sfuggire cinema e serie tv, fumetti e tutto ciò che riguarda la cultura pop e nerd. Collezionista con seri problemi di spazio, videogioca da quando ha memoria, anche se ha capito di amarli su quell'isola di Shadow Moses.