The Beauty Recensione degli episodi 1 e 2, la nuova serie body horror di Ryan Murphy

"Una dose e sei una bomba" recita il claim di The Beauty, la nuova serie targata FX e disponibile su Disney Plus dal 22 gennaio. Ecco la recensione dei primi due episodi.

Noemi Grilli
Di
- Contributor
RecensioniThe Beauty
Lettura da 9 minuti
8 Ottimo
The Beauty - EP. 1 e 2

The Beauty è una serie FX del 2025 creata da Ryan Murphy e Matt Hodgson, basata sull’omonimo fumetto di Jeremy Haun e Jason A. Hurley e in uscita su Disney+ da domani 22 gennaio 2026.

Parigi, Sfilata Balenciaga: improvvisamente una delle modelle si allontana dalla passerella e, nel farlo, commette una carneficina, scappa in sella ad una moto, cerca un bar per soddisfare un’implacabile sete e, quando viene fermata e catturata dalle forze dell’ordine, improvvisamente… esplode. “Una dose e sei una bomba” recita il claim, e così inizia il pilot di The Beauty, che con un’estetica tra lo spot pubblicitario e il videoclip – nervosa e surreale – ci mostra la prima sanguinolenta sequenza.

Quanto siamo disposti a pagare per essere “una bomba”?

L’high concept su cui è costruita The Beauty è molto semplice: nel mondo si sta rapidamente diffondendo un virus potentissimo, trasmissibile sessualmente, che trasforma chiunque lo contragga in individui dal bellissimo aspetto. Un’epidemia che all’apparenza potrebbe sedurre tanto quanto i corpi che sta trasformando. Un virus di cui lo scaltro magnate – interpretato da Ashton Kutcher – è geloso ideatore e proprietario, pronto a difendere la sua gallina dalle uova d’oro del nuovo millennio con ogni mezzo a sua disposizione.

Alcune di queste persone – top model per l’esattezza – però, stanno morendo in un modo decisamente strano e, eufemisticamente, sopra le righe. I nostri agenti dell’FBI antiterrorismo Cooper Madsen (Evan Peters) e Jordan Bennett (Rebecca Hall) vengono così catapultati in questo intrigo internazionale e inviati in giro per il mondo – soprattutto in Europa, patria della moda – alla ricerca di indizi che facciano in qualche modo luce su quanto stia accadendo.

Ovviamente, i nostri protagonisti saranno al centro del mirino del villain e dei suoi – bellissimi – scagnozzi, che vedremo impegnati allo scontro fra le vie delle città italiane più belle di sempre, con scene d’azione e panoramiche che mostrano le meraviglie nostrane: i set e le ambientazioni riflettono così quella bellezza, perno su cui ruota l’intera vicenda. Sale sfarzose, hotel di lusso e la città, che con i suoi monumenti diviene a tutti gli effetti personaggio e protagonista, e che ci ricorda di cosa stiamo parlando, facendoci attraversare i suoi vicoli, ammirare le rovine della città eterna e assaporare il gusto di una passeggiata fra i canali veneziani.

La ricerca della perfezione, spietato specchio contemporaneo, viene rappresentata alla stregua di una malattia tanto pericolosa quanto letale, seppur la sofferenza dia in cambio la prospettiva di una vita migliore poiché vissuta da persona bella e attraente. Ed ecco che ancora una volta ci troviamo ad affrontare un tema che, a tutti gli effetti, ha bisogno di essere affrontato, e che soltanto Ryan Murphy poteva scegliere di fare in questo modo, proponendoci un’estrema alternativa alla fame di essere visti e apprezzati dagli altri: quella di divenire altro da sé.

Un virus sapientemente creato in laboratorio che, come per un bruco che diviene farfalla, permette a chi lo contrae di rinascere in una nuova vita. “A quale prezzo?” però, sarà la domanda che dovrà accompagnare i personaggi e lo spettatore fino all’ultimo episodio. I quesiti che solleva saranno molti e sarà divertente, come per ogni prodotto di questo tipo, andare a ricercare le risposte.

Un tema che non smette di raccontare

Non c’è dubbio che Ryan Murphy – detentore del primato del genere – stia cavalcando l’onda della tematica iper contemporanea portandoci sullo schermo la sua idea di “beauty” body horror, sulla scia di The Substance e del più recente europeo The Ugly Stepsister, suggellando e riconfermando ancora una volta quanto la paura che abbiamo bisogno di esorcizzare sia proprio quella dell’inadeguatezza di fronte a canoni sempre più imposti e, soprattutto, il terrore di quanto siamo disposti a spingerci oltre per il bisogno di raggiungere certi canoni.

Senza ombra di dubbio viviamo in un tempo in cui ciò che ci circonda, a partire dai social, costruisce un’immagine di sé e del mondo che inevitabilmente diviene prodotto confezionato e vendibile al miglior offerente o, ancor peggio, a chi può permetterselo. Ne consegue che coloro che abbiano la sfortuna – o il mancato privilegio – di venir tagliati fuori non siano degni di vivere ma costretti e destinati alla mera sopravvivenza, oltretutto nel peggiore dei modi. Così ci rifacciamo sul nostro aspetto, sull’estetica, sulla nostra bellezza esteriore, a discapito di tutto. Nell’era delle “punturine” il terrore è restare come si è – e chi si è.

La tematica di un corpo che ha bisogno di essere cambiato, malgrado la sofferenza che comporta e le ripercussioni psicologiche e sociali, nonostante sia soltanto il riflesso di un problema interiore più grande e che riguarda decisamente altro, è a tutti gli effetti quello che negli ultimi anni ci sta interessando maggiormente e la curiosità di capire dove ci porterà la mente di Murphy è altissima.

La bellezza potrebbe ucciderci tutti

Se non tutti hanno visto American Horror Story, almeno una volta ne hanno sicuramente sentito parlare. Questo perché quando la mente è qualcuno di nome Ryan Murphy tutto ciò che ne viene fuori diviene praticamente indimenticabile. Non perché non esistano altri che lo facciano altrettanto, ma per il modo con cui riesce a raccontare qualcosa lasciando sempre, costantemente, la sua inconfondibile firma.

Dunque, già dalla sigla, sappiamo presto che ciò guarderemo non sarà un horror e nemmeno un thriller o una serie di fantascienza. Non una commedia, non un grottesco. Ma Ryan Murphy – in tutto il suo splendore – con il suo amore per il freak, la sua volontà di raccontarci il diverso; l’andare a scovare il reietto e portarlo alla luce è ciò che contraddistingue le sue storie a cui conferisce non soltanto un’ironia grottesca e inconfondibile, ma la presenza di personaggi speciali, unici e degni di essere raccontati. Le molteplici sfaccettature di questi cristalli grezzi vengono così man mano svelate, lasciando allo spettatore il gusto di scoprire cosa ci sia sotto – mistero della storia e intimo spazio interiore.

Ovviamente, già vedendo i primi due episodi non mancheranno satira e grottesco – il chirurgo che farà diventare un chad mascellone il ragazzo incel ne è un esempio – nel trattare il lato oscuro della chirurgia estetica e delle persone che spesso ne ricorrono. E così lo showrunner, attraverso il suo inconfondibile linguaggio, vuole raccontarci la parabola portandola curiosamente oltre il suo limite: in The Beauty è proprio la bellezza – nel senso letterale del termine – quella di cui dobbiamo avere paura? Sarà incontrare il bello che ci metterà in guardia? Saranno gli ultimi rimasti “brutti” – o meglio, rimasti se stessi – quelli che riusciranno a trovare un antidoto e salvarci tutti?

E quando di qualcosa non se ne parla mai abbastanza, abbiamo decisamente bisogno di uno che della diversità ha fatto il suo marchio di fabbrica – così come dell’esclusione e della solitudine – ne parli e lo faccia come soltanto lui sa fare. Infine, una menzione speciale va alla scelta del cast: a parte il sodalizio Murphy/Peters che non delude mai, la curiosità è altissima nei confronti di Ashton Kutcher che dividerà spesso la scena con la diva assoluta Isabella Rossellini. Parole dell’attore: “la ricerca della sua approvazione è stata costante”. Noi non vediamo l’ora di gustarceli.

The Beauty - EP. 1 e 2
Ottimo 8
Voto 8
Condividi l'articolo