Steam è da oltre vent’anni una delle piattaforme dominanti per la distribuzione di videogiochi su PC, ma ora la sua società madre, Valve, si trova ad affrontare una nuova e importante battaglia legale nel Regno Unito.
Come riportato da Reuters, una class action presentata nel 2024 ha recentemente ottenuto il via libera da un tribunale britannico per procedere. L’azione legale potrebbe coinvolgere fino a 14 milioni di utenti nel Regno Unito che hanno acquistato giochi o contenuti scaricabili (DLC) tramite Steam a partire dal 2018.
Al centro della causa c’è l’accusa secondo cui Valve avrebbe sfruttato la propria posizione dominante imponendo condizioni contrattuali restrittive agli editori. In particolare, il sistema di Steam obbligherebbe gli utenti che acquistano un gioco sulla piattaforma a comprare eventuali DLC o contenuti aggiuntivi esclusivamente tramite Steam, impedendo così ai publisher di offrire prezzi più bassi su altre piattaforme.
Secondo i promotori della causa, questa pratica limiterebbe la concorrenza e “bloccherebbe” i consumatori all’interno dell’ecosistema Steam, riducendo le possibilità di scelta. I danni richiesti ammonterebbero a circa 656 milioni di sterline, equivalenti a circa 897 milioni di dollari.
Non è la prima volta che Valve finisce sotto accusa per presunte pratiche monopolistiche. Negli Stati Uniti, nel 2021, era stata avviata una causa simile incentrata sulla commissione del 30% trattenuta da Valve sulle vendite dei giochi. In quel caso, però, il procedimento era stato archiviato nello stesso anno.
Al momento non è stata fissata una data per l’udienza nel caso britannico. Nel frattempo, Valve ha recentemente annunciato nuovi progetti hardware, tra cui una nuova Steam Machine, un visore Steam Frame VR e un nuovo controller Steam, anche se non sono ancora state comunicate date di uscita ufficiali.